Commento alla conferenza E3 2016 di Ubisoft – Speciale

Per celebrare i suoi trent’anni di vita, il publisher francese si è presentato sul palcoscenico di Los Angeles nel modo più spettacolare possibile, con una splendida, assurda e travolgente coreografia di Just Dance 2017, sulle note di Don’t Stop Me Now dei Queen, con ballerini vestiti da giraffe, pagliacci e deliri assortiti. Per la cronaca, la serie ballerina debutta – finalmente – anche su PC, per la gioia della nostra principessa redazionale. Con un inizio così, ci saremmo aspettati uno spettacolo frizzante e movimentato per tutto il resto della conferenza: Ubisoft ha invece preferito una formula a metà tra le dimostrazioni “classiche” (con i fantocci sul palco che fanno finta di giocare) e il talk show, con ospiti seduti su un comodo divanetto grigio in compagnia della sempre istrionica Aisha Tyler, che da ormai cinque anni conduce ottimamente le conferenze pre-E3 della casa francese. Il risultato è stato una lunghissima conferenza di oltre due ore, in cui gli ospiti hanno parlato tanto, troppo (specialmente nella parte dedicata a South Park), con cali di ritmo nella presentazione della line-up, ma più di tutto perniciosi cali di palpebra da parte di chi ha seguito l’evento in streaming.

UBI MAIOR…

Per quel che riguarda i titoli veri e propri, ci ha colpito positivamente quanto visto di Ghost Recon Wildlands, che si presenta come una via di mezzo tra l’ultimo Metal Gear e The Division, con una componente ancor più accentuata sulla cooperazione tra giocatori. Tecnicamente meno impressionante rispetto all’ultimo open world di Ubisoft, ma con spazi aperti da gestire decisamente più ampi, Wildlands espande ancor di più l’idea che il publisher francese sta portando avanti in questi anni, e che abbiamo battezzato “pangioco”, di cui probabilmente rappresenta, al momento, la massima espressione Un’esperienza ludica che non si limita a un solo genere, ma abbraccia diverse tipologie di gameplay, dallo shooter in terza persona al gioco di ruolo, passando per momenti tipicamente action ad altri che solitamente troviamo nei titoli di guida.

Tom-Clancy's-Ghost-Recon-Wildlands-data uscita gameplay e3

MULTIUBI

Il resto della line-up è decisamente variegato, e destinato a soddisfare i palati di tutti quanti: tra For Honor, di cui è stata finalmente annunciata e presentata la campagna single player, il nuovo gioco di South Park e Watch Dogs 2, Trials of the Blood Dragon e Grow Up non c’è davvero di che lamentarsi. Chiacchierando tra di noi al termine della conferenza (e se avete seguito la nostra diretta l’avete sentito dalla nostra viva voce), è proprio il seguito del chiacchierato open world di un paio di anni fa ad aver diviso maggiormente, qui in redazione a Los Angeles. Sembra promettente, il protagonista pare più convincente di Aiden Pierce, ma la costruzione del trailer e della narrazione legata al gioco sembra privarlo di una sua identità ben precisa, facendolo più assomigliare a GTA V o a una versione ambientata a Los Santos del primo capitolo. Avremo modo di provarlo nei prossimi giorni, e di farci un’opinione più precisa di quello a cui puntano gli sviluppatori.

tra For Honor, il nuovo gioco di South Park e Watch Dogs 2, Trials of the Blood Dragon e Grow Up non c’è davvero di che lamentarsi

C’è stato poi spazio anche per un po’ di titoli diciamo pure “minori”, ovviamente, su cui spicca senza dubbio Star Trek Bridge Crew, probabilmente il punto più basso della conferenza di Ubisoft, che ha mostrato quattro attori delle serie TV fin troppo appassionati all’esperienza VR offerta dal gioco, che invece sembra uscito da una console di una quindicina di anni fa. Carino, ma presentato maluccio, l’altro titolo VR di Ubisoft, Eagle Flight, con una partita a un variante di Capture the Flag che si è trascinata per fin troppo tempo.

Watch-Dogs-2-02

UBI CINEMAS

C’è stato spazio per il cinema, con l’annuncio del film di Watch Dogs (probabilmente lo sbocco più promettente per la serie) e uno spezzone del film di Assassin’s Creed, in arrivo il prossimo dicembre nelle sale di tutto il mondo. Dal poco che si è visto oggi e nel trailer dei mesi scorsi, il progetto sembra essere stato impostato nel modo giusto, lasciando piena libertà creativa agli autori che ci hanno lavorato sopra, Michael Fassbender e Frank Marshall in primis. Più che un banale adattamento cinematografico della serie, insomma, il film ci è sembrato possedere un’impronta autoriale forte, che riprende i pilastri intoccabili della serie videoludica, declinati in maniera diversa, più consona al mondo della celluloide. Le dita sono incrociate. E non solo le nostre, ne siamo sicuri.

UBI EXTREMIS

La conclusione della conferenza di Ubisoft è tradizionalmente riservata a un nuovo AAA, tenuto sotto assoluto riserbo fino all’ultimo momento, e il 2016 non ha fatto eccezione. Quest’anno è toccato a Steep, open world dedicato agli sport estremi (sci, snowboarding, base jumping e wingsuit) ambientato sulle Alpi europee, tra l’Italia, la Svizzera e la Francia. Da un lato, lo diciamo onestamente, l’impatto è stato meno forte rispetto a quello provocato dalla presentazione di Ghost Recon Wildlands dello scorso anno o di The Division del 2014. Al tempo stesso, però, la formula rischia seriamente di affascinare molti giocatori: avremo modo di tornare nuovamente a parlarne nei prossimi giorni, dopo averlo provato, e ancor di più nei mesi a venire.

Steep PC PS4 Xbox One Hub

Steep è la dimostrazione del fatto che Ubisoft non ha paura di rischiare

Più di tutto, però, Steep è la dimostrazione del fatto che Ubisoft non ha paura di rischiare, e di lanciarsi – letteralmente – in un’impresa che molti considererebbero folle. Il publisher francese lavora, com’è giusto che sia, su serie rodate e capaci di garantire guadagni certi (Assassin’s Creed su tutti, ma anche Just Dance e le IP più recenti, come dimostrano i diversi seguiti presentati anche quest’anno), ma al tempo stesso si mette in gioco tentando strade nuove, che potrebbero anche non funzionare. Una scelta coraggiosa, quasi estrema come gli sport che Steep mette in campo, e di cui non si può che riconoscere il valore.

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