Razer Wildcat - Recensione

Forte dell’esperienza accumulata in questi anni nell’ambito delle periferiche da gioco, in particolare con i controller Onza e Sabertooth, Razer presenta la sua terza generazione di joypad per Xbox (ma che funziona anche su PC) come alternativa diretta, per qualità e fascia di prezzo, all’Xbox One Elite.

DENTRO LA SCATOLA

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Cominciamo subito a conoscere più da vicino il Wildcat osservando quel che si trova all’interno della robusta custodia in cui viene venduto: il pad è alloggiato in una morbida spugna preformata, mentre una pratica tasca interna consente di mettere da parte il cavo USB in fibra intrecciata da 3m con connettore microUSB. Oltre a questo, troviamo dei “gommini” di rigoroso color verde Razer da mettere sugli stick analogici per migliorare la presa con i pollici, e una coppia di adesivi gommati 3M da applicare sui lati del pad per rendere l’impugnatura ancor più salda. Va detto che l’applicazione di questi adesivi non è per nulla semplice, e richiede un certo lavoro di posizionamento e ri-posizionamento per riuscire a ottenere un risultato paragonabile a quello che si vede nelle immagini di questo articolo. Alla fine, però, personalmente ritengo che lo sforzo valga la candela, specialmente con il caldo di questi giorni, quando il sudore tende a rendere tutto un po’ più scivoloso del normale.

Il pad riprende il design di quello, già di suo eccellente, per Xbox One, compresa la posizione asimmetrica degli stick, aggiungendo però quattro pulsanti extra a quelli che già conosciamo: due bumper dorsali posizionati nella zona centrale del pad, vicino all’attacco del cavo USB, e due grilletti posti sul retro, che possono anche essere smontati e rimossi con il cacciavite in dotazione. Ogni singolo tasto extra può essere configurato al volo premendo l’apposito pulsante (il primo a sinistra) del piccolo pannello nella parte bassa del pad, che consente tra l’altro di attivare e disattivare microfono e volume.

PAD IN MANO

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Il primo impatto con i 260 grammi del Wildcat è davvero eccellente: materiali di qualità, piacevoli al tatto, grande sensazione di solidità e di robustezza. Gli stick analogici hanno la struttura interna rinforzata al carbonio, che dovrebbe renderli indistruttibili, e rispondono in maniera molto precisa ai movimenti del pollice. Hanno una minuscola zona morta all’inizio del movimento, comunque sensibilmente minore di quella di un pad tradizionale, e in generale restituiscono un’ottima sensazione di controllo e di grande precisione. I trigger posteriori hanno una buona corsa e la giusta resistenza, che si apprezza specialmente nei giochi di corse e quelli in cui occorre regolare in maniera fine la pressione; negli shooter e nei titoli in cui i tasti svolgono solo la funzione di fuoco, invece, possono tornar comode le due levette poste sotto il pad che riducono la corsa dei trigger, rendendone più rapida la risposta.

Giudizio a metà per quanto riguarda i pulsanti extra: a parte doverci far l’abitudine, e doverli configurare manualmente, ho trovato estremamente comodi quelli sotto il pad, ideali per esempio per le cambiate con le marce manuali nei giochi di corse, mentre non posso dire lo stesso per quelli accanto ai dorsali: per premerli è necessario staccare i polpastrelli dai trigger, con rischio di pressioni accidentali degli shoulder; volendo, possono però essere utilizzati come alternativa ai bumper, e in questa configurazione non se la cavano male, anche se occorre ovviamente farci l’abitudine. L’elemento meno convincente della periferica è il D-pad, molto tradizionale, con i soliti quattro tasti; dopo aver visto il nuovo pad di Nacon a Los Angeles (dotato di otto switch), e dopo aver apprezzato la “piattina” dell’Elite, i movimenti in diagonale con i quattro pulsanti del Wildcat risultano un po’ difficoltosi, e non sempre immediati.

CONTI ALLA MANO…

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Il difetto principale del Wildcat? Il prezzo. Perfettamente in linea con il Controller Elite di Microsoft, ne rende inevitabile il confronto. Qualora decideste di voler spendere 150 € per un controller, e sono tanti, non trovo davvero nessun motivo per cui dovreste preferire il prodotto di Razer a quello di Microsoft. È un pad davvero ben fatto, ingegnerizzato a meraviglia, senza nessun vero, grosso difetto (a parte forse il D-pad), comodissimo da utilizzare, del peso e delle dimensioni giuste, ben accessoriato e con qualche extra davvero riuscito. Fosse stato venduto a qualche decina di euro in meno, probabilmente non ci sarebbe stata storia. Purtroppo, non è andata così.

VOTO 8

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