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Black Desert Online: Diario di Viaggio #1 - Speciale

“Tassani, sbrigati a creare il personaggio che devi aiutarmi a vendere del pesce!”.
Questa è la “splendida” premessa che mi vede sbattere il capo sulla tastiera da diversi giorni in preda alla confusione più totale. Come avrete capito dall’editoriale del buon Kikko, anche la redazione più geriatrica d’Italia si è addentrata, con colpevole ritardo, in Black Desert Online, giunto sul mercato europeo qualche mese addietro grazie a un lodevole “Buy to Play” che prevede il semplice acquisto iniziale del gioco per godersi senza limitazioni l’esperienza online. Il titolo, diciamolo subito, è talmente vasto che è riuscito a mandarmi in crisi in poche ore, e – complice il caldo mortale – il #TeamCrimine ha pensato di creare una specie di diario di viaggio, in cui racconterò le mie drammatiche esperienze volta per volta, prima di arrivare alla tanto agognata recensione finale. Allacciate le cinture, ché il deserto può essere un posto pericoloso.

LE BIONDE TRECCE, GLI OCCHI AZZURRI, E POI…

Il primo timido passo compiuto all’interno di Black Desert Online avviene, per forza di cose, nei tetri domini della creazione del personaggio. Tale pratica quasi sacra è, per il sottoscritto, sempre drammatica: davanti ai miei occhi sta prendendo “vita” l’avatar con cui passerò ore e ore della mia esistenza, e deve per forza di cose essere perfetto in ogni più piccolo dettaglio.

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Black Desert Online si avvale della formula “Buy to Play”

Scopro che, per qualche mistero divino, a ogni classe è legato un sesso: ebbene sì, il guerriero è per forza uomo, il ranger è obbligatoriamente un’elfa dalle forme giunoniche, il berserk è un gigante poco cordiale e così via. Ho storto parecchio il naso, ma me ne sono fatto in fretta una ragione. Il tempo di dare un’occhiata alle caratteristiche offerte dai vari personaggi che spunta pimpante il Kikko: “Tassani, io ho fatto una Witch, quindi creati qualcosa che prenda sberle e stia in prima linea!”. Dopo aver espresso il mio desiderio di fare un’arciera, e aver ricevuto “Ti ammazzo” come risposta, ho spontaneamente deciso di dar vita a un guerriero. Pelato. Con la barba. Meraviglioso!

Il_Tassani non ha un vero e proprio background, anche perché non conosco nulla del mondo in cui è ambientato questo MMORPG. Ad accogliere il risveglio del mio alter ego, colpito da amnesia come gran parte dei protagonisti dei videogiochi, è un buffo spiritello nero dagli occhi rossi che mi aiuta a fare i primi passi. Cerco di seguire lo scarno e confusionario tutorial quando, giunto a livello quattordici in poco più di un’oretta di gioco, scopro drammaticamente di aver sbagliato server.

SPADE, NON SCIARADE

Ne approfitto per creare un personaggio di un’altra classe. Non che possa cogliere particolari differenze in così poco tempo di gioco, ma ero incuriosito dalla valchiria, donnona dotata di armatura pesante che, oltre alla forza bruta, sfoggia di tanto in tanto qualche miracolo offensivo e curativo. Cerco di creare la donna perfetta, e devo dire che l’editor dei personaggi è semplicemente meraviglioso: con pochi intuitivi comandi possiamo davvero dare vita a ciò che più ci aggrada. Così, in una mezz’oretta di click e drammi esistenziali sul colore dei capelli, nasce Corinna_Negri.

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l’editor dei personaggi è semplicemente meraviglioso

Rifaccio amicizia col solito spiritello malvagio e cerco di comprendere meglio il tutorial, che risulta nuovamente poco completo. In realtà sono io che mi sono rammollito nel corso degli anni: i MMORPG à la World of Warcraft mi hanno insegnato che devo essere preso per mano e accompagnato durante ogni singolo passo per le prime ore di gioco, mentre quest e dialoghi mi spiegano in dettaglio cosa fare, dove andare, quali abilità usare e le meccaniche di base. Black Desert Online, invece, mi ha ributtato a calci ai tempi di Ultima Online, dove mettevi piede in un mondo dannatamente vivo e ostile e tu, da bravo “niubbo”, te ne stavi in un angolo a cercare di capire come aprire gli zaini e a controllare le skill disponibili.

Le primissime impressioni riguardano due componenti fondamentali del gioco: l’HUD e le meccaniche di combattimento. Le informazioni che abbiamo sullo schermo sono tantissime, forse troppe, e durante le prime fasi ho scelto di fare la cosa più intelligente: ignorarle tutte e seguire le quest che mi venivano affibbiate, nella speranza che appunto qualche NPC rompesse la quarta parete e mi spiegasse qualcosa. Ciò, nemmeno a dirlo, non è avvenuto, ma dopo diverse ore di gioco posso finalmente affermare che abbiamo sempre sott’occhio tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e non manca la possibilità di organizzare le finestre a nostro piacere grazie al comodo editor presente nelle opzioni. Non nego che avrei preferito qualcosa di meno ingombrante, ma tutto funziona perfettamente così com’è.

Il combattimento, invece, è la vera sorpresa di Black Desert Online: invece dei soliti tastini da premere in sequenza, che mi hanno sempre annoiato a morte da un decennio a questa parte, il titolo Pearl Abyss stupisce con un sistema prettamente action che mi ha fatto comprendere che dieci dita non sono affatto sufficienti. Schivate, affondi, combo e attacchi ben cadenzati sono una gioia da provare, anche se – devo essere sincero – non ho ancora incontrato un nemico che mi abbia messo in difficoltà: persino i “boss” da evocare grazie a pergamene magiche, e teoricamente da affrontare insieme ad altri giocatori, sono stati come una passeggiata di salute in solitaria. Vediamo se tra qualche livello la musica cambia, perché potenti è bello, ma essere immortali può risultare noioso. Nel frattempo ho maledetto colui che ha deciso di far utilizzare SHIFT + Q per effettuare un colpo stordente con lo scudo. Il tunnel carpale è imminente!

STRETTA LA FOGLIA, LUNGA LA VIA

Dopo svariate ore di mena-mena e levelling spudorato stavo per infilare Black Desert Online nel sacco dei titoli noiosi e brutti. Fortunatamente sono stato colto da illuminazione divina: cercando qualche guida su internet ho scoperto le meraviglie della gestione economica del titolo.

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l’alter ego è colpito da amnesia

Ora, senza esagerare, sto col naso attaccato allo schermo cercando di organizzare al meglio i miei lavoratori, valutando quali materie prime raccogliere, cosa mi serve per lavorarle, che tipo di strumenti utilizzare per racimolare risorse e, ovviamente, su quale delle tante attività lavorative focalizzarmi. Il titolo Pearl Abyss è improvvisamente diventato una droga, di quelle che causano dipendenza anche se non te ne accorgi.

In questo momento sto scrivendo quest’articolo solo perché i server sono in manutenzione, altrimenti sarei a esplorare qualche miniera in cerca di minerali rari e punti d’interesse. Questa, però, è un’altra storia, e ve la racconterò tra qualche giorno.

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  1. Per quel che mi riguarda, la mancanza di sfida è la pietra tombale di qualsiasi MMORPG.

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