Death Stranding PC

Death Stranding

PS4

Death Stranding PC – Provato

Potersi godere a un maggiore livello di dettaglio tutta la recitazione registrata in motion capture è uno spettacolo incredibile

Come si può notare dai requisiti di sistema, non è davvero necessaria una macchina troppo potente per giocare e anche un PC di fascia media ormai un poco datato è in grado di pompare ogni dettaglio al massimo e superare ampiamente la soglia dei 60 FPS.

Death Stranding PC Provato

Quello che è ovvio però è che non c’è da aspettarsi chissà quale lavoro per sfruttare le vere potenzialità (inarrivabili per la generazione console che sta terminando, PS4 Pro compresa) che un computer ha da offrire: il menù delle opzioni non permette di effettuare grandi miglioramenti in ambito tecnico, che si realizzano più che altro nella possibilità di aggiungere un discreto Anti Aliasing, il DLSS nelle schede video Nvidia che lo supportano (miglioramento di resa d’immagine e performance attraverso IA, solo su serie RTX 2000) e il FidelityFx CAS (sharpening dinamico sulle schede AMD). Tutti i piccoli trucchi utilizzati su console per ridurre il carico di lavoro sono, però, purtroppo ancora presenti e non siamo in alcun modo in grado di eliminarli (almeno ufficialmente tramite i menu), specie per il LoD.

Death Stranding PC Provato

Non ci è permesso selezionare il livello di distanza al quale iniziare a caricare i dettagli, eliminare la fastidiosa riduzione di frame di alcuni dei modelli più distanti nelle scene più complesse o aumentare il livello stesso degli effetti che di tanto in tanto rendono una presentazione davvero interessante un poco meno efficace di quanto avrebbe potuto essere su PC.

Dal punto di vista tecnico, per quanto visto finora, il port PC di Death Stranding si può definire parzialmente riuscito, per quanto sicuramente superiore sul piano visivo

Va anche notato che, durante il gameplay, i caricamenti di durata non trascurabile (anche 45 secondi) mi hanno spinto a riscaricare il gioco su SSD. Mi sono poi trovato davanti ad alcuni problemi sparsi di varia rilevanza: solo una volta il gioco ha avuto un vero e proprio crash, mentre il mancato funzionamento di alcune caratteristiche – come la condivisione degli armadietti – potrebbe essere dipeso da una build di prova non del tutto aperta alle funzioni online. Diverso il discorso per un bug che sembrava legare alcuni mancati caricamenti e l’uso di mouse e tastiera, almeno sulla nostra configurazione: è stato possibile ovviare alla questione usando un gamepad, ma considerate le giuste abitudini sui controlli di tanti PCisti ci auguriamo una soluzione o, appunto, di essere stati semplicemente sfortunati. Buono, peraltro, il framerate su una macchina praticamente identica ai requisiti consigliati, con 60 fps ben costanti.

Detto ciò, potersi godere a un maggiore livello di dettaglio tutta la recitazione registrata in motion capture è uno spettacolo incredibile, che ti rivela in alcuni frangenti persino una lama a doppio taglio. Mi sono ritrovato ad attendere con tremenda anticipazione tutte le sezioni dedicate alla tragica storia del personaggio interpretato in maniera magistrale da Mads Mikkelsen, in grado di compensare altre performance decisamente meno brillanti e alcune linee di dialogo non proprio ispiratissime: questo, tuttavia, rientra nelle valutazioni generali sul gioco che abbiamo già espresso con un giudizio più che positivo nella recensione per PS4. Ora come ora sono più che pronto a continuare questo bizzarro viaggio in una post-apocalisse altrettanto originale. Come andrà a finire lo scopriremo solo prima del lancio, il 14 luglio.

 

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