Devil May Cry 5 Provato Anteprima PC PS4 Xbox One 06

Devil May Cry 5

PC PS4 Xbox One

Devil May Cry 5 – Provato

Recarsi in certe zone di Milano, soprattutto nelle giornate in cui si svolge la Fashion Week, è una cosa che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Già perché passeggiando tranquillamente tra le vie cittadine si possono incontrare soggetti capaci di incuriosire, di destare perplessità, e a volte di strappare una risata più o meno fragorosa. Appassionati di moda che interpretano le ultime tendenze e che camminano soddisfatti indossando abiti che nella migliore delle ipotesi sembrano tovaglie, accompagnati da capelli con effetto “leccato da una mucca” e scarpe con improbabili rialzi e tacchi. In questi giorni ne ho incrociati diversi. Però, per trovarmi di fronte agli indiscussi re dei tamarri, ho dovuto aspettare di mettere piede negli uffici di Digital Bros, dove mi attendeva un trio imbattibile: Nero, V e Dante.

UN TRITTICO DI EROI

La demo di Devil May Cry 5 disponibile da qualche giorno, esaminata da Gabriele Barducci in questo articolo, era incentrata sulla figura di Nero. Una piccola porzione di gioco che permetteva di entrare in contatto con le dinamiche base e di esaminare rapidamente il sistema di evoluzione del personaggio. Nella versione da me provata, decisamente più estesa come dimensioni, ho potuto toccare con mano anche alcuni capitoli con protagonisti V e Dante. Le sensazioni dopo quasi quattro ore di gioco, lo dico per mettere immediatamente le cose in chiaro, sono state ottime. A un’occhiata superficiale Devil May Cry 5 può sembrare caotico, caciarone, casinista ed eccessivo in alcune situazioni, ma basta esaminare con un pizzico di attenzione quanto accade su schermo (o semplicemente avere un minimo di dimestichezza con la serie), per rendersi conto che c’è ben altro. Si combatte, si massacra, si distrugge. E lo si fa con stile.

A un’occhiata superficiale Devil May Cry 5 può sembrare caotico, caciarone, casinista ed eccessivo

L’eliminazione di tutti i nemici, l’uccisione dell’immancabile (e solitamente mastodontico) boss di fine livello e il successivo completamento di una missione sono azioni importanti anche prese singolarmente, ma fanno parte di un quadro più ampio e complesso. Devil May Cry 5 appartiene infatti a quella schiera di titoli in cui non conta solamente la vittoria finale. Ciò che conta veramente è dimostrare tutte le proprie capacità. Uccidere con classe e con stile, padroneggiando al meglio tutte le tecniche disponibili. In mano a giocatori inesperti, i tre eroi possono essere utilizzati come armi da combattimento grezze, lineari e che agiscono in maniera diretta e a volte ripetitiva. Con l’esperienza possono invece diventare dei veri e propri artisti della lotta, che si esibiscono in lunghe sequenze di attacchi caratterizzati da un elevato tasso di spettacolarità. Un balletto di morte in cui le mosse si susseguono per dare vita a una coreografia tanto esaltante da eseguire quanto bella da vedere. Conquistare la valutazione massima e conseguire un punteggio record diventa uno stimolo che spinge a giocare nuovamente un livello già completato, in un circolo vizioso reso più intrigante da tutta una serie di potenziamenti e di abilità da sbloccare.

