Cyberpunk 2077 anteprima e3 2019

Cyberpunk 2077

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Cyberpunk 2077 – Anteprima E3 2019

La maggior parte dei giocatori che seguono il mondo videoludico con affiatamento e dedizione sarà sicuramente saltata sulla sedia quando, eccezionalmente, sul palco della conferenza Microsoft è sbucato uno degli idoli indiscussi del mondo cinematografico (e non). Keanu Reeves ha fatto il suo ingresso sul palco durante la presentazione di Cyberpunk 2077, accolto da una folla entusiasta di persone che per un momento, seppur infinitesimale, ha completamente dimenticato il gioco per ammirarlo e farlo sentire a suo agio. Le emozioni del palco, e il materiale mostrato sotto forma di trailer, sono state fortunatamente seguite da un gameplay giocato in anteprima a porte chiuse, situazione che ci ha permesso di capire le diverse modalità con cui CD Projekt RED ha deciso di caratterizzare il mondo di gioco.

TRANSUMANESIMO

Il mondo del futuro è al servizio della tecnologia. Lo sviluppo cibernetico ha cambiato drasticamente l’apparenza di ogni oggetto, animale e finanche essere umano al punto di renderlo una fusione diabolica tra circuiti e tessuti, microchip e cellule. Il mondo idealizzato in Cyberpunk 2077 pesca a piene mani dai concept stranoti che conosciamo ormai tutti, transitando dai replicanti che emulano gli uomini, sviluppando persino sentimenti egualmente complessi, per arrivare a uomini che fanno essenzialmente il contrario, operando quella maniacale transumanza volta a sostituire quanto più tessuto organico con elementi cibernetici. Come una malattia in grado di propagarsi alla velocità di un malware nella rete, gli uomini che abitano questa distopia futuristica hanno cannibalizzato i propri corpi con avidità e sdegno, quasi intenzionati a perdere ogni briciolo della propria umanità al servizio del dio tecnologico. Lo strumento di creazione del personaggio mostrato in questa sessione, seppur abbozzato e apparentemente incompleto, evidenzia due fattori molto importanti: sarà possibile scegliere un background in perfetto stile GdR, nonché selezionare una buona quantità di personalizzazioni utili a trasformare il personaggio nel nostro ideale di avatar in game. Selezionando un passato da teppista, tanto per farvi un esempio pratico, sarete in grado di capire quando il vostro interlocutore vi sta prendendo in giro.
Cyberpunk 2077 anteprima e3 2019

Keanu Reeves ha conquistato la folla e i nostri cuori, inutile negarlo!

La prima vera rivelazione ci arriva tra capo e collo quando scopriamo che Reeves, in game Johnny Silverhand, è in realtà una sorta di allucinazione presente nella nostra testa, altrimenti meglio contestualizzato come un bug che ha infettato i nostri chip senza una particolare ragione (ma sicuramente lo scopriremo giocando). Il bello è che viene caratterizzato come un ologramma chiacchierone e alquanto burbero, pronto a commentare la maggior parte delle nostre azioni anche in maniera piuttosto diretta e divertente. Passati quei pochi minuti in compagnia di Johnny vediamo il nostro alter ego gettarsi per le strade di Pacifica, uno dei distretti di Night City costruito per ospitare turisti di lusso, abbandonato subito dopo per problemi economici e ora ridotto a baraccopoli, pieno zeppo dunque di persone povere e gang senza scrupoli pronti a sfruttarli. Tra queste emerge il gruppo dei Voodoo Boys, protagonista di questo gameplay insieme al nostro alter ego, dato che uno scambio di favori potrebbe salvarci da una situazione piuttosto scomoda. Chiaramente l’incontro rappresenta il perfetto escamotage per mostrare come gli sviluppatori abbiano pensato di “riempire” il mondo di gioco: le arterie principali di questo organismo ridotto al collasso appaiono piene di immondizia e persone ridotte alla povertà, enfasi di un mondo arrabbiato e represso che lascia esplodere tutto il proprio disagio attraverso imperfezione e decadenza. Molti si trascinano in giro come api operose pronte a tutto per portare a casa la pagnotta, altri invece bivaccano intorno al fuoco intrattenendo conversazioni in una lingua sconosciuta all’orecchio ma non al nostro sensore retinico, che ne traduce ogni parte in tempo reale sfruttando un pop-up coerente posto sopra la testa dell’NPC di turno. Arrivati al ruolo dell’incontro con il capo della banda, un tale di nome Placide, scopriamo che lui potrà soddisfare le nostre richieste solo quando gli porteremo informazioni utili sugli Animals, un’altra banda del ghetto. L’uomo dentro la macchina mantiene invariato il suo essere egoista fino al midollo: siamo qui per soddisfare le richieste del nostro interlocutore, restituire un favore con un altro favore, seguendo così una routine alquanto arcaica che sottolinea un forte rapporto umano basato sull’utilità. Il nemico del mio nemico, è mio amico, ricordatevelo quando camminerete per le strade di Night City.

ADRENALINA PURA

Oltre alle numerose linee di dialogo presenti nel gioco, “V” ha ovviamente la possibilità di entrare in azione seguendo diversi stili gioco a seconda dei desideri del giocatore, un sistema intelligente per offrire un gameplay variabile nel quale potersi rispecchiare. Le abilità di dialogo, stealth e hacking possono garantire una condotta priva di violenza qualora lo desiderassimo (sappiamo che è possibile finire il gioco senza uccidere nessuno), ed è interessante notare come ogni elemento dello scenario può essere utilizzato per diversi scopi, come distrarre una guardia per farla semplicemente allontanare oppure ucciderla. L’alternanza di approcci garantisce, come accennato poc’anzi, anche di poter entrare nel ruolo designato e uccidere chiunque troviamo tra noi e il nostro obiettivo, magari utilizzando un bel paio di braccia bioniche pronte a farci sembrare veramente spaventosi anche a una prima occhiata. Tutto dipende chiaramente da come distribuiremo i punti abilità nei diversi skill-tree dedicati, ma è ancora presto per poter fare una disamina attenta sul poco materiale mostrato, figuriamoci ipotizzare quanto possa essere efficiente uno a discapito di un altro.
Cyberpunk 2077 anteprima e3 2019

Tanta carne sul fuoco mostrata in questo incontro, staremo a vedere nel gioco finale

I combattimenti conferiscono un piacevole realismo alla scena, coadiuvato dalla presenza di rumori ambientali azzeccati capaci di intonare una musica di morte degna del miglior action movie in circolazione. È possibile interagire con l’ambiente al fine di trovare armi bianche utili a colpire il nemico senza esclusione di colpi, ma non mancano le situazioni “scomode” da cui dover uscire con qualche stratagemma ragionato, anche perché sicuramente esistono altri NPC muniti delle stesse (o migliori) protesi tecnologiche. Dicevamo sopra che la materia di scambio più preziosa spesso viene identificata dal traffico delle informazioni, utili magari a mantenere il delicato equilibrio messo in piedi da una delle tante gang che comandano il ghetto di Pacifica. Non stupisce infatti vedere che il nostro mandante era a caccia di informazioni, reperibili anche semplicemente attaccandosi alla rete neurale di qualsivoglia umano. Nessuno ci vieta comunque di procedere nella missione facendo le nostre scelte, ma come spesso accade in questi contesti a bivio, è importante tenere in forte considerazione la variabile di reazioni che potremo innescare scegliendo la strada A piuttosto della B. Al netto di quello che possiamo anche solo immaginare guardando questo prezioso minutaggio di gameplay, l’impressione è che CD Projekt RED abbia lavorato alacremente nel cercare di creare l’ibrido perfetto, in equilibrio tra componente ruolistica e action. I dubbi sono tantissimi, inutile negarlo, anche perché come al solito si fa difficoltà a non guardare i difetti, soprattutto quando l’onda dell’hype è così alta. Di tempo per mettere mano al codice sorgente di gioco ce ne sta, d’altronde abbiamo scoperto sul palco che l’uscita è prevista per il 16 aprile del 2020, ma se la cara vecchia CD Projekt RED deciderà di mantenere i suoi standard ne vedremo davvero delle belle.

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