Sound BlasterX Katana - Recensione

sound blaster katana recensione

Di soundbar ce ne sono parecchie, in commercio, e da parecchio tempo. Le soundbar specifiche per gamer, invece, sono merce decisamente più rara, ed è per questo che abbiamo accolto con particolare curiosità le nuove Sound BlasterX Katana di Creative, che avevamo già avuto modo di osservare più da vicino all’E3 di Los Angeles, quando erano ancora un prototipo non definitivo, e che sono state annunciate ufficialmente durante l’ultimo IFA di Berlino.

DENTRO LA CONFEZIONE

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L’enorme scatolone che contiene la Katana ospita la soundbar vera e propria, lunga una sessantina di centimetri e pesante 1.5 Kg, insieme al generoso subwoofer da 4 Kg; troviamo poi l’imprescindibile cavo USB per collegare la soundbar al computer, i cavi di alimentazione e il (piccolo e leggero) telecomando da cui controllare le principali funzioni della soundbar. Unica mancanza, un cavo ottico per il segnale in digitale. Installare la soundbar è questione di pochi istanti, dal momento che Windows 10 la riconosce senza particolari problemi; potrebbe essere necessario aggiornare il firmware, come nel nostro caso, ma la procedura guidata dal software nativo di Creative permette di portare a termine l’operazione in modo veloce e senza problemi (del resto, siamo ormai nel 2017, certe cose le dobbiamo dare per scontate).

La Katana nasce principalmente come “soundbar da monitor”, e in questo è eccellente

Il design della soundbar ricorda effettivamente, anche se un po’ alla lontana, quello di una spada giapponese, affusolato e con angoli leggermente curvi alle estremità. Notevole l’effetto dell’alluminio spazzolato sulla parte superiore del dispositivo, dove si trovano anche i pulsanti per accendere la soundbar, aumentare e abbassare il volume, cambiare sorgente audio e attivare i diversi preset dell’equalizzatore (e relativa illuminazione). Al centro della soundbar si trova un piccolo display, coperto dalla griglia metallica che corre lungo tutto il corpo, che con caratteri un po’ demodé mostra alcune informazioni base, dalla sorgente connessa al volume al preset attivo. La Katana nasce principalmente come “soundbar da monitor”, e da questo punto di vista è innegabile che i progettisti di Creative abbiano fatto un lavoro eccellente: a meno che non lavoriate/giochiate con un 14″ a tubo catodico, le sue dimensioni sono perfette per trovare spazio sotto uno schermo piatto (anche quello di un televisore, ovviamente), senza risultare mai ingombrante o fuori luogo.

UN SUONO CONNESSO E VERSATILE

sound blaster katana recensioneEccellente anche la connettività: nel pannello posteriore trovano posto la presa per collegare il subwoofer, due jack separati per microfono e cuffie, un aux, una porta USB per collegare una chiavetta da cui riprodurre direttamente la musica, una presa micro USB per il collegamento al PC e il supporto per il Bluetooth 4.2. La Katana dà il meglio di sé collegata a un PC, ovviamente, ma il numero di connessioni la rende perfetta anche per giocare con la console (io, per esempio, ho la PS4 accanto al PC, collegata a uno dei monitor, e connessa alla Katana con l’uscita ottica), o per ascoltare musica dal telefono.

UN SUONO AFFILATO

Una volta collegata al computer e installati i relativi driver dal sito Creative, la Katana diventa di fatto una (potente) scheda audio esterna con il medesimo chip montato sulle schede sonore della serie Z del produttore americano, con audio in alta risoluzione a 24-bit/96kHz. Il suono arriva da cinque driver separati, collegati da tre amplificatori gestiti dal DSP multicore SB-Axx1 (certificato Dolby Digital): uno per i medi e uno per gli alti (ciascuno con un’amplificazione dedicata) e uno per i bassi, per un’uscita massima di 150W, che vi assicuro non raggiungerete mai, salvo abbiate una particolare predilezione per le litigate con i vicini di casa. Per i dispositivi connessi con USB (quindi il PC, tipicamente), Katana gestisce anche il Virtual Surround 7.1. Al netto di sigle e nomignoli vari, la qualità audio è davvero eccellente, al top dei già ottimi standard Creative: pulita, cristallina, con una resa mai distorta. Di quelle che fanno venir voglia di alzare sempre il volume, per intenderci.

