Toshiba Q300 Pro 256 GB – Recensione

toshiba q300 pro

Nelle scorse settimane, Toshiba ha commercializzato due nuove linee di drive a stato solido (SSD) pensate rispettivamente per il mercato domestico (la serie Q300) e per quello prosumer (Q300 Pro). Il concetto di “prosumer” è indubbiamente curioso e interessante, perché accomuna ai professionisti i giocatori più esigenti, due categorie di persone che, sebbene per scopi completamente diversi, necessitano di hardware prestante e senza compromessi. A entrambi serve un SSD rapido, capiente e soprattutto durevole, per caricare in fretta i programmi di cui hanno bisogno ed evitare sciagurate perdite di dati. La serie Q300 Pro offre tutte le caratteristiche adatte a soddisfare questo genere di esigenze; in primis, la garanzia di ben 5 anni.

MODELLI (E PREZZI) DIVERSI

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Toshiba ci ha fornito per la prova un esemplare di SSD Q300 Pro da 256 GB, una soluzione dal prezzo particolarmente contenuto (100-120 euro) capace di offrire una capienza sufficiente a ospitare il sistema operativo, una discreta quantità di software e i dati utilizzati più di frequente. Negli ultimi mesi, tuttavia, abbiamo assistito a un crollo verticale dei prezzi di questi drive e, per tanto, riteniamo che sia molto più saggio spendere i 200 euro necessari all’acquisto della versione da 512 GB, tralasciando se possibile il modello da 128 GB che, coi suoi 60 euro, risulta sì economico ma inesorabilmente piccolo per le esigenze attuali. Difficilmente, inoltre, la versione da 128 GB sarà altrettanto veloce.

ESTETICA E MONTAGGIO

toshiba q300 pro

Una volta estratto dalla scatola, il drive Q300 Pro non sembra diverso da tutti gli altri drive SSD in commercio: una scatoletta sottile e leggera, dal pregevole colore metallico, alta soltanto 7 millimetri. Questo spessore ne facilita l’inserimento nella stragrande maggioranza dei PC portatili dotati di un normale vano da 2,5”, e chi deve sostituire un drive tradizionale da 9,5 mm non si preoccupi: nella scatola è compreso anche un apposito spessore. Non è invece incluso un adattatore da 2,5” a 3,5”: se il vostro obiettivo è installarlo in un tradizionale PC da scrivania, assicuratevi che il case disponga di un vano da 2,5” o procuratevi a parte l’adattatore. In caso contrario, sarete costretti a un’installazione “volante”. Il drive comunica con il computer tramite un connettore SATA da 6 Gbps e, pertanto, la sua velocità operativa sarà sempre limitata dai suoi canonici 550 MB/s di throughput.

MULTI LEVEL CELL A 2 BIT

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Con il Q300 Pro, il portatile ha praticamente cambiato vita, traendone vantaggi sotto ogni aspetto

A differenza della più economica serie Q300, che usa celle di memoria NAND Flash di tipo TLC (triple level cell, capaci cioè di memorizzare tre bit per ogni cella), la serie Pro usa memorie più “nobili” da due soli bit per cella e, per tanto, a parità di operazioni di (ri)scrittura è destinato a durare di più. Il drive eredita dal suo illustre predecessore HG6 il medesimo controller Toshiba TC358790 e usa memorie NAND da 19 nm, presentando qualche incremento nella velocità di accesso ai dati sequenziali grazie al firmware migliorato. A differenza di molti prodotti concorrenti, sulla scheda madre non è presente alcuna memoria DRAM a fare da cache, con un impatto sulle operazioni di lettura e scrittura casuali che si avverte soprattutto con i benchmark. Ben diversa, invece, è l’effettiva convivenza con questo drive nel lavoro di tutti i giorni, visto che i miglioramenti apportati a un PC passando dal tradizionale disco fisso “stock” da 5.400 giri a questo SSD equivale, più o meno, al passaggio dalla bufera al sole splendente, o giù di lì.

ADDIO LENTEZZA!

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Il PC con cui abbiamo provato il Q300 Pro da 256 GB è un HP ProBook dotato di Core i5 e 16 GB di RAM DDR3, su cui era installato un normalissimo drive HDD da 5.400 giri con 8 MB di cache. Con il solo sistema operativo installato e pochi programmi che partivano all’avvio, il computer impiegava poco più di 30 secondi per arrivare alla maschera di logon e circa 5 minuti per caricare il profilo utente e le applicazioni di cui sopra. Il tutto si è ridotto a poco meno di 1 minuto una volta passati i dati sull’SSD. Anche l’installazione di un OS “ex novo” è convincente: Windows 8.1 si è installato in meno di un quarto d’ora, e nelle nostre prove di trasferimento dei file abbiamo sempre ottenuto velocità medie di scrittura superiori ai 400 MB/s. Per essere certi di non condizionare i risultati, i trasferimenti sono avvenuti verso un RAM drive (SoftPerfect RAM Disk per Windows), dieci volte più veloce dell’SSD. Con il Q300 Pro, il portatile ha praticamente cambiato vita, traendone vantaggi sotto ogni aspetto.

CONCLUSIONI

In definitiva, il Q300 Pro non è il drive SSD più veloce in assoluto e nei benchmark ci sarà sempre questo o quel test in cui “gli altri” sono migliori, ma è comunque uno dei più veloci su interfaccia SATA e si comporta nel migliore dei modi in tutti i casi contemplati dalla “vita reale”. Noi non esitiamo un secondo di più a consigliarvelo, soprattutto se dovete sostituire a un PC portatile un hard disk che proprio non ce la fa più.

VOTO 8.5

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