Mortal Kombat 11 pro kompetition

Mortal Kombat 11

PC PS4 Switch Xbox One

Mortal Kombat 11 – Provato

Preparatevi a ossa spezzate e sangue a fiotti, il più cruento picchiaduro di sempre sta per tornare. L’undicesimo capitolo della saga di Mortal Kombat è ormai quasi pronto a riversare tutta la sua sfacciata violenza sui nostri schermi. Noi di TGM, così come tutti i fan che hanno deciso di fare un preordine basandosi sul buon nome di NetherRealm Studios, abbiamo potuto dare una bella occhiata a questo attesissimo titolo in una beta che, a tutti gli effetti, ha fatto le veci di una demo. Il tempo a nostra disposizione ci ha fornito abbastanza indizi da poter speculare su quanto il gioco completo avrà da offrire ma, soprattutto, è bastato a dar forma a un parere riguardo le tante novità introdotte.

UNA MERAVIGLIA PER GLI OCCHI

Non si può che rimanere impressionati da quanto di quel primo trailer mostrato a dicembre 2018 sia riuscito a farsi spazio nella demo. Esclusa la musica (che, per quanto potesse piacere, era purtroppo molto poco azzeccata per un gioco del genere), nel gameplay abbiamo potuto ritrovare una buona parte della fantastica presentazione, dell’ambientazione, degli effetti e soprattutto quelle mosse brutali hanno sbalordito i fan durante l’annuncio a sorpresa sul palco dei Game Awards. Il merito è, principalmente, del sorprendente reparto grafico che ha fatto da colonna portante della serie sin dai suoi esordi. In qualche modo gli sviluppatori guidati da Ed Boon sono riusciti a mantenere contenuti i caricamenti e a regalarci un vero e proprio spettacolo, anche sul modello base di PS4.

Facendo sapiente uso dell’Unreal Engine 3, NetherRealm è riuscita a superare sé stessa

Facendo sapiente uso del consolidato Unreal Engine 3, NetherRealm Studios è riuscita a superare sé stessa: modelli, luci, ombre, animazioni dei volti, voice acting e persino gli effetti più splatter sono di primissima qualità e si amalgamano l’un l’altro alla perfezione. A mettere il fiocchetto su questo regalo ci pensa anche un fantastico reparto audio, composto non solo dall’OST vera e propria, ma anche dagli effetti sonori di pugni, calci, pugnalate e acrobazie che donano quel pizzico in più di credibilità alle tante improbabili botte che tireremo ai nostri avversari.

SENSAZIONI A CALDO

Questo piccolo antipasto di Mortal Kombat 11 ha fatto una bella impressione persino con i suoi menù dove, come da tradizione, la lettera K ha rubato di prepotenza il posto della C. Navigare al loro interno è stato semplice e intuitivo, e sono tantissimi i dettagli inseriti che riescono ad aiutare il giocatore andando incontro ai suoi bisogni più disparati. Ad esempio, per chi vuole approfondire la propria conoscenza dei personaggi sono state messe nero su bianco tutte le proprietà di ogni singola mossa nella movelist, dando anche la possibilità di tenerne una decina sullo schermo durante i combattimenti. Tutto quello che serve è a portata di mano e nella sua versione completa avrà, senza dubbio, una ancor più robusta sezione di allenamento e tutorial. Oltre alla pratica, il menù ci ha anche dato qualche informazione su cosa ci potremo aspettare più avanti nel single player.

Un viaggio nel tempo per portare ancora una volta passato e futuro della saga sul ring

In questo capitolo, Mortal Kombat sembra volersi addentrare in un viaggio nel tempo per portare ancora una volta passato e futuro della saga sul ring. Nella versione finale sarà possibile fare una bella escursione nella Kripta dell’isola di Shang Tsung alla ricerca di tesori, ma anche scalare le Torri del Tempo o quella ″Klassica″. Proprio quest’ultima, essendo l’unica scelta per giocatore singolo disponibile in questa beta, è diventata in breve una pseudo modalità pratica che ho personalmente sfruttato senza pudore per prepararmi alla bell’e meglio alle botte dell’online. Fortunatamente, i vari test multiplayer sono andati, per la grande maggioranza, lisci come l’olio. Forse anche aiutati dall’utilizzo della connessione via cavo piuttosto che del Wi-Fi, il netcode e i server sono sembrati davvero solidi, a patto ovviamente che non si scelga di affrontare appositamente avversari con connessioni non proprio stabili. A venirci incontro è anche la possibilità, attraverso una specifica spunta nelle opzioni, di vedere precisamente il nostro ping prima ancora di decidere chi sfidare.