La resa audio è straordinaria, al vertice dei già ottimi standard Creative

La capacità della casa americana di dar vita a sound immersivi con speaker monoblocco (vedi i vari Roar, ma anche i più piccoli MuVo) trova conferma anche qui, ulteriormente aiutata dalla forma “larga” della soundbar, che ha permesso di posizionare i medi in posizione semi-centrale, e i tweeter di lato: la sensazione di avere cinque casse sparse per la stanza, invece che una sciabola colorata davanti, è davvero notevole, soprattutto con suoni potenti e carichi nei bassi (qualcuno ha detto videogiochi? Lo dico io). Il subwoofer, con il suo driver da 13 cm abbondanti, spara fortissimo, ed è perfetto per accentuare esplosioni, colpi di arma da fuoco, marmitte truccate e tutto quel che crea l’effetto coinvolgimento in una sana sessione ludica.

LUCI AFFILATE COME LAME

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Dal punto di vista estetico, come avrete sicuramente già visto dalle foto, la principale peculiarità della Katana, al netto della sua forma, è il sistema Aurora Reactive: la base monta una striscia di 49 luci a LED programmabili, che con i loro 16,8 milioni di colori e le possibilità di personalizzazione regalano un colpo d’occhio non indifferente. Se vi piace smanettare con questo genere di cose, vi divertirete parecchio con il software Sound Blaster Connect, scaricabile dal sito Creative, da cui variare un sacco di parametri dei vari preset di illuminazione. Aspetto ancor più importante, però, il software consente di modificare i parametri di ogni singolo preset sonoro, e di attivare persino quelli dedicati ai titoli più importanti, già pre-installati.

UN PAIO DI PASSI FALSI

Ci sono almeno un paio di cose che non mi sono andate giù, della Katana: la prima è la mancanza di una rotella per il controllo del volume, che si sarebbe rivelata molto più comoda dei pulsanti “+” e “-” sullo chassis; una lacuna compensata – in parte – dal telecomando, e sicuramente dettata da esigenze di design, ma che comunque ho avvertito. Il secondo problema (però comune a pressoché ogni dispositivo di questo tipo), è l’impossibilità di gestire l’uscita delle cuffie in maniera indipendente da quella delle casse. Una volta infilato il jack nella soundbar, il suono degli altoparlanti viene spento e passa direttamente alle cuffie. La cosa di per sé non sarebbe un problema, se non fosse che il jack si trova sul retro della soundbar, e l’operazione non è delle più agevoli. Considerato che la sera preferisco lavor- ehm, giocare senza tener sveglio tutto il palazzo, mi sarei trovato molto più comodo con un pulsante che passasse l’uscita alle cuffie, senza dover ogni volta smanettare con i cavi.

CONCLUSIONI

Personalmente non ho mai adorato i sistemi con diciottomila casse – e relativi fili ovunque – né la classica coppia di speaker ai lati del monitor, e in questi anni mi sono sempre affidato a un buon paio di cuffie, che continuano a rimanere la mia scelta primaria quando gioco (anche perché lo faccio molto spesso di notte, quando il resto della casa dorme). Ciò detto, la Katana ha inaugurato alla grande il mio 2017 ludico, con una soluzione pressoché perfetta per la mia postazione di gioco/lavoro: ingombri modesti, mascherati dalla posizione furba sotto i monitor, ampia scelta di connessioni, e soprattutto una resa sonora davvero di primissimo ordine. Alla luce di tutto questo, il prezzo consigliato di 299,99 € appare del tutto giustificato.

VOTO: 9

Per maggiori informazioni: Sito ufficiale Creative

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