Fire Emblem Three Houses Anteprima Switch

Fire Emblem: Three Houses

Switch

Fire Emblem: Three Houses - Anteprima

Dopo aver visto in azione il nuovo episodio della saga di Fire Emblem durante l’interessante anteprima svoltasi negli uffici di Nintendo Italia, la prima parola che mi è venuta in mente è immersione dal momento che Fire Emblem: Three Houses cerca di puntare a nuove vette per quanto riguarda il livello di immersione e coinvolgimento del giocatore, e molte scelte di game design sembrano andare strategicamente verso questa direzione.

L’incipit che si cela dietro la trama è ormai risaputo. Il continente del Fódlan è suddiviso in tre potenti regni. Al suo centro si erge il monastero del Garreg Mach, sede della Chiesa di Seiros, la principale religione del continente, nonché dei Cavalieri di Seiros. La Chiesa mantiene l’ordine in tutto il continente e il suo monastero ospita la prestigiosa Accademia Ufficiali. Gli studenti che si addestrano qui forgeranno il futuro del Fódlan. Il protagonista del gioco, nei panni di un mercenario itinerante diventato insegnante, dopo essere stato nominato professore all’Accademia Ufficiali, dovrà scegliere quale casata guidare tra le Aquile Nere, i Leoni Blu e i Cervi Dorati. Gli allievi di ciascuna casata hanno personalità e abilità uniche, e ogni stirpe è capitanata da un nobile di uno dei tre territori che compongono il continente. Quali diramazioni narrative prenderà da qui in avanti la storia vera e propria ovviamente erano informazioni top secret a prova di spoiler, perché lo scopo principale dell’anteprima era quello di mostrare più da vicino alcune novità di questo nuovo capitolo.

QUALCOSA DI NUOVO SI CELA NEI MEANDRI DEL GAMEPLAY

Come i luminari di Fire Emblem avranno già intuito, Three Houses pare conservare lo spirito che ha reso celebre la serie cui appartiene, ma al contempo cerca di evolvere quella stessa formula puntando su una maggiore immersione del giocatore. Le caratteristiche principali del genere saranno immediatamente riconoscibili, perché si tratta pur sempre di un gioco di ruolo strategico con combattimenti a turni. Ritroveremo infatti le griglie durante le battaglie, le unità volanti, i bonus e malus legati al terreno, le abilità speciali, l’equipaggiamento e tutte le altre peculiarità cui siamo stati abituati nel corso degli anni. Se al primo impatto gli esperti della serie si sentiranno subito a casa, durante le prime dieci ore di gioco avranno modo di scoprire le novità riguardanti il gameplay.
Fire Emblem Three Houses Anteprima Switch

sarà fondamentale sfruttare i momenti al Monastero per interagire con gli studenti e dedicarsi alla loro gestione a 360°

Le innovazioni più succulente riguardano le interazioni tra i personaggi, giacché in Three Houses questi rapporti sembrano aver subito un deciso approfondimento grazie al Monastero. Trattandosi di un gioco basato prevalentemente su due fondamenta ugualmente importanti, l’esplorazione e le battaglie, sarà fondamentale sfruttare i momenti al Monastero per interagire con gli studenti e dedicarsi alla loro gestione a 360°. In qualità di insegnante, saranno numerose le attività che richiederanno la nostra attenzione. Sarà nostro compito ad esempio tenere i Seminari, ovvero lezioni durante le quali i nostri allievi potranno crescere di livello, cementare i rapporti tra loro, imparare nuove abilità o aumentare le competenze in quelle già apprese. I personaggi non saranno vincolati da un sistema di classi rigide, permettendo al giocatore di plasmare il suo esercito secondo gusti e necessità. Ognuno dei nostri allievi possiede inoltre dei punti di forza e delle debolezze che influiranno sul tempo impiegato per aumentare la propria bravura con una determinata arma, ma col passare del tempo questi fardelli tenderanno a scomparire. La stratificazione di questa componente è parecchio intrigante, perché dona la sensazione di comandare un vero e proprio esercito tagliato su misura per noi. Grazie al Calendario, si potranno inoltre impostare fino a due attività al dì e organizzare così con molta attenzione le priorità durante la settimana. Quando gli studenti saranno a corto di motivazione, si potrà farli riposare per permettergli di recuperare le energie. Non mancherà il Mercato dove acquistare equipaggiamento, mentre prima di lanciarsi in battaglia è sempre consigliabile esplorare l’enorme monastero e completare le eventuali missioni che i PNG ci affideranno. Tra un’esplorazione e quella successiva passerà sempre una settimana, dal momento in cui questa fase di perlustrazione è possibile soltanto di domenica (inteso come giorno sul calendario in game, non nella vita reale). L’intuitiva mappa permette di affidarsi al viaggio rapido per muoversi agilmente tra le zone del Monastero, ma ciò può impedire di fare incontri importanti, trovare oggetti utili e imbattersi negli eventi più o meno casuali. Durante l’esplorazione, inoltre, sarà possibile interagire e stringere legami con gli studenti delle varie casate e, va da sé, questa è una delle caratteristiche più importanti. Infatti, attraverso un sistema di dialoghi a scelta multipla, in caso di risposte corrette e dopo aver raggiunto le condizioni necessarie, potremo anche reclutare tra i nostri ranghi molti di questi personaggi. Sarà possibile anche soltanto arruolare per un mese alcuni guerrieri che ci aiuteranno nei combattimenti, ma alla fine del periodo torneranno alla casata d’appartenenza. Allo stesso modo delle altre dinamiche che regolano i rapporti interpersonali nel gioco, il processo di reclutamento si basa sulla meccanica delle affinità, perciò sarà nostro interesse concentrarci sullo sviluppo di taluna o di talaltra caratteristica per avere più chance di stuzzicare l’interesse di un determinato studente che desideriamo avere al nostro fianco; un giovane mago sarà più propenso a voler entrare nell’esercito di un mago esperto, piuttosto che in quello di un guerriero abile con la spada, giusto per rendere l’idea.

