Another Sight – Recensione

PC

Londra, piena epoca vittoriana. La giovane Catherine, per tutti semplicemente Kit, sta visitando una stazione della metropolitana in compagnia dei suoi genitori quando, improvvisamente, una forte esplosione le fa perdere i sensi. In particolare quello della vista che, al suo risveglio, purtroppo non tornerà più. Sola, abbandonata nei meandri di quella che un giorno sarà semplicemente la ‘tube’ per milioni di viaggiatori, Kit incontra l’aiuto più insperato, un bellissimo gatto che si affezionerà immediatamente a lei, diventando i suoi occhi e aiutandola a cavarsi d’impiccio.

UNA LONDRA CHE NON TI ASPETTI

Sono queste le premesse di Another Sight, un’arcade adventure dalle dinamiche inattese e variegate sviluppata da Lunar Great Wall Studios, intraprendente software house milanese nata dagli sforzi di Jinglebells Communication e da un team di programmatori e artisti “fuoriusciti” da Milestone, probabilmente la più nota realtà italiana del settore.Another Sight Recensione

Another Sight è un adventure dalle dinamiche inattese e variegate

L’azienda è piccola, conta un numero piuttosto ristretto di persone ma, grazie alla lunga militanza nell’ambiente, sa perfettamente come muoversi e, in soli dodici mesi di attività, sforna già il suo primo videogioco. Il gioco di Lunar Great Wall è un po’ avventura grafica, molto platform game con una spolverata di stealth qua e là. C’è anche molta letteratura e un po’ di scienza, visto che l’ambientazione è ispirata al romanzo “Nessun Dove” di Neil Gaiman, ma ci sono anche un pizzico di Jules Verne e altri rimandi culturali. Imprigionati in una Londra sotterranea, alimentata da una misteriosa sorgente di energia che tutti chiamano “il nodo”, nella nostra risalita verso la superficie incontreremo personaggi-chiave come il pittore impressionista Monet, gli scienziati Edison e Tesla, e diversi altri ancora. Ognuno capace di influenzare, con i propri studi e le proprie creazioni, una parte dell’avventura.

DUE PERSONAGGI IN SIMBIOSI

Dal momento del loro incontro, Kit e il gattone Hodge diventano inseparabili. Quando controlliamo direttamente la protagonista, la sua cecità viene rappresentata dal fatto che tutto lo schermo intorno a noi diventa nero, con la sola eccezione di una piccola “bolla” nelle immediate vicinanze, all’interno della quale la realtà assume i contorni di un quadro impressionista.Another Sight Recensione

Le facoltà derivate dalla cecità di Kit e l’agilità del gatto sono strumenti per procedere

Un po’ come capita a Daredevil, se mi permettete il lontano paragone, la ragazza sviluppa una sorta di “sonar” che le permette momentaneamente di percepire il mondo circostante quando è attraversato da suoni, rumori e, perché no, anche dai miagolii del gatto. Kit si muove cautamente, accelerando il passo o saltando solo quando abbastanza sicura di non farsi male. Purtroppo, questo non le impedirà di cadere nel vuoto e morire, nel qual caso il gioco provvederà a riportarci nelle immediate vicinanze, in una situazione ancora relativamente lontana dal pericolo. Il gatto Hodge, invece, può affrontare il mondo sfruttando le classiche dinamiche dei platform game: correndo, saltando, arrampicandosi. Grazie alle sue dimensioni e alla sua agilità può attraversare cunicoli molto stretti o compiere grandi balzi verso piattaforme più lontane ma, anche se un gatto tende a cadere sempre in piedi, anche lui può morire sfracellandosi al suolo o annegando in acqua. Kit e Hodge dovranno quasi sempre collaborare, suddividendosi di volta in volta i compiti per arrivare all’uscita di ogni livello. Qui, di solito, un breve filmato narrativo aggiungerà un pezzo alla trama, spiegando al giocatore qualche retroscena della vita di Kit o del mondo del gioco.

IMPRESSIONISTA E IMPRESSIONANTE

Il percorso da compiere è quasi sempre chiaro e, in diverse ore di gioco, non è mai capitato un ‘vicolo cieco’ da cui fosse impossibile o eccessivamente difficile divincolarsi. La natura degli enigmi è di tipo logico/meccanico e si risolvono quasi sempre alternando i controlli fra Kit e Hodge, facendo scattare i meccanismi a loro portata. Molto spesso è necessario chiedere a Hodge di miagolare (c’è un comando apposito) per dare a Kit un po’ di consapevolezza del luogo in cui si trova, mentre in alcuni casi è bene avvicinare i due personaggi e passare spesso dall’uno all’altro per valutare l’efficacia delle nostre manovre. Un esempio: Kit dovrà manovrare un enorme congegno formato da cerchi concentrici per portare il vapore da un lato all’altro di un macchinario, ma non avendo modo di vedere quello che fa, sarà necessario avere Hodge lì a fianco, per poter “switchare” a una modalità visiva più chiara per noi giocatori.Another Sight Recensione

La grafica è di notevole livello, così come la musica d’accompagnamento

Dal punto di vista tecnico c’è poco da lamentarsi. Another Sight è una produzione a metà strada fra un indie game e un gioco mainstream, realizzata da un team di esperti e, per tanto, difficilmente ascrivibile al settore ‘underground’. La grafica è all’altezza delle aspettative; la musica, realizzata dall’Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado è azzeccatissima e dà quel tono di malinconia che non stona, mentre la taratura dei controlli è a mio avviso ottimale. Lo switch tra i modi di percepire il mondo fra i due protagonisti è immediato e radicale, molto più evocativo di quanto non lo fosse – per fare un esempio calzante – quello di The Great Giana Sisters: Twisted Dreams, un pregevole platform game che ricorreva a un artificio simile. Another Sight merita tutta la vostra attenzione e si rivela una delle produzioni italiane più interessanti di sempre.

Quando si mescolano fra loro elementi di avventura e di altri generi di gioco, il più delle volte, si finisce col confezionare un prodotto né carne né pesce, finendo con lo scontentare tutti. Ogni discorso di questo genere è superfluo con Another Sight, perché l’aspetto che prevale è quello emotivo. È un bel gioco: divertente da scoprire, interessante da “leggere”, fantastico da affrontare, capace di affrontare un tema non certo facile come quello delle cecità con mano lieve e mai sopra le righe. Nel complesso ci troviamo di fronte a una produzione sapiente ed equilibrata, che ha saputo toccarmi più di giochi simili e altrettanto riusciti. Consigliatissimo.

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Pro

  • Fantastica differenziazione fra i protagonisti.
  • Il gatto è semplicemente meraviglioso.
  • Meccaniche già viste, ma ben amalgamate fra loro.

Contro

  • Il voice over a volte suona poco ispirato.
8.7

Più che buono

Diffidate delle imitazioni. Il vero prototipo di tecno-nerd ce l’abbiamo noi e si chiama Paolo Besser. La CBS vorrebbe darci un sacco di soldi per un suo cameo in un episodio di BIg Bang Theory, ma il nostro rifiuto è netto e deciso: dopotutto, sapete che figura barbina farebbe fare a Leonard e Sheldon?
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