Dreams Anteprima Provato PS4 apertura

Dreams

PS4

Dreams – Provato

“Siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni.” Così l’immortale Bardo ci definisce nell’indimenticabile La tempesta, e io tutte le volte che ho sentito questa frase, anche in televisione, magari in qualche pubblicità, ho sempre pensato “Che bellissimo pensiero!”, ma una parte di me si è sempre chiesta “Ma di che diavolo di materia sta parlando?!” 

Gli sviluppatori inglesi di Media Molecule provano, in modo del tutto personale e coerente con il proprio vissuto, a darci la risposta con il loro Dreams, in uscita per PS4 nel 2019 in una data da definire.

UN SOGNO CHE DURA DA LUSTRI

Prima di spiegare nel dettaglio che tipo di gioco sia Dreams, farò un passo indietro con una sorta di scenografico flashback per spendere due parole in merito al team di sviluppo e creare così le basi per comprendere meglio la loro ultima creazione. Fondata nel 2006, Media Molecule non perde tempo e fa il botto già al gioco d’esordio: si tratta infatti di LittleBigPlanet, vincitore di innumerevoli premi Games of the Year e acclamatao in generale tanto dalla critica quanto dal pubblico. Tale successo è di certo basato su talento e capacità, ma non deve stupire più di tanto; in fondo, stiamo parlando di una società creata da fuoriusciti da Lionhead Studios, software house secondogenita del mitico Peter Molyneaux. Con cotanta scuola alle spalle, dunque, c’era da aspettarsi una squadra con preparazione tecnica e una forte direzione artistica, che infatti non sono mancate. In particolare, Media Molecule pone il giocatore al centro delle proprie opere e dà lui grande libertà, non tanto nel senso classico di gameplay open world, ma proprio mettendo a disposizione gli stessi strumenti utilizzati dagli sviluppatori per arricchire i giochi con le loro creazioni. L’editor di livelli del già citato LitleBigPlanet è forse l’esempio più eclatante, ed è su questa scia che possiamo inquadrare l’incubazione e l’ispirazione che stanno portando in vita Dreams, vero e proprio “next level” del concetto di dare potere al giocatore.

Dreams mette a disposizione di chiunque gli strumenti per creare il proprio sogno

In Dreams, infatti, Media Molecule fornisce al suo pubblico un vero e proprio tool di sviluppo per consentire a chiunque dotato di una buona forza di volontà e motivazione di creare una personalissima opera, un “sogno”, appunto, da condividere con tutta la comunità. Dal menù principale compieremo la prima importante scelta: saremo un visitatore di sogni altrui o ne vorremo creare uno tutto nostro? Personalmente, quest’ultimo prospetto mi ha intimorito un po’, per cui mi sono buttato a vedere le opere altrui. Colpisce subito la varietà di alternative che abbiamo di fronte: si tratta quasi sempre di brevi demo, prove concettuali da esplorare in pochi minuti, ma passare da un gioco di guida a un fps, alternando un platformer a una rivisitazione di Pong dai colori psichedelici mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Ho provato un grande rispetto e stima per tutti i ragazzi che si sono messi in gioco e hanno prodotto tante idee così diverse tra loro, dimostrando grande abilità nello sfruttare la flessibilità offerta dagli strumenti di Dreams. Non ci è voluto molto prima che incappassi in qualche bug, ma l’ho ritenuto parte integrante dell’esperienza, e la segnalazione al creatore è facile, come lasciare commenti di qualsiasi tipo. Nel complesso ho riscontrato un grande livello di positività e supporto nella comunità, che riesce a dare consigli senza criticare in maniera eccessiva o pesante.

SOGNO O SON DESTO?

Oltre ai giochi veri e propri, sono presenti altre categorie, come Arte e Design. La prima sezione è anch’essa molto variegata e presenta opere originali o rifacimenti di grandi classici, magari rivisti grazie ad effetti particolari. In Design troviamo invece componenti che potrebbero in seguito essere utilizzate in giochi, come personaggi o scenari. Certi sogni, poi, hanno l’opzione di essere “remixati”, cioè di entrare nell’opera originale per modificarla a piacimento. Oltre a permettere di prendere idee altrui e dare loro un tocco di personalità propria, aggiungendo qua e là elementi nuovi, il remix è anche un ottimo mezzo per svelare il dietro le quinte dei sogni. In questa modalità avremo infatti pieno accesso a tutto ciò che è stato messo in scena e diventerà immediato identificare quei fili invisibili che creano il gameplay; giusto per fare un esempio, sarà possibile identificare quale evento fa scattare il trigger che fa partire una musica, o un dialogo, o un’azione di un NPG. In sostanza, è quasi come “vedere Matrix” al di sotto del mondo reale (o forse di quello fittizio, a seconda di quanto The Matrix vi abbia incasinato il cervello).

Man mano che si imparano nuovi trucchi risulta più facile leggere le creazioni altrui

Dopo tanta ammirazione e stupore per la maestria dimostrata da chi ha già le mani sulla closed beta di Dreams, mi sono messo a seguire alcuni tutorial, partendo da quelli di base. Si tratta di filmati che è possibile seguire a schermo intero senza fare nulla, ma sono molto più efficaci se lasciati in un angolo dello schermo mentre noi effettuiamo le stesse azioni sullo scenario che abbiamo davanti, appositamente preparato per la lezione da imparare. I vari concetti sono spiegati passo per passo, senza fretta; a volte sembra quasi di essere presi per dei mezzi fessi, ma tutto sommato è meglio non dare alcunché per scontato e passare qualche mezzo minuto qui e là a sentirsi dire qualcosa che già avevamo intuito: repetita iuvant. Man mano che si imparano nuovi trucchi risulta più facile leggere le creazioni altrui e capire come sono stati ottenuti certi effetti che a prima vista parevano richiedere abilità sopraffine e lavoro certosino, e che invece risultano essere il semplice (?) risultato dell’uso sapiente di un paio di effetti o rifiniture ben calibrati. Il mio fine settimana con Dreams è stato un continuo di scoperte, ognuna delle quali mi ha lasciato un qualche ricordo positivo. Pensandoci a mente fredda, mi rimane il dubbio su quale sia la vera natura di Dreams, o, ancora di più, quale sia il suo pubblico. In certi momenti sembra infatti di essere una sorta di beta-tester per sviluppatori in erba, ma allo stesso modo capita di ritrovarsi dentro ad atmosfere con un non so che di onirico e sognante, e ho più volte avuto la netta impressione di essere giusto a un passo dal capirlo davvero, qual è questa benedetta materia di cui sono fatti i nostri sogni…

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