Goat of Duty Anteprima PC

Goat of Duty

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Goat of Duty - Provato

Che possa trattarsi di un futuro distopico, o di un multiverso parallelo simile al Pianeta delle Scimmie, ammetto che vedere delle capre combattere in un’arena armate fino ai denti con fucili che farebbero impallidire persino Xan mi ha veramente sorpreso. Che poi, a pensarci bene, le armi sembrano proprio un residuato bellico dell’indimenticabile Unreal Tournament. Come avrete comunque dedotto da questo incipit piuttosto diretto, il titolo da noi provato in anteprima, Goat of Duty, è esattamente uno sparatutto in prima persona, sviluppato dalla cricca italiana 34BigThings (gli stessi ragazzi di Redout) con l’intenzione di trasportarci in una serie di arene dove, per sopravvivere, saremo costretti a uccidere capre impersonando… una capra!

OLD SCHOOL FINO AL MIDOLLO

Dal primo momento in cui si mettono le mani su Goat of Duty, la sensazione di calcare il palcoscenico di qualsivoglia sparatutto vecchia scuola è piuttosto palpabile. Non parliamo certo di grafica, che in qualche modo cerca di stare al passo con i tempi senza doversi necessariamente affidare alla “filigrana” del periodo di riferimento, quanto più di meccaniche legate al gameplay, dove è necessario fare appello a una buona dose di riflessi per sopravvivere a esplosioni verdi e capre che entrano ed escono dalle finestre belando. Non serve seguire alcun tipo di trama per partecipare allo scontro, dato che non esiste una modalità campagna da completare, basta soltanto possedere le giuste doti per partecipare a degli scontri competitivi online suddivisi per tipologia e arena dove disputarli. Sotto questo punto di vista ci troviamo di fronte a un’offerta discreta, che cerca di alternare gli ormai reiterati deathmatch totali e a squadre con altre modalità più particolari, come il Gun Deathmatch o la Fus Ro Arena.
Goat of Duty Anteprima

Azione adrenalinica, armi old school e belati alla riscossa. Cosa si può chiedere di più?

Il primo dei due citati serve a rendere la sfida molto più hardcore, dato che ogni giocatore sarà equipaggiato di un arma molto potente sin dall’inizio dello scontro, mentre la seconda è probabilmente la più divertente, oltre che squisitamente citazionista, considerato che lo scopo dell’arena sarà quello di respingere le altre capre fuori dall’arena oppure contro pareti decisamente mortali. I più malinconici saranno contenti del fatto che l’armamentario presente nel gioco richiama apertamente i grandi classici del passato, cambiando opportunamente solo i nomi senza però eliminare il mood durante l’utilizzo. L’interfaccia di gioco è pulita quanto essenziale, fondamentalmente strutturata con lo scopo di lasciare spazio di visione sullo schermo. Disseminate per l’arena, a seconda delle modalità selezionate per l’occasione, troverete tutte le armi di distruzione necessarie per sopravvivere allo scontro, accompagnate inoltre da piattaforme che vi sbalzeranno verso posizioni precise della mappa così da rendere molto più vivace e dinamico lo scontro (nel deathmatch finisce spesso per risolversi tutto in un bagno di sangue).

IL GIUSTO PREZZO

Mettendo un momento da parte i tecnicismi legati al genere e al gameplay, risulta doveroso sottolineare che Goat of Duty è al momento un titolo in Early Access, quindi ancora in una fase post-embrionale dove gli sviluppatori devono mordere la cinghia affinché il titolo possa avere più o meno successo nei prossimi mesi. Il discorso è essenzialmente lo stesso in tutti i campi: sinceramente al prezzo di 6.99€ il gioco può attirare la clientela di riferimento proponendosi come un piccolo investimento per nulla esoso, che gioca un po’ con sé stesso senza prendersi sul serio, rilanciando anche diverse citazioni divertenti grazie ai costumi sbloccabili automaticamente dopo ogni level up.
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La poca varietà si rivela essere un discreto tallone d’Achille per la produzione

Tecnicamente il gioco fa il suo sporco lavoro senza sforzare troppo i nostri calcolatori, visto e considerato che l’Unreal Engine muove tranquillamente ogni giocatore su schermo, creando anche un piacevole spettacolo per gli occhi per quanto riguarda effetti visivi e movimento dei personaggi. Certo, non aspettatevi uno spettacolo dettagliato al livello di un qualsiasi Tripla A che si rispetti, ma oggettivamente ci troviamo davanti a un ottimo punto di partenza che spero venga elaborato e migliorato nel corso di questa fase di Early Access. Al momento il vero tallone d’Achille della produzione viene evidenziato dalla mancanza di varietà, dal momento che il numero di mappe e modalità presenti fa molta difficoltà a distinguersi dalle controparti di settore. Al netto dei soliti pregi e difetti da ricercare in qualsivoglia offerta legata al mondo videoludico, Goat of Duty si rivela essere un gioco frizzante e divertente, un modo come un altro per uscire fuori dai soliti schemi imposti dagli sparatutto moderni (e non) per gettarsi nella mischia a suon di belati. Lo sviluppo e la cura con cui i ragazzi di 34BigThings cercheranno di portare avanti la propria creatura siglerà la vera differenza tra successo e fallimento.

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