BOTTE DA ORBI

Riuscire a canalizzare il proprio guerriero interiore per sfidare gli avversari è fondamentale in ogni picchiaduro. Nonostante Mortal Kombat 11 sia un gioco abbastanza veloce da imparare per chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il genere o con la serie, non vuol dire che non ci sia davvero parecchio da apprendere. Una volta addentratisi nelle sue viscere, il nuovo Mortal Kombat ha da offrire molto più di un gameplay divertente e intuitivo. A un livello più generale, questo capitolo ha apportato una serie di modifiche che hanno impattato pesantemente sul feeling del combattimento. Si tratta infatti di un gioco più metodico, grazie a una ridotta velocità di dash e all’eliminazione in toto della possibilità di correre (anche con la maldestra combinazione di MKX), che sembra voler mettere ancora più l’accento sulla capacità di fare zona e mantenere la giusta distanza dal proprio avversario. Nonostante la possibilità di utilizzare le armor per attraversare gli attacchi nemici sia stata ridotta esclusivamente ad alcune mosse molto particolari, è stata messa davvero tanta enfasi sull’offrire delle solide opzioni difensive. Premendo con il giusto tempismo il pulsante di blocco poco prima che un attacco avversario ci colpisca si dà vita a una parata perfetta, che nega il chip damage aprendo la via a delle vere e proprie combo imparabili. Quando invece ci si ritrova completamente alla mercé del nemico in una stringa aerea è il BreakAway a venire in nostro soccorso, sostituendo in tutto e per tutto il combo breaker del precedente capitolo. Premendo ‘giù’ assieme al tasto blocco possiamo volteggiare in aria tuffandoci verso il terreno, sottraendoci così al pericolo incombente.

È stata messa davvero tanta enfasi nell’offrire delle solide opzioni difensive

Come potrete senz’altro immaginare, queste due meccaniche cambiano sensibilmente il modo in cui ci si approccia al combattimento ma, nel caso pensiate che la miglior difesa sia un attacco serrato, vi rassicurerà sapere che le vostre sfortunate prede non potranno sfuggire all’infinito. In Mortal Kombat 11 la barra di Super si è divisa in due, una parte dedicata all’attacco e una alla difesa. Utilizzare queste nuove preziose tecniche consuma le nostre risorse difensive, che si ricaricano con il passare del tempo indipendentemente dall’andamento dell’incontro e sono indispensabili anche per poter rotolare via una volta scaraventati a terra, o per interagire con le varie armi presenti negli stage. Le due tacchette della barra offensiva vengono invece utilizzate – nella maggior parte dei casi – per incrementare l’intensità delle nostre mosse speciali attribuendo loro nuovi effetti, estensioni o modificandone la stessa natura. Un’altra aggiunta interessante è il Fatal Blow, un colpo speciale dall’elevato tasso di spettacolarità in grado di infliggere ingenti danni, che si può utilizzare una volta per incontro quando si ha meno di 30% di vita rimasta per aprire la strada a inaspettate rimonte o finire il match in maniera scenografica. Per riuscire a tirar fuori il meglio da ogni singolo combattente è necessario afferrare per bene i concetti che stanno alla base del loro kit e sviluppare uno stile di gioco adatto a valorizzarne le caratteristiche. Fare pratica con i cinque personaggi disponibili nella beta si è rivelato incredibilmente stimolante: riuscire a capire come e quando utilizzare ogni mossa è stato come risolvere piccoli puzzle, e creare sempre più evolute combo con tutti gli strumenti a nostra disposizione mi ha dato davvero parecchie soddisfazioni. Il fatto poi che Jade, Baraka, Kabal, Scorpion e Skarlet offrano ciascuno diverse variazioni, con abilità e aspetti differenti, e che sia permesso di creare la propria variante personale di questi ormai iconici combattenti ha donato quel pizzico di divertimento in più alle lunghe ore di pratica.

IL PRIMO PASSO

Purtroppo, non tutte le ciambelle escono col buco e non sempre i personaggi nascono con le stesse possibilità di vittoria. In tutta onestà, il gioco gioverebbe, probabilmente, di qualche piccolo ribilanciamento. Alcune mosse non convincono appieno, mentre altre che sulla carta sembrano interessanti sono costrette a cedere il passo a quelle più versatili e sicure, sia perché a volte ne condividono l’input, sia per via del numero di blocchi a disposizione nel menù di personalizzazione. La stessa quantità di opzioni disponibili varia tantissimo di personaggio in personaggio. Alcuni riescono a funzionare egregiamente, altri invece sembrano avere a malapena gli strumenti necessari per incarnare lo stereotipo di combattente che rappresentano. Questo è specialmente evidente in quelli nati sulla carta per essere più facili da usare come Scorpion, che meriterebbe una movelist più ricca e, magari, abilità più difficili da punire. L’idea dietro alcune delle nuove meccaniche è senz’altro interessante, ma la loro implementazione rischia di portare ad altri problemi. Il fatto che tantissime mosse siano poco sicure e lascino vulnerabili ai contrattacchi, unito alla possibilità di interrompere molte combo con una Parata Perfetta o un BreakAway, costringe a ponderare (forse un po’ troppo) tutto quello che si fa in fase d’attacco. Quando per aggiungere un po’ di danno si rischia di subire quasi il 45% di vita come punizione la soluzione è ovvia: non rischiare, in nessuna occasione.

Il gioco gioverebbe, probabilmente, di qualche piccolo ribilanciamento

Il ritmo delle partite gioverebbe poi parecchio da una velocità di movimento superiore negli scatti ma, per quanto riguarda proprio questo particolare aspetto, gli sviluppatori hanno già confermato future modifiche. Sin dall’inizio, d’altronde, NetherRealm si è dimostrata aperta ai suggerimenti della community e senz’altro metterà mano e limerà per bene molti degli aspetti ancora un pò grezzi se una buona fetta dei giocatori lo richiederà. In generale la beta di Mortal Kombat 11 è davvero riuscita a superare le aspettative e rappresenta un’ottima base su cui creare un picchiaduro che possa accontentare sia il professionista pronto a dominare i tornei internazionali che gli smanettoni più incalliti. Questo piccolo antipasto ci ha aperto una voragine nello stomaco, una fame di azione che purtroppo non potremo saziare prima del 23 aprile.

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