Secret of Mana requisiti pc

Secret of Mana

PC PS Vita PS4

Secret of Mana – Provato

Sebbene Seiken Densetsu sia considerata una saga di JRPG storici, tutto ciò che ruota intorno al mondo “Mana” ha sempre ricevuto un trattamento a fasi alterne in occidente. Tra cambi di nome per motivi di marketing, localizzazioni rivedibili e un terzo capitolo mai portato al di fuori del Giappone (e confinato nei meandri oscuri delle traduzioni amatoriali), poter godere dei Mana non è sempre stato scontato. Nonostante ciò, Secret of Mana ebbe un grande impatto anche in Occidente, non solo a livello di vendite e di persistenza nell’immaginario videoludico collettivo, ma anche in qualità di innovatore.

Il secondo titolo della saga ha saputo ritagliarsi il suo spazio sia per le novità di gameplay che portava con sé (svicolandosi dal modello Final Fantasy per approdare a combattimenti action vicini a Zelda), sia per il lato estetico, tra i più belli che si potessero trovare su SNES, tanto che, ancora oggi, è considerato uno dei picchi della generazione a 16 bit. Le performance della saga dagli anni duemilazero in poi, che hanno visto solo la qualitativamente discutibile sottoserie World of Mana e una serie di progetti minori (tra cui giochi di carte e Free-to-Play con microtransazioni), hanno in parte affossato tutta l’IP, che ha perso – come conseguenza – un po’ del suo mordente. Se negli anni Novanta, dunque, Secret of Mana rappresentò un vero e proprio titolo spartiacque per la ricezione dei JRPG in Occidente, oggi rimane confinata in una nicchia, nonostante un certo impatto culturale che, perlomeno nel paese del Sol Levante, è paragonabile a grosse saghe quali Final Fantasy o Dragon Quest.

UN VESTITO NUOVO…

Arrivato nella sede milanese di Koch Media per la prova “joypad alla mano”, nella mia mente si affastellava una serie di dubbi. In primis, sul fatto che il remake andasse principalmente a concentrarsi sul fattore grafico, trasportando il mondo di gioco nella terza dimensione, ma evitando di toccare il gameplay che, per quanto rivoluzionario ai tempi, nel 2018 avrebbe forse avuto bisogno di una svecchiata.

Secret of Mana immagine PC PS Vita PS4 03L’operazione baroccheggiante mi è parsa chiara sin dai primi minuti di gioco: anche se la fedeltà rispetto al gioco originale è massima – ed è stato interessante vedere in 3D e con una messa in scena “moderna” l’iconica scena iniziale (simpatica anche l’idea di usare il vecchio 2D come minimappa) – in definitiva, lo stile adottato, per quanto pulito, risulta poco interessante andando a perdere tutta la fascinazione del vecchio 2D.

il remake si concentra principalmente sul fattore grafico, trasportando il mondo di gioco nella terza dimensione, ma evita di toccare il gameplay

Non si parla tanto dell’estetica “povera” e deformed, tutto sommato fedele nel rendere l’umore della saga Mana, ma proprio di una generale mancanza di ispirazione artistica, per un’operazione che non riesce a rendere giustizia all’originale. Conclude il tutto una colonna sonora completamente riarrangiata, gradevole ma che perde un po’ dell’originale “suono tridimensionale da cartuccia” di Hiroki Kikuta, e un doppiaggio delle voci dei personaggi, a onor del vero, non al top come qualità.

Tecnicamente Secret of Mana, perlomeno nella versione PS4 provata, si comporta comunque bene con un frame rate stabile e senza grossi bug da segnalare, a parte un pathfinding dei membri del party rivedibile e una certa “sindrome da pixel invisibile”, tanto che a volte mi sono ritrovato a non capire bene cosa bloccasse il movimento di Randi e compagni. Nulla, comunque, che possa veramente creare problemi o che non possa essere risolto da qui alla pubblicazione di febbraio.

… LA STESSA ANIMA

Tornare a menare fendenti e magie elementali ha in definitiva restituito un feeling molto simile a quello originale. Paradossalmente, però, il problema sta proprio qui: l’afflato action, la ruota delle abilità, lo stile molto devoto alla ricerca del giusto tempismo tra i moveset dei nemici e la “gauge bar” (che riempendosi permette di attaccare i nemici al massimo dell’efficacia) erano soluzioni fresche nel 1993, ma oramai risultano stantie e stanche nella loro reiterazione sempre uguale.Secret of Mana immagine PC PS Vita PS4 01 Certo, permangono anche lati che non invecchiano mai, come l’esplorazione delle aree di gioco più che soddisfacente e i combattimenti “seamless” che intercorrono molto naturalmente. Non mancano nemmeno le sequenze marcatamente “puzzle”, oltre all’ovvia intenzione di non guidare troppo il giocatore (aspetto sì vecchio, ma che avrebbe qualcosa da insegnare alle produzioni più moderne). Il parco degli elementi di gioco prevede anche la magia, tramite il sistema di elementi e spiriti connessi.

le soluzioni adottate da Secret of Mana erano fresche nel 1993, ma oramai risultano stanche nella loro reiterazione sempre uguale

La modalità cooperativa è decisamente la nota positiva dell’intera esperienza, in grado magari di avvicinare anche i più giovani a questa storica declinazione del ruolismo à la giapponese, portando un po’ di freschezza nell’impianto generale. Insomma, poter giocare in cooperativa – solo in locale, però – è davvero il modo migliore per potersi godere il titolo, ed è stato il momento che più ha fatto brillare gli occhi al sottoscritto e al collega con cui ho condiviso la build di prova.

Se quanto descritto possa bastare a soddisfare la vostra brama di Mana sta al vostro insindacabile giudizio, ma se considerate Secret of Mana alla stregua di un feticcio dei giorni passati sullo SNES, il titolo in oggetto risulterà godibile pur nella precisa ripetizione delle meccaniche di gioco dell’originale; chi invece non riesce ad accontentarsi della grafica, o magari sente parlare per la prima volta dei Seiken Densetsu, difficilmente digerirà l’ontologica vecchiaia dell’impianto di gioco.

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