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Rise of the Tomb Raider

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PlayStation 4 Pro e Rise of the Tomb Raider: analisi tecnica delle opzioni grafiche - Speciale

Una delle cose buone di PlayStation 4 Pro è che offre agli sviluppatori diversi strumenti per meglio adattare il proprio gioco alle necessità di ciascuno. Al momento, il caso più emblematico è rappresentato da Rise of the Tomb Raider che, come vi ha spiegato il buon Fabio nello speciale sulla console Sony che abbiamo pubblicato settimana scorsa, dona la possibilità di modificare il modo in cui PS4 Pro manda il segnale video al TV cui è collegata, peraltro “al volo”, in qualsiasi momento del gioco. Di base, agendo su un settaggio del menu, abbiamo facoltà di decidere se fruire della risoluzione 4K a 30 fps, della Full HD con un frame rate prossimo ai 60 fps o, infine, della Full HD a 30 fps con alcuni effetti grafici attivati, che migliorano ulteriormente la già eccelsa qualità visiva del titolo di Crystal Dynamics. Per fare un po’ di casistica, ho testato le tre opzioni dapprima su un OLED LG 55E6V 4K e poi su un più modesto LCD Samsung UE22H561A. Se volete sapere com’è andata, proseguite la lettura, non prima di aver guardato il filmato pubblicato ad hoc dallo sviluppatore qualche giorno fa, e che vi ripropongo testé.

SETTAGGIO 4K

Impostando Rise of the Tomb Raider a 4K sul TV OLED lo spettacolo che si para davanti agli occhi è notevole, e ho trovato di gran lunga questo settaggio il migliore tra tutte le combinazioni possibili. Difficile non lasciarsi trascinare dalla bellezza della risoluzione maggiorata (la risoluzione eh… non Lara), anche se stranamente il gioco non è stato in grado di sfruttare le capacita del HDR (è un problema non solo mio, come si evince da alcuni post sul PlayStation Forum statunitense) e questo un po’ l’ho percepito, in particolare dopo che il mio occhio si è abituato al color range di Forza Horizon 3 su Xbox One S ed è ormai allenato a coglierne i pregi. A ogni modo, il 4K rende giustizia in maniera evidente al lavoro di fino operato dai grafici di Crystal Dynamics nel dare dettaglio a ogni singolo elemento dello scenario, anche il più piccolo. Sul Samsung, essendo un TV Full HD, questa opzione non era disponibile.

SETTAGGIO GRAFICA AVANZATA

Su un TV muscoloso come l’OLED utilizzato per il test questa opzione grafica paga pegno, ed è stato evidente già al primo tentativo, arrivandoci dopo aver speso qualche minuto giocando col settaggio 4K (cui sono tornato in pianta stabile subito dopo aver terminato il test). La miglioria più evidente riguarda il Level of Detail, che fa il suo sporco lavoro nel rendere al meglio gli elementi in lontananza. Un altro punto di forza abbastanza appariscente, soprattutto per chi ha giocato le versioni Xbox One e PC, è la maggior densità della vegetazione negli spazi aperti, che riesce a restituire una maggior sensazione di verosimiglianza con gli scenari tipicamente montani di cui il gioco fa grande uso. L’intervento degli algoritmi di texture filtering avanzati, invece, mi è sembrato meno impattante, se non in particolari situazioni di illuminazione. Qualora non abbiate la fortuna di possedere un TV 4K ma un semplice Full HD, questa modalità potrebbe fare al caso vostro, visto che le migliorie rispetto alla versione liscia di Rise of the Tomb Raider sono comunque percepibili, a patto ovviamente di accontentarsi di giocare a 30 fps stabili, che per un titolo come questo potrebbero essere sufficienti per molti di voi.

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SETTAGGIO FRAMERATE AVANZATO

Se proprio vi stanno sulle scatole i 30 fps e sentite la necessità di una maggior fluidità (perché magari avete ancora negli occhi la versione PS4 di Tomb Rider Definitive Edition), allora questa opzione casca a fagiolo. Al di là della diversa qualità intrinseca dei due pannelli, non ho notato grandi differenze tra l’OLED e l’LCD Full HD, come peraltro è giusto che sia. Va detto che i 60 fps di “target” non sono proprio sempre rispettati e, proprio come accadeva con il primo Tomb Raider, ho assistito a qualche momento in cui il framerate è sceso per qualche istante a una quota quantificabile a occhio attorno ai 30/35 fps, certamente percepibile a chi di voi avesse l’occhio sensibile a queste variazioni. A ogni modo, nella stragrande maggioranza dei casi la frequenza di aggiornamento stanzia placidamente a ridosso dei 60 fps, con tutto quanto ne consegue a livello di fruizione, specie durante le fasi prettamente action.

UN PAIO DI CONSIDERAZIONI

Per chi possiede un TV Full HD, optare per la modalità che aumenta il framerate o per quella che garantisce migliorie grafiche è solo questione di gusti. Nel caso di un TV 4K, invece, il vantaggio della maggior risoluzione difficilmente lascia spazio ad altro, a meno di non avere un’idiosincrasia conclamata per i 30 fps, nel qual caso tocca accontentarsi di giocare a una versione in tutto e per tutto uguale a quella che si avrebbe su PS4 liscia, pur di fruire di un framerate consono alle proprie esigenze. La cosa importante, per cui spero che Rise of the Tomb Raider faccia letteratura per molti sviluppatori, è che il gioco riesce ad adattarsi alle necessità di chiunque, fornendo buoni motivi per essere giocato su PS4 Pro persino in assenza di un TV 4K. Anche sul “povero” LCD Samsung il titolo di Crystal Dynamics fa la sua porca figura e mette in mano al videogiocatore console quel “potere della scelta” che fino a oggi era relegato al solo mondo PC. Non so a voi, ma a me questa cosa piace, e spero davvero che diventi una buona abitudine da oggi in avanti.

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