Nintendo Switch Lite – Provato

Entro nella “sala prove” degli uffici di Nintendo Italia a Vimercate, provincia di Milano, e lei era lì ad aspettarmi, tra tante sue simili. Una Switch Lite “giallo giocattolo”, estiva, spensierata. Una portatile scolpita in un blocco unico, che rinuncia alle caratteristiche avveniristiche della sorella maggiore, ai Joy-Con da condividere, alla metamorfosi casalinga e viceversa per promettere esperienze ludiche più intime, diventando la perfetta console da viaggio (magari solitario), più che da meta. Si ritorna a sensazioni da Game Boy, un po’ perse tra la Touch Generation di DS e le brame stereoscopiche di 3DS, facendo i conti con compromessi che in parte tradiscono la natura stessa di Switch ma che, in realtà, aggiungono solo altre possibilità, un’altra “taglia” con cui vestire l’ammiraglia Nintendo, adattandola al proprio stile di vita, ai propri movimenti.

UNA SWITCH CHE NON FA SWITCH

Dimenticate la dock station, scordatevi altri magheggi per collegarla alla TV: qui si parla di una macchina totalmente e indiscutibilmente portatile, dove non si “switcha” assolutamente nulla. Lo è nelle dimensioni, 20.8 cm di lunghezza, e nel peso di 275 grammi, numeri che tra le mani si sentono, calzando subito alla perfezione, comodissima come indossare un paio di scarpe da ginnastica ammorbidite dall’utilizzo. Leggera, ancora più tondeggiante, il corpo satinato e antiscivolo, mostrando una grande cura nella realizzazione e nella scelta dei materiali. I pollici riconoscono subito nel quartetto di tasti frontali una gommosità piacevolissima, che stimola a giocare per il puro gusto di schiacciarli, esaltando poi, finalmente, il gameplay bidimensionale con una croce digitale d’altri tempi, bella morbida, comoda nella sua sede, a differenza di quella un po’ tenace e aderente del Pro Controller. Gli analogici rimangono assolutamente identici invece, all’occhio e al tatto, e sarà il tempo a dirci se è stato aggiustato il tiro in fase di costruzione, o se la componentistica rimane una bomba ad orologeria che esploderà casualmente in altri casi di drifting. Quel che è certo è che anche i fianchi della Switch Lite sono stati snelliti di rumble HD e telecamera IR di movimento, assolutamente superflui in questo modello. Se quindi l’esperienza tattile è ancora più piacevole, sono soprattutto gli occhi che hanno di che godere. Sul tavolo alcuni dei prodotti più pregiati del territorio Nintendo: The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey, Mario Kart 8, New Super Mario Bros. U Deluxe. La tentazione di tornare per qualche minuto ad Hyrule è troppo forte. Il risveglio di Link, la caverna che sussurra neri più profondi del solito, trasmettendo già vibrazioni positive.nintendo switch lite

La sensazione è che la risoluzione, ancorata a 720p, applicata ad un display più piccolo abbia l’effetto di un trattamento all’acido ialuronico

Si esce poi alla luce del sole, l’iconica piana che si srotola dal promontorio, la conferma oltre l’emozione di una scena che è ormai Storia del videogioco; il 5.5 pollici LCD montato su Switch Lite è un gioiellino. Il confronto (svolto in co-op col collega Aligi Comandini) è impietoso, nonostante lo schermo del modello standard sia considerato universalmente di ottima fattura. Visti girare uno vicino all’altro si nota un’immagine decisamente più luminosa, nitida, fedele alla poetica palette cromatica con cui l’opera è stata pensata. Ma in generale il colpo d’occhio è più balsamico, cremoso, d’impatto. La sensazione è che la risoluzione, ancorata a 720p, applicata ad un display più piccolo (ed evidentemente più moderno, anche se Nintendo non si sbottona sulle specifiche tecniche più intime) abbia l’effetto di un trattamento all’acido ialuronico, con immagini che sembrano saltare fuori dallo schermo, levigate, lucidate, piene, per essere assorbite direttamente dalla retina. Se questo sia anche merito di una messa a punto sul Tegra di Nvidia è ancora un’informazione secretata, difficile dirlo.

MULTIPLAYER ARTIGIANALE

Rinnegando il bipolarismo ludico mobile/salotto, la prima caratteristica a farne le spese è stata ovviamente il multigiocatore locale. Niente Joy-Con compresi nel pacchetto, se non acquistabili separatamente e collegabili via bluetooth (così come il Pro Controller) per partite in locale un po’ artigianali, vuoi per l’impossibilità di mettersi comodi davanti al televisore, vuoi per l’eliminazione del supporto in plastica che permetteva la modalità tabletop del modello base. Con Switch Lite si avrebbe bisogno di un leggio, tipo direttore d’orchestra, per giocare a un Mario Kart 8 con una minima comodità. Si può fare, per carità, tutti abbiamo giocato in condizioni ben peggiori sulle portatili (soprattutto da piccoli, tra la ricerca della luce perfetta e Game Link), però è chiaro che se si ha intenzione di passare gran parte del tempo in compagnia (o avere in programma l’acquisto del prossimo Ring Fit Adventure) la taglia Lite non faccia il caso di comitive e famiglie. Naturalmente il problema non si pone giocando online e saltando agilmente l’ostacolo. L’idea che restituisce è proprio quella di una console da passeggio, utile ad esaltare gli spostamenti giornalieri, ad esempio.nintendo switch lite

però è chiaro che se si ha intenzione di giocare gran parte del tempo in compagnia la taglia Lite non faccia il caso di comitive e famiglie

I titoli compatibili, per fare chiarezza, saranno tutti quelli che supportano la modalità portatile, distinguibile per la classica icona presente sul retro delle confezioni dei titoli fisici o sulla loro rispettiva pagina eShop. Anche la batteria viene incontro a questa nuova natura. Libera dall’obbligo di ricaricare i Joy-Con si va da un minimo di 4 ore con Zelda e giochi similmente imponenti, alle 6 garantite con esperienze più leggere (secondo la pagina dedicata sul sito), anche se in Nintendo ci hanno parlato di una potenziale vita di 7-7 ore mezza, ma è chiaro che queste cose andranno testate di volta in volta. Niente a che vedere con le 9 ore del rinnovato modello 1.1 comunque, essendo in questo caso essenzialmente la stessa batteria di due anni fa. Ergonomica e tutto sommato economica, in vendita da domani al prezzo accattivante di 219,99€, 110€ in meno (al netto di offerte) rispetto all’ammiraglia. È una mossa furba, sostenuta da un design accattivante, perfetto per i più giovani o chi cercava una scusa per regalarsi Switch, non interessato a certe caratteristiche ma solo a una portatile performante, pura e senza fronzoli. Il primo contatto è stato certamente positivo, un colpo di fulmine nato dal fantastico feeling tattile accentuato dalla simpatia di un design deliziosamente ruffiano, scrigno di un tesoro di display. Switch si conferma ancora di più la console per tutti, compagna perfetta del giocatore eclettico.

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