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INSOMNIA: The Ark

PC

InSomnia: the Ark – Provato

Studio Mono è un team di sviluppo indipendente di matrice prevalentemente russa, seppur con vari componenti di altre nazionalità, all’opera su un titolo sci-fi dalla forte natura ruolistica, InSomnia: the Ark, caratterizzato da alcune libertà che andrò a spiegarvi nelle prossime righe. Il progetto è stato lanciato su Kickstarter nell’aprile del 2016, superando di buona misura l’obiettivo prefissato di 70.000$ e promettendo, con esagerato ottimismo, l’uscita del gioco per la fine dello stesso anno; chiaro è che il processo di sviluppo ha richiesto molto più tempo del previsto, cosa che non stupisce più di tanto se su considerano le ambizioni tecniche al limite del blockbuster di Insomnia. Poco più di una decina di giorni fa ha avuto inizio la seconda closed beta, dopo una prima fase riservata, come da norma del crowdfunding, ai partecipanti del finanziamento iniziale.

Grazie alla build messa a nostra disposizione ho potuto testare il prologo e le due missioni iniziali della campagna. La prima parte fa in sostanza da tutorial e ci vede nei panni di un personaggio predefinito, destinato a diventare uno dei possibili componenti del party più avanti nel gioco.

RIVOLUZIONE NELLA NAVE GENERAZIONALE

Fin dalla scena d’apertura, InSomnia: the Ark mi ha calato in un mondo dai toni cupi, con opprimenti dettagli dal gusto “dieselpunk” e conflitti sociali sull’orlo della rivolta; tale situazione è tanto più critica dal momento che non ci troviamo sulla Terra, bensì a bordo di una gigantesca astronave-stazione in viaggio da secoli verso un agognato pianeta, dove ripartire da zero e lasciarsi alle spalle i conflitti del pianeta natio.InSomnia The Ark Provato

Ci troviamo su una astronave-stazione in viaggio da secoli, in balia di una cupa atmosfera

La quantità di dialoghi è notevole e la scrittura delinea i PNG con tinte chiaro-scure che ne evidenziano con profondità le caratteristiche, specie quelle derivate dal vivere in un ambiente opprimente; in questo ambito, proprio a fronte di una sceneggiatura potente e prodiga di dettagli, InSomnia: the Ark è riuscito a ricordarmi celebri produzioni provenienti dalle complesse maglie culturali dell’est Europa, come le ambientazioni cupe della serie Metro o l’impietoso affresco sociale dipinto da CD Projekt RED nella trilogia dello Strigo. All’inizio della storia abbiamo la possibilità di scegliere specializzazioni piuttosto classiche per il nostro personaggio, connesse alla migliore efficienza nell’uso di un certa arma, che tuttavia non forzano il giocatore a rimanere legato per l’intera l’avventura a una classe vera e propria. Io, per esempio, ho privilegiato l’utilizzo di uno scudo tattico che consente di avvicinarsi ai nemici con relativa tranquillità, per poi affrontarli all’arma bianca.

Ogni scontro si è rivelato impegnativo e, in certe occasioni, ho dovuto pianificare con attenzione le mie mosse, dopo essere stato trucidato a causa di un approccio incauto; il sistema di combattimento è in tempo reale ma al momento manca un poco di fluidità e dinamismo, rendendo alcune schermaglie un esercizio di tempismo sull’attimo giusto in cui uscire dalla copertura e sparare, non essendo sempre è praticabile l’uso di armi di mischia. D’altra parte, una certa profondità tattica sembra garantita da elementi del mondo di gioco che finiscono distrutti dopo un certo quantitativo di danno, che si tratti dei barili dietro cui ci proteggiamo dal fuoco nemico, piuttosto che del nostro fidato scudo.InSomnia The Ark Provato

La visuale è stata cambiata in corso d’opera, e stenta a ritrovare la quadra in termini ARPG

Se avete dato un’occhiata alla pagina su Kickstarter, potreste aver notato come le immagini suggerissero una camera isometrica da RPG old-school, mentre oggi InSomnia: the Ark ha spostato il punto di vista molto più vicino all’azione, in una posizione tendente all’action adventure. Questa variazione ha conseguenze cruciali, nel bene come nel male: da una parte consente di immergersi con più forza nell’evocativo mondo creato da Mono Studio, dall’altra, però, almeno al momento mette in risalto la mancanza di rifiniture estetiche, specie per quanto riguarda animazioni e modelli poligonali, sui quali c’è ancora parecchio lavoro da fare. Il cambiamento in corso d’opera, inoltre, ha avuto dirette ripercussioni sul gameplay: per esempio, prima di sparare in uno scontro a fuoco, occorre bloccare la telecamera tenendo premuto il pulsante destro del mouse, dopodiché il cursore potrà muoversi liberamente sullo schermo per andare a puntare il nemico da colpire; un sistema, questo, molto più appropriato per un RPG classico che per un gioco action, a meno di non inventarsi qualche strategemma fantascientifico per giustificarlo.

Augurandomi che le controverse modifiche di game design possano essere ammorbidite nel corso dei prossimi mesi, non posso comunque non rimarcare i notevoli punti di interesse già allo stato attuale dell’esperienza. Il forte accento sull’aspetto narrativo e, così, sui tratti di un mondo complesso mi ha colpito fin dal principio, e la promessa di conseguenze importanti per le nostre decisioni, per quanto non nuova, appare ben lontana da una mera trovata pubblicitaria, proprio sulla base di dialoghi e personaggi incontrati nelle prime ore. L’ultima missione della build, infine, ha lasciato intravedere elementi paranormali, aggiungendo fantascienza alla fantascienza. Gli stessi sviluppatori avevano sin dal principio annunciato la presenza di missioni basate su viaggi spazio-temporali, e sarà interessante capire in che modo tali introduzioni andranno a calarsi nel contesto visto fino a questo momento. Ormai, stando al sito del gioco, non dovremmo aspettare molto per verificarlo: InSomnia: the Ark è previsto per una data non meglio precisata dell’anno in corso.

 

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