Call of Duty Vanguard

Call of Duty: Vanguard

PC PS4 PS5 Xbox One Xbox Series X

Call Of Duty Vanguard – Provato

Si torna a calcare i fronti e le terre della Seconda Guerra Mondiale. A questo giro a comandare le truppe c’è Sledgehammer Games che mette la firma sotto Call of Duty: Vanguard, suo terzo capitolo dopo Advanced Warfare e WWII.

Sviluppatore / Publisher: Sledgehammer Games / Activision Prezzo: 59,99€ Localizzazione: Completa Multiplayer: Online PEGI: 18 Disponibile Su: PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S Data di Lancio: 5 novembre

Nel pieno della Beta pubblica aperta a tutti proprio in questi giorni, la scorsa settimana ho avuto modo di provare il multiplayer di Call of Duty: Vanguard per osservarne lo stato dei lavori. Non è una novità che, per quanto sia un prodotto aspramente criticato e facilmente denigrato dalla stragrande maggioranza dei videogiocatori, l’annuale capitolo di Call of Duty ha tra le sue fila un numero impressionante di giocatori e nelle ultime iterazioni il franchise sta cercando di mutare il suo pacchetto, dal ritorno alle ambientazioni belliche storiche con WWII fino al recente Warzone, capace di ritagliarsi un ampio spazio al genere battle royale e incontrare l’apprezzamento del pubblico.





In questo contesto, Vanguard offre come sempre uno specchietto dedicato alla campagna singola e un altro interamente dedicato al multiplayer, con quest’ultimo che diventa oggetto di forte interesse per l’incredibile mole di giocatori e clan online che non vedono l’ora di studiare le nuove mappe per diventare i migliori in assoluto.

MAPPE DA SFRUTTARE

Delle diverse partite effettuate, non si può non sottolineare e apprezzare la stabilità dell’infrastruttura online di Call of Duty, con Vanguard che segue nella scia degli altri capitoli. Il matchmaking è veloce e stabile e durante gli scontri non ho registrato errori di sistema o instabilità. L’adrenalina e l’altissimo ritmo di gioco sono ingredienti già (as)saggiati nelle recenti incarnazioni del franchise, dunque è inutile star qui a sottolineare cose ovvie: che si ami o si odi è innegabile che qualche partita random sia sempre appagante sul fronte della pura azione, che anche qui non manca certo. Detto questo, nel classico scontro a squadre sarà sempre necessario coordinarsi con i membri del proprio team per avere la meglio sul nemico, tenendo anche presente delle diverse classi e abilità di ogni soldato, dalla fanteria leggera, ma ben più organizzata lato granate e supporto, fino ai soldati d’assalto, che portano con loro mitragliatrici pesanti e bocche di fuoco di impressionante violenza.

Le mappe hanno tutte ambientazioni contestualizzate al periodo storico, dunque una spiaggia sotto assedio, un vecchio teatro preso d’assedio o ruderi cittadini. Le stesse mappe richiedono studio e attenzione e non mancