Warhammer 40K Gladius Relics of War Provato

Warhammer 40.000: Gladius - Relics of War

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Warhammer 40,000: Gladius – Relics of War – Provato

I videogiochi ispirati all’universo di Warhammer 40K sono ormai innumerevoli, e non pare siano destinati a diventare fuori moda, come dimostrano non solo quest’anteprima ma anche altri titoli, ultimo dei quali il recentissimo Warhammer 40K: Inquisitor – Martyr. Proprio l’hack’n’slash provato di recente dal nostro Daniele Dolce è un esempio illuminante: pur se sviluppato da NeoCore Games, casa con una certa dimestichezza nel genere grazie alla serie Van Helsing, il titolo è risultato afflitto da alcuni problemi tecnici che non lo rendono certo imperdibile. Insomma, non tutte le ciambelle escono col buco.

D’altra parte, l’universo creato da Games Workshop è per sua natura predisposto alle trasposizioni del genere strategico, laddove studi come Relics Entertainment hanno trovato un ricco filone da sfuttare a lungo, con ovvio riferimento alla trilogia di Dawn of War. Mentre gli sviluppatori canadesi sono specializzati in strategia in tempo reale, i produttori britannici di Slitherine hanno preferito concentrarsi su tattici a turni dal budget ridotto, almeno se confrontate alle produzioni AAA.

VERSO LA GUERRA E OLTRE

Forti anche dell’esperienza del proprio studio Proxy Games su un titolo 4X, Pandora: First Contact, Slitherine ha deciso di sperimentare qualcosa che vada al di là dei vari Armageddon e Da Orks. Ad un primo sguardo, Warhammer 40K Gladius – Relics of War (uscita prevista il 12 luglio) si presenta come un 4X con una mappa da esplorare e le proprie truppe create nelle città della fazione, dove potremo erigere edifici per poter costruire nuove unità od ottenere boost per determinate risorse, con conseguenti vantaggi come, ad esempio, l’aumento della velocità di ricerca delle nuove tecnologie.Warhammer 40K Gladius Relics of War Provato

Slitherine ha deciso di sperimentare qualcosa che vada al di là dei vari Armageddon e Da Orks

Dalle caratteristiche appena elencate sembra tutto molto tradizionale, e chiunque abbia un minimo di esperienza con i vari Civilization o Endless Legend si troverà a proprio agio e, allo stesso tempo, avrà di fronte una situazione “There is only war” tipica di Warhammer 40K. La creatura di Proxy Games non farà eccezione e metterà alla prova le nostre capacità nel dominare la guerra totale sul pianeta Gladius, ulteriormente caratterizzato da fauna e flora letali, eliminando ogni forma di vita avversaria. Al momento dell’uscita, saranno a disposizione quattro fazioni: immancabili come Don Camillo e Peppone in un racconto di Giovannino Guareschi (mamma mia, come siamo vecchi, ndII-Variety), gli Space Marines e gli Orks saranno pronti all’ennesimo battibecco per la dominazione spaziale, affiancati da Necrons e Atra Militarum, questi ultimi noti anche come Guardia Imperiale.

Interessanti le ultime due scelte: i Nekrons sono abbastanza rari nelle trasposizioni videoludiche; si tratta di una sorta di razza collettiva costituita da robot zombie immortali, dormienti da milioni di anni e in fase di risveglio. Ovviamente il loro unico scopo è “raccogliere” (leggi: sterminare) ogni forma di vita della galassia. La guardia imperiale, invece, è la forza d’invasione e occupazione standard dell’Impero dell’Uomo; spesso l’abbiamo vista in difficoltà e in disperato bisogno di aiuto degli eroici Space Marines, con conseguente sorpresa nel vederli sulla scena senza comprimari. Non posso anticiparvi come sarà guidare gli Astra Militarum, dal momento che nella build erano giocabili solo gli Space Marines, ma mi sono trovato a doverli affrontare per eliminarne l’eccessiva corruzione, inaccettabile per i miei Inquisitori. Per lo stesso motivo, ho comunque avuto modo di vederli in azione e constatare come la loro superiorità numerica e il supporto tra unità richieda un’attenta analisi tattica per uscire vincitori senza troppi danni.

DIPLOMAZIA? COS’È, UN DESSERT?

Vista l’ambientazione, non sorprende più di tanto l’assenza di elementi tipici del genere 4X, primo tra tutti la diplomazia. Proprio così: di fatto, non sarà nemmeno possibile stringere una flebile tregua tra Space Marines e Imperial Guard.Warhammer 40K Gladius Relics of War Provato

Se Warhammer incontrasse Civilization, magari in in un vicolo buio di notte, gliene darebbe tante da mandarlo all’ospedale

Una scelta non convenzionale per il genere, ma che appare coerente alla guerra perpetua di Warhammer 40K, tant’è che l’unica condizione di vittoria sarà quella militare. Troveremo comunque una quest specifica per ogni fazione, con la funzione di approfondire l’aspetto narrativo oltre che di guidare il giocatore attraverso i meccanismi base di Gladius – Relics of war, in particolare nelle fasi iniziali. Nel corso delle ore passate a dare e prendere mazzate senza sosta, mi sono quindi fatto l’idea che l’ultima produzione Slitherine faccia fatica a rientrare nei canoni del genere 4X. Descrizioni come “Civilization incontra Warhammer” risultano forzate e non adeguate, utili solo a una visione semplicistica che non coglie il vero spirito di entrambi i marchi.

Se Warhammer incontrasse Civilization, magari in in un vicolo buio di notte, gliene darebbe tante da mandarlo all’ospedale. È proprio fatto così, rissoso per natura, e non gliene si può fare certo una colpa. Anzi, proprio per questo lo amiamo. Per quel che mi riguarda, Gladius – Relics of war potrebbe persino rappresentare l’apripista di un ulteriore genere, una sottocategoria degli 4X che potremmo chiamare x2x, ovvero “eXpand to eXterminate”. Pur non avendo la versione definitiva sotto mano, risulta evidente come le attività non prettamente di guerra siano comunque finalizzate a scopi militari: l’esplorazione della mappa alla ricerca di risorse da sfruttare concederà bonus atti a migliorare il nostro apparato bellico, e anche la ricerca scientifica sfocerà in miglioramenti per le nostre armate.Warhammer 40K Gladius Relics of War Provato

L’assenza di diplomazia e commercio potrebbe causare ripetitività sul lungo andare

A proposito di esercito: le unità godono di una qualità estetica molto buona e, fortunatamente, il livello di zoom della camera permetterà di apprezzarne i dettagli. Anche la mappa è un piacere da guardare, presentando diversi biomi a seconda della latitudine; in più, il terreno offrirà varie possibilità tattiche grazie a diversi livelli di elevazione, o anche elementi come boschi che riducono l’efficacia delle armi a lunga gittata e riducono la line of sight. Non posso nemmeno dire di aver trovato qualcosa che mi preoccupi davvero, a lato di taluni dettagli che beneficerebbero di ritocchi. Per esempio, durante il turno dell’IA, la telecamera non si sposta per mostrarci gli attacchi alle nostre truppe, il che sarebbe utile specie quando si combatte su diversi fronti.

Prima di gridare al capolavoro, poi, rimangono diversi elementi da verificare, iniziando da quelli strutturali. L’assenza di diplomazia e commercio, insieme ad altre caratteristiche date per scontato in un 4X, potrebbe causare ripetitività sul lungo andare. Inoltre, sarà cruciale testare l’unicità delle campagne delle singole fazioni e le differenze di gameplay introdotte da ciascuna. Chi vivrà vedrà, quindi; nel frattempo, dopo aver vergato quest’anteprima sulla mia immacolata tastiera cibernetica (una bella stretta di mano e un abbraccione con pacca sulla spalla a chi ha beccato la citazione), tornerò al pianeta Gladius con la marcia dei miei Space Marines verso l’annientamento di qualsiasi nemico, alieno o no. Al grido di “For the Emperor”, naturalmente.

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