NON SOLO NERO

Nero, V e Dante sono tre personaggi sostanzialmente diversi tra loro, che oltre a un look personale ben definito adottano stili di combattimento dotati di una forte caratterizzazione. Non si tratta di semplici varianti che si discostano l’una dall’altra per elementi di scarsa rilevanza, ma ognuno presenta aspetti unici che conferiscono una spiccata personalità e che danno vita a dinamiche di gioco che, pur mantenendo uno schema base comune, richiedono l’utilizzo di un approccio e di tattiche differenti a seconda di chi sia in azione. La mia prova ha avuto inizio con Nero, per il quale potrei riprendere parola per parola quanto scritto da Gabriele nella sua anteprima. Il braccio meccanico Devil Breaker, in tutte le sue diverse forme, è l’assoluto protagonista di uno stile di combattimento che miscela attacchi ravvicinati e colpi dalla distanza. Un’arma potente e dalle molteplici funzioni che, pur considerando i rifornimenti presenti nei livelli (in quantitativo piuttosto generoso, almeno nella versione da me provata), richiede comunque un pizzico di gestione vista la disponibilità limitata di arti artificiali. Il passaggio a V segna un netto cambio di direzione, dato che si abbandonano gli attacchi diretti per lasciare spazio alle evocazioni. L’arma principale a disposizione di V è infatti la possibilità di richiamare delle entità demoniache, che si scaglieranno contro i nemici per eseguire gli ordini impartiti dal proprio padrone. Tramite la semplice pressione di un tasto è possibile controllare gli attacchi di un corvo e di una pantera, con un ulteriore alleato (un gigantesco golem) evocabile solamente dopo aver caricato una barra energetica denominata Devil Trigger. Sono disponibili poi mosse speciali, a cui si sommano abilità extra sbloccabili nel negozio. Se tutto questo non fosse sufficiente, a sparigliare in parte le carte ci pensa un gustoso elemento di disturbo. Le creature evocate non sono infatti in grado di uccidere i nemici, che devono essere quindi giustiziati da V mediante l’esecuzione di un colpo di grazia. Questo fatto costringe a un continuo movimento, con la necessità di mantenere una distanza di sicurezza dai mostri ancora in salute, ma al tempo stesso di raggiungere quelli eliminabili.

Nero, V e Dante sono tre personaggi sostanzialmente diversi tra loro, che adottano stili di combattimento dotati di una forte caratterizzazione

Più canonico ma non per questo meno intrigante Dante, con il suo mix di attacchi ravvicinati e dalla distanza. Il suo arsenale è senza dubbio quello più “classico”, composto da affilatissime lame e da armi da taglio selezionabili mediante la semplice pressione di un tasto. L’elemento caratterizzante del suo sistema di combattimento è la possibilità mediante la croce direzionale di attivare quattro stili, ognuno incentrato su una differente abilità (movimento, difesa, attacco da vicino o da lontano) che propone attacchi extra. L’impatto visivo di Dante è leggermente meno forte rispetto a quanto accade con i suoi due compagni di avventura, ma questo non rende i combattimenti meno spettacolari e vari. Le meccaniche di evoluzione dei personaggi, che ho potuto solamente scalfire nel corso della mia prova, sembrano poi in grado di conferire ulteriore profondità a un sistema di combattimento più che convincente anche nella sua forma base. Le abilità da acquistare sono abbastanza numerose e, considerando il costo di alcune di esse, sarà necessario del tempo prima di riuscire a sbloccarle tutte. Missioni segrete da scoprire e la possibilità di affrontare alcuni livelli scegliendo tra più personaggio sono aspetti che non colpiscono per originalità, ma che comunque potrebbero aggiungere ulteriore carne al fuoco e impattare in maniera positiva sulla longevità.

A CACCIA DI MOSTRI

Devil May Cry 5 mi ha convinto sotto ogni punto di vista. Apprezzabile nel character design, curato nelle animazioni, interessante in alcune ambientazioni (forse leggermente troppo scure in certi frangenti) e accompagnato da una colonna sonora spettacolare, il titolo Capcom mette in mostra una struttura di gioco che riesce a essere rapida, ritmata e spettacolare senza però risultare semplice e banale. Servirà una prova più approfondita per sviscerare ogni componente del combat system, ma se come si suol dire il buon giorno si vede dal mattino, ci sarà di che divertirsi tra braccia meccaniche, pistole, evocazioni di animali e lame affilate.

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