Red Dead Online Speciale PS4 Xbox One apertura

Red Dead Redemption 2

PS4 Xbox One

Red Dead Online – Speciale

La beta di Red Dead Online fa fede al suo nome: ha aperto puntualmente le danze per quei giocatori dotati della versione Ultimate di Red Dead Redemption 2 nella giornata di ieri, ma ne ha anche accompagnati molti alla porta durante la serata, negando l’accesso ai server con l’ormai già famigerato errore 0x99395004.

Mentre scrivo queste righe non mi è ancora possibile recuperare il mio pulcioso ronzino per lanciarmi in epiche cavalcate assieme a qualche altro poco di buono raccattato da un matchmaking rapido e efficace (almeno quando il gioco è online) visto che l’errore continua a confinarmi nella schermata iniziale, quindi le mie prime impressioni si riferiscono a quel poco che ho potuto sperimentare ieri, con la serena consapevolezza che le magagne della prima ora in un gioco online sono una costante che purtroppo tocca tutti, e che Rockstar Games si farà sicuramente in quattro per ottimizzare nei limiti del possibile la situazione prima di venerdì, giorno in cui le porte del suo parco divertimenti a tema western saranno aperte a tutti. Detta così mi ricorda la trama di un film del 1973…

WHERE NOTHING CAN GO WRONG…

Va dato credito a Rockstar Games di aver creato una componente multiplayer concettualmente solida, imbandita attorno a un’ossatura narrativa capace di dare un senso alla sete di avventura del giocatore al posto di abbandonarlo a sé stesso nel mondo di gioco. Il robustissimo editor iniziale suggerisce che, anche lontano dalla fenomenale storia principale, Red Dead Online continuerà a offrire un’esperienza curata fin nel minimo dettaglio. Dopo aver dunque creato il nostro alter ego con un quantitativo di opzioni particolarmente ricco e meticoloso (quanti giochi vi permettono di regolare il timbro del fischio?) assisteremo al nostro spiacevole fato: siamo dei puzzolenti criminali condannati ai lavori forzati, tra l’altro in attesa di un’esecuzione, tanto per non farci mancare nulla. Stipati come bestie in una carrozza diretta verso Valentine, guadagneremo nuovamente la libertà grazie al più classico dei deus ex machina prima di tornare a cavalcare nel mondo di gioco che abbiamo imparato a conoscere nei panni di Arthur Morgan (la mappa è visibile nella sua completezza da subito, una volta attivata nel menu) in un’avventura completamente separata dalle vicende che hanno interessato la banda di Dutch.

Il robustissimo editor iniziale suggerisce che Red Dead Online continuerà a offrire un’esperienza curata fin nel minimo dettaglio

Il giocatore è dunque libero di scorrazzare in modalità free roam ovunque voglia, ben conscio però che troverà numerosi NPC pronti ad assegnare missioni di ogni genere contraddistinte dalla stessa scrittura apprezzata nella modalità principale, un valore assolutamente non da poco. Tra il dire e il fare ci sono ovviamente gli altri giocatori umani, un’incognita da valutare per bene da venerdì, quando l’affluenza registrerà i picchi maggiori. Al momento è possibile affidarsi al matchmaking presso particolari NPC per portare a termine specifiche missioni assieme a ad altri giocatori, e lì il gioco è apparso già sufficientemente interessante, con scene d’intermezzo dove il nostro rinato cowboy viene affiancato dagli altri avatar e… resta muto mentre i loquaci attori al soldo della CPU spiegano il da farsi e non risparmiano frequenti battute riguardo la nostra reticenza! Al completo sistema di comando sperimentato nell’avventura di Arthur si unisce una serie di emote, mentre un solido tutorial si prende la briga di spiegare comandi vecchi e nuovi; tutto il set di “regole” che caratterizza la campagna principale è al suo posto, assieme però a dei livelli che cresceranno strada facendo, sbloccando equipaggiamento da comprare all’inizio della partita grazie a un onnipresente catalogo, e permettendo di equipaggiare particolari carte destinate a concedere bonus di ogni sorta (la rigenerazione della salute e l’uso del Dead Eye, ad esempio) con cui differenziare il proprio stile di gioco rispetto a quello degli altri avventori.

ANARCHIA NEL WEST

Messa da parte la trama, nella mappa ci aspettano le più classiche tra le opzioni multigiocatore come deathmatch tutti contro tutti e a squadre (qui ribattezzati “regolamento di conti”), assieme a scontri più particolari che prevedono l’utilizzo di determinate tipologie di armi come i coltelli da lancio e gli archi, tutti contraddistinti da un periodo di respawn particolarmente rapido e indolore che contribuisce a mantenere alto il ritmo della carneficina. È anche possibile creare un accampamento nelle varie regioni, che rappresenterà il punto di rinascita una volta entrati in gioco: nei suoi confini potremo organizzare una banda assieme ad altri sei amici per mettere a ferro e fuoco (o difendere: l’indicatore della moralità è presente anche qui) la frontiera o tuffarci immediatamente nel PvP, gestendo al contempo un gran numero di fattori tra cui l’equipaggiamento e la nostra personale scuderia di brocchi e purosangue.

Rockstar sembra aver centrato il bersaglio

Allo stato attuale è difficile farsi un’idea di come si evolverà Red Dead Online: al di là dei prevedibilissimi problemi iniziali, Rockstar sembra aver centrato il bersaglio, intrecciando una componente narrativa inedita (interessante dunque anche per chi conosce a menadito la storia di Arthur) con la possibilità di imitare le gesta dei pendagli da forca di Dutch con amici e perfetti sconosciuti. Il dubbio arriva proprio da questi: Red Dead Online è, al momento, un vero e proprio generatore di anarchia, e in un certo senso è giusto così. Già nelle poche ore giocate è stato decisamente frequente attraversare vere e proprie zone di guerra per raggiungere un NPC mentre tutto attorno eruttava il caos tra proiettili vaganti e gente che si dilettava in esecuzioni particolarmente creative, così come è capitato spesso di incrociare uno sconosciuto e ricevere come saluto una revolverata in faccia senza apparenti motivi. L’idea di giocare a guardie e ladri per portare avanti missioni o ostacolare gli altrui progressi come bande di fuorilegge è fantastica, ma bisogna vedere come il gioco reggerà di fronte all’esuberanza dei videogiocatori, un argomento che mi ripropongo di trattare assieme a voi prossimamente, dopo aver macinato un bel po’ di miglia al galoppo nel West di Rockstar Games.

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