Radeon R9 Nano – Recensione

Radeon R9 Nano – Recensione

Che AMD abbia fatto una gran fatica a recuperare il terreno perso nei confronti di Nvidia è sotto gli occhi di tutti. I “rossi” hanno perso quasi nove mesi prima di riuscire a proporre sul mercato una soluzione GPU desktop in grado di rivaleggiare con l’architettura Maxwell, perdendo enormi porzioni di market share. In un settore super aggressivo, come quelle delle schede video dedicate al gaming, non ci si possono permettere passi falsi e probabilmente in questo 2016 ne vedremo delle belle, con i due maggiori competitor che dovranno fornire chip in grado di gestire l’enorme mole di dati che i display 4K e le periferiche VR ben presto pretenderanno. Una prospettiva che vedrà scendere in campo diverse nuove tecnologie, in particolare per quanto concerne le memorie, con le HBM in primo piano, in grado di garantire performance impossibili per le GDDR5 e contemporaneamente contenere i consumi. Primo esponente di questa nuova generazione è la serie Fury di AMD, la cui incarnazione Nano rappresenta l’attuale non plus ultra per chiunque desideri massime prestazioni in un package di dimensioni a dir poco ridotte.

NELLA BOTTE PICCOLA C’È TANTA POTENZA

Fin dal suo annuncio, la Radeon R9 Nano ha solleticato le fantasie dei giocatori, specialmente quelli che vorrebbero un sistema veloce come un PC top gamma, ma compatto quanto una console. In molti ci hanno provato, con alterni risultati, specie per quanto riguarda le GPU. Perché se le CPU, specialmente le ultimissime Skylake di Intel, permettono prestazione eccezionali e nel contempo consumi davvero ridotti (con tutti gli evidenti vantaggi in termini di dispersione termica), altrettanto non si può dire delle schede video al vertice della categoria, oltretutto sempre caratterizzate da PCB full length, che ben difficilmente si sposano con le schede madri mini-ITX, a meno di non utilizzare case appositi. Questo però significa perdere di compattezza e, conseguentemente, di eleganza. AMD ha invece pensato di sfruttare al massimo la propria architettura Fiji, in particolare organizzando al meglio la memoria HBM, ottenendo così una scheda dalla lunghezza praticamente dimezzata rispetto a qualsiasi soluzione concorrente, senza per questo scendere al alcun compromesso in termini di potenza operativa. Di fatto ci troviamo al cospetto di una versione miniaturizzata della R9 Fury, un mostro in grado di competere a testa alta persino con una GeForce 980, specialmente alle risoluzioni più elevate.

In pratica con la Radeon R9 Nano possiamo giocare al massimo del dettaglio con qualsiasi titolo attualmente presente sul mercato fino a 2560×1440, sicuri di ottenere il frame rate più elevato in questa fascia di risoluzione. Non solo, anche a 4K possiamo godere di buone performance, operando solo qualche sacrificio in termini visuali. Per farla breve, non c’è davvero niente, almeno di queste dimensioni, che possa anche solo lontanamente impensierire la scheda di AMD, ma ovviamente non sono tutte rose e fiori. Il prezzo per cotanta meraviglia è infatti fra i più elevati in senso assoluto, fra i 600 e i 700 euro, una cifra importante che la mette alla pari della 980 Ti. Certo, stiamo parlando di hardware molto differenti come dimensioni e consumi, difficilmente confrontabili, essendo rivolti a consumatori con esigenze simili, ma non uguali.
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CONSUMA POCO E SI SENTE APPENA

La Radeon R9 Nano fa storia a sé anche quando si parla di consumi: con un TDP da 175 W, si può star certi che anche gli alimentatori più compatti potranno erogare tutta la corrente che serve e non a caso sulla scheda troviamo giusto un connettore a 8 pin. Le funzioni di risparmio energetico fanno in modo che la ventola giri sempre al minimo quando ci si trova in ambiente desktop, abbassando la frequenza di funzionamento per contenere tanto il calore quanto il wattaggio. Buona anche la disponibilità di uscite video, sebbene tre siano DisplayPort e solo una HDMI, fra l’altro 1.4 e come tale limitata a 30Hz in risoluzione 4K. Se consideriamo che molto probabilmente questa scheda finirà in un PC da salotto, e come tale collegato a una TV, sarebbe stato auspicabile trovare una porta HDMI 2.0. Una piccola macchia che comunque non intacca il valore e l’unicità di questa ardita soluzione firmata AMD, un prodotto certamente di nicchia, costoso, ma praticamente senza rivali.

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