INSEGNAMENTO E COMBATTIMENTO IN EGUAL MISURA, OVVERO ORE SUI LIBRI E MAZZATE A DISMISURA

Parallelamente alla fase gestionale di protagonista, allievi, rapporti, attività, truppe e tutto il microcosmo che ruota attorno al Monastero, bisogna anche occuparsi delle battaglie. Seguendo lo schema canonico del genere, il campo di battaglia vede i diversi schieramenti affrontarsi seguendo tattiche di guerra decise turno dopo turno. Il mondo dell’insegnamento è una guerra, l’ho sempre sospettato, ma in Fire Emblem: Three Houses lo è ancora di più. Fortunatamente i nostri studenti potranno contare sui battaglioni, ossia soldati fisicamente presenti e visibili durante i combattimenti; grazie all’integrazione di un ulteriore livello di zoom, un particolare che aumenta l’immersione (aridaje), ci si potrà avvicinare fino ad osservare ogni singola unità che compone un battaglione nel dettaglio. Il materiale con cui impostare le strategie è davvero tanto, visto che le combinazioni da sfruttare a proprio vantaggio comprendono una vasta gamma di abilità dei personaggi principali e quelle specifiche dei battaglioni. Questi ultimi possiedono abilità speciali chiamate Stratagemmi, fondamentali in battaglia tanto quanto le skill degli allievi, e sono dotati di abilità uniche che possono ad esempio fornire cure o aumentare i danni. La profondità tattica dei combattimenti sembra insomma assicurata, per la gioia dei comandanti più scrupolosi. Il combat system permette di sapere in anticipo quale nostra unità verrà presa di mira in base al posizionamento sulla griglia, aiutandoci a studiare in anticipo la strategia migliore per evitare che il punto debole del nostro schieramento venga puntualmente massacrato dagli avversari: nel caso aveste attivato la morte permanente e vi foste affezionati al defunto, sarebbe un vero peccato!
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Siamo di fronte al primo capitolo in HD della fortunata saga, che difatti è dotato di una rinnovata e gradevole veste grafica

Qualora qualcosa andasse storto nonostante il preavviso non è comunque detta l’ultima parola, perché il nostro insegnante possiede un talento unico chiamato Battito Divino. Sfruttabile un determinato numero di volte per scontro, questo talento permette di riavvolgere il nastro della scaramuccia, facendo tornare l’azione indietro nel tempo fino al turno che preferiamo. Più si tornerà indietro, più cariche saranno consumate, quindi è consigliata una gestione oculata del rewind. Queste sono le novità principali di un Fire Emblem: Three Houses che si preannuncia estremamente stratificato e profondo come non mai sotto tanti punti di vista, anche per quanto concerne la trama (a detta degli sviluppatori). Non sono state menzionate longevità e durata, ma con tre diverse casate a disposizione presumibilmente saranno necessarie molte ore per completare il gioco. Siamo di fronte al primo capitolo in HD della fortunata saga, che difatti è dotato di una rinnovata e gradevole veste grafica ma, visto che non si può vivere di sole buone notizie, eccone una che forse spezzerà alcuni cuori: in questo episodio i protagonisti non potranno procreare, a differenza dei capitoli precedenti. Data l’ambientazione “scolastica” che fa da sfondo alle vicende, la decisione potrebbe anche essere comprensibile. Quel che è certo è che gli sviluppatori di Intelligent Systems e Koei Tecmo Games non hanno mai frequentato le peggiori scuole di Caracas. Battutacce a parte, il gioco promette di regalare un grado di immersione maggiore e, forte di una stratificazione notevole delle sue componenti, provare ad alzare l’asticella del coinvolgimento ai massimi livelli. L’attesa sta per giungere al termine, Fire Emblem: Three Houses è previsto per il 26 luglio 2019 su Switch e sembra pronto ad accompagnare i fan della saga in tre avventure colme di passione, misteri, intrighi, battaglie spettacolari e decisioni importanti. Spetterà a noi prendere queste decisioni e, dopo tutte queste premesse, non vediamo l’ora di farlo.

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