Dead Cells colonna sonora

Dead Cells

PC PS4 Switch Xbox One

Dead Cells – Provato

Accesso anticipato fra gli accessi anticipati, ibrido roguelite fra gli ibridi roguelite, Dead Cells si sta concretizzando come uno dei migliori titoli di entrambe le categorie. La verità è che il gioco si differenzia e caratterizza in un modo tutto suo anche nella definizione di gameplay, e questa sua unicità porta con sé aromi antichi e particolarmente graditi ai giocatori, sempre più compatti e numerosi nell’urlare il loro apprezzamento nelle recensioni utenti di Steam, ormai ben oltre le diecimila. Io stesso sono morto e rinato decine di volte nello strano reame di Dead Cells, perennemente indeciso tra scudo, arco e diversi stili di combattimento.

PRINCE OF REBIRTH

Gli sviluppatori hanno battezzato il genere come roguevania, e certo i motivi sono evidenti fin dalla prima partita: da un lato, infatti, il titolo di Motion Twin prevede il ritorno alla prima “stanza” a ogni decesso del protagonista, mentre l’ambientazione viene rigenerata proceduralmente ad ogni playthrough; dall’altro, gli stessi scenari si sviluppano in una serie di complicate diramazioni e veri e propri labirinti in stile metroidvania – su base 2D a scorrimento multidirezionale, e portali fra cui spostarsi istantaneamente – che solo calcando avremo modo di “colorare” sulla mappa e che, soprattutto, concedono ulteriori strade con nuove abilità. Dead Cells immagine PC PS4 Switch Xbox One 19Allo stesso tempo, per atmosfera come per dettaglio grafico, i veterani non potranno non riconoscere in Dead Cells un pochino dei primi Prince of Persia di Jordan Mechner, sensazione che nulla ha a che fare col gameplay ma risulta comunque gradevole e chiara nella piacevole – nonché minuziosa – impostazione grafica in pixel art.

Gli sviluppatori hanno battezzato il genere come roguevania, e certo i motivi sono evidenti fin dalla prima partita

Originale e “disgustosamente intrigante”, in termini di mistero su cui cercare pazientemente risposte, è il fatto che il vero protagonista di Dead Cells non sia quella specie di Ghost Rider in salsa medievale che se ne va a zonzo per dungeon e ambientazioni all’aperto, bensì il cumulo di materia organica che all’inizio di ogni sessione prende il controllo del corpo morto, adagiato accanto a una cascata di ampolle tintinnanti. La prima di una lunga serie di scelte riguarda l’equipaggiamento di partenza, con uno scudo e un arco appoggiati sul pavimento pietroso di una delle stanze ricorrenti dell’ambientazione, insieme a punti di snodo e venditori che, per il resto, si trovano circondati dalla creazione algoritmica delle ambientazioni.

MORTALE LIBERTÀ

Una delle caratteristiche migliori è proprio la libertà nello stile di combattimento, e così la tattica con cui andremo ad affrontare zombie, cavalieri e aberrazioni assortite: scudi, scimitarre, fruste o archi, ciascuno con diverse varianti e caratteristiche (danno ravvicinato per l’arco, ad esempio, contrattacco con lo scudo e così via), possono essere collocati liberamente nei due slot principali, insieme ad altri elementi che è possibile lanciare o piazzati a terra per una funzione più strategica, fra cui bombe e lancia-lame dotate di diverse proprietà.Dead Cells immagine PC PS4 Switch Xbox One 07Allo stesso modo, liberi in mezzo agli scenari o protetti da porte sbloccabili con moneta sonante (l’uccisione dei nemici, o anche la distruzione di speciali minerali, genera diamanti, zaffiri e oro che possiamo usare come risorsa di acquisto) troviamo potenziamenti che garantiscono, come base, un allungamento della barra della vita, a lato di una serie di stat e funzioni specifiche che vanno ad agganciarsi ai gingilli tattici o più diretti del nostro inventario. Le scelte di equipaggiamento sono rese ancora più cruciali dal fatto che non potremo “archiviare” alcun oggetto: quale che sia l’oggetto non inserito nei quattro spazi (due armi, due stratagemmi) verrà lasciato sul terreno.

il protagonista di Dead Cells è il cumulo di materia organica che prende il controllo del corpo morto

Gli scenari si ripetono come “asset” grafici e nel nome della sezione, mentre ovviamente cambiano nella forma e nella selezione di nemici, power-up e loot assortiti. Al passaggio tra l’uno e l’altro, invece, attraverso variopinti personaggi potremo servirci di abilità passive valide solo per la partita in corso, oppure di una più importante lista di skill, armamentari e progetti che a volte si ripresentano puntualmente nella successiva run, mentre in altre occasioni sono predisposti per essere generati con maggiore frequenza, o ancora essere offerti al nostro ingresso nel mondo di gioco, sempre con l’orrida melma verde che va ad animare la carne morta.

Questo è più o meno tutto quel che va detto in termini di descrizione, laddove, però, sono le qualità nel lavoro degli sviluppatori, il dosaggio delle caratteristiche e gli splendidi effetti di combattimento a rendere Dead Cells un oggetto assuefacente e imperdibile per gli appassionati del genere (o dei generi, vista la natura ibrida del titolo). Provare per credere.

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