Nintendo Classic Mini: cos'è e come funziona - Speciale

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Nintendo Classic Mini: cos'è e come funziona - Speciale

Nintendo Classic Mini speciale apertura altaLa nostalgia è davvero una brutta bestia. Mi ci sono voluti circa 2 millisecondi per innamorarmi del Nintendo Classic Mini: un colpo di fulmine che, da amante di Nintendo e, soprattutto, da avido e nostalgico retrogamer, non poteva non verificarsi. In preda alle convulsioni da acquisto compulsivo, subito dopo l’annuncio ho chiamato il mio negoziante di fiducia per prenotare il tutto, e assicurarmi una copia di questa riproduzione mignon di una console che ha fatto la Storia e ha riempito tantissimi dei mie pomeriggio d’infanzia. A distanza di qualche mese, posso affermare che la prenotazione è stata lungimirante (pensate che Nintendo, attualmente, non riesce a stare dietro alle richieste, con la console esaurita un po’ ovunque), ma allo stesso tempo, esaurita la “potente scimmia”, è arrivato anche il momento di analizzare, con estrema calma, il valore dell’offerta stessa.

NOSTALGIA, NOSTALGIA CANAGLIA!

Aperta la confezione, che riprende alcune linee della scatola originale ( comunque molto meno del packaging americano), la prima cosa che salta immediatamente all’occhio sono le dimensioni estremamente contenute; a conti fatti il Nintendo Classic Mini si tiene sul palmo di una mano, rendendolo ancora più portatile di ciò che pensavamo. Esteticamente il lavoro è davvero ineccepibile: le linee, i colori e i più minuziosi dettagli sono stati fedelmente riprodotti. Tra le mani si ha la sensazione di avere realmente un piccolo NES, con tanto di sportello per inserire la cartuccia (finto, ovviamente!) e i tasti Power e Reset a portata di polpastrello.

In termini di connettività, nella parte posteriore trovano spazio una porta micro USB per l’alimentazione e una HDMI da collegare al televisore; entrami i cavi sono compresi nella confezione, eccezione fatta per l’adattatore per la presa di corrente del cavo di alimentazione. La zona frontale ospita invece i due ingressi per i controller, anch’essi realizzati sulla base di quelli originariamente usciti negli anni ’80. L’unico appunto da fare è sulla lunghezza del cavo, esageratamente corto e scomodo per chi ama giocare sul divano. L’attacco utilizzato è quello dei controller Wii e questo permette di utilizzare tutti i pad cablati precedente prodotti da Nintendo in questo formato; non sono invece supportati i pad wi-fi.

Parlando di quello che si trova all’interno del Nintendo Classic Mini, una volta schiacciato il tasto Power e scelta la lingua sono stato subito mandato alla home, che mostra i 30 giochi built-in annunciati diversi mesi fa. La scelta avviene tramite una serie di immagini che scorrono orizzontalmente e che riproducono le copertine originali; l’elenco, tra l’altro, può essere ordinato a nostro piacimento per nome, publisher, data di uscita, oppure numero di utilizzi.

Nintendo annuncia il Nintendo Classic MiniNella parte superiore dello schermo trovano invece spazio le icone delle opzioni, da quella che ci permette di modificare la lingua dei menu a quelle che mostrano le informazioni legali e i manuali di gioco. Inoltre, sono presenti tre modalità di visualizzazione: 4:3, risoluzione originale e catodica. La prima non ha sicuramente bisogno di spiegazioni, mentre per la seconda e la terza vale la pena spendere qualche parola in più. Con la risoluzione originale, si ha quella immagine che in gergo tecnico è chiamata “pixel perfect”, ovvero una mappatura 1:1; con la seconda opzione invece viene riprodotto l’effetto del televisori CRT. In quest’ultimo caso ho notato l’effetto forse sin troppo marcato, diventando (parere personale!) quasi fastidioso da vedere su un televisore moderno. Indipendentemente dalla modalità di visualizzazione scelta, i giochi vengono “sparati” sul televisore a 720p, una risoluzione che ho trovato adeguatissima visto che parliamo di titoli in 8-bit.

I trenta giochi sono preinstallati su una memoria da 512 MB non espandibile, e pur mancando qualche titolo che avrei invece voluto vedere all’interno di questa collezione, gran parte dei pezzi da novanta che hanno fatto la storia di questo device sono comunque presenti: tra Zelda, Mario, Final Fantasy, Kirby, Pac-Man, Mega Man e molto altro ancora, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il Mini NES è un’operazione basata su un fattore oggettivamente nostalgico

Le ROM sono riproduzioni fedeli degli originali 8-bit e questo significa che all’interno di ogni singolo gioco sono presenti sia i bug che i glitch che nel corso degli anni sono stati scoperti e riportati dai giocatori. Ogni titolo, inoltre, contiene la bellezza di quattro slot di salvataggio, che possono essere sovrascritti in qualsiasi momento. Attenzione che una volta eseguito un gioco non è possibile tornare alla home tramite la pressione di un tasto particolare (o una combinazione di essi), ma si è costretti a schiacciare il tasto reset presente sulla console.

Insomma, in termini qualitativi la cura nei dettagli utilizzata da Nintendo è assolutamente da premiare. Detto questo, il Nintendo Classic Mini è un’operazione di marketing basata su un fattore oggettivamente nostalgico: un sentimento che è davvero difficile da analizzare e fortemente aleatorio, quasi “privato”, mi si passi il termine. Se siete fan sfegatati della grande N l’acquisto è praticamente obbligato, ma per tutti gli altri è consigliato un pizzico di ponderazione in più. Nel mio caso, la carta di credito aspetta già con impazienza la versione mini del Super NES, perché al cuor non si comanda (ma questo lo sapete benissimo anche voi).

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