Logitech G29 Driving Force – Recensione

Logitech G29 Driving Force – Recensione

Il mercato dei giochi di corse continua a sfornare ottime produzioni, sia che siate appassionati di simulazioni che di titoli prettamente più arcade. Del resto si sa, mettersi alla guida di una qualsiasi quattro ruote con un vero volante è sempre un’esperienza unica, un qualcosa che nessun pad, per quanto preciso ed ergonomico, potrà mai restituire. E se per un Need for Speed qualsiasi è possibile chiudere un occhio, per produzione più serie come Project Cars o, ancora di più, Assetto Corsa, stringere tra le mani una periferica in grado di regalare le stesse emozioni di una vera gara su pista può fare davvero la differenza. Logitech, insieme al suo diretto concorrente Thrustmaster, da anni si occupa di realizzare i migliori volanti per PC e console, e questo G29 Driving Force rappresenta di fatto il top del top dell’attuale offerta della casa svizzera.

GIÙ A TAVOLETTA

I miglioramenti estetici rispetto al precedente G27 non sono poi così tanti, a esclusione dell’evidente layout dei tasti, che prevede la replica di tutti quelli presenti sul DualShock 4, meno il touchpad. Ovviamente per chi possiede il PC come unica piattaforma da gioco, si tratta di roba poco utile, un discorso applicabile anche al G920, la versione compatibile con Xbox One. La situazione chiaramente cambia se il proprio parco macchine comprende anche una console Microsoft o Sony, ma non entrambe purtroppo, dato che a oggi non esiste un volante universale (e probabilmente mai esisterà, ahinoi). Fatta la dolorosa scelta, ci si ritrova davanti a una periferica che di fatto non è altro che una versione riveduta e corretta del summenzionato G27: ritroviamo l’angolo di sterzata pari a 900 gradi, l’eccellente grip dato dalla pelle che ricopre interamente il volante, nonché quell’ottima sensazione di assoluta solidità conferita dalla struttura di acciaio inossidabile e alluminio anodizzato. Non manca ovviamente il cambio a farfalla, mentre grande assente è la leva del cambio standard, da acquistare a parte, a meno di non possedere il G27: in tal caso la compatibilità è garantita.

g29_boxTornano anche i led colorati che indicano il numero dei giri (nei giochi che lo prevedono), di fatto un ulteriore feedback visivo utile per decidere quando cambiare marcia. Le differenze vere iniziano a sentirsi una volta in pista, quando il potentissimo doppio motore force feedback prende a massacrare le nostre povere braccine, facendoci subito capire la differenza fra una supercar da 500 cavalli e una Mini Cooper taroccata. L’effetto è semplicemente incredibile, anche a fronte del nuovo sensore di sterzata con effetto Hall, che utilizza i campi magnetici per rilevare la posizione del volante. Difficile trovare qualcosa di simile sul mercato odierno, anche a fronte di un’eccellente pedaliera, completa di frizione e di un freno non lineare molto più realistico in termini di risposta. Come sempre più spesso accade per tutti questi prodotti premium, il prezzo rimane sempre un’incognita: a listino stiamo ancora sui 399 euro, ma non è difficile trovarlo in offerta anche per 80/90 euro in meno. Chi invece punta al G27, sperando di trovarlo a quotazioni oneste, casca proprio male: ormai fuori produzione, i pochi esemplari rimasti in magazzino vengono venduti a prezzi folli, costringendo a ripiegare sul mercato dell’usato, dove però il rischio di acquistare un dispositivo con centinaia se non migliaia di ore sul groppone appare fin troppo elevato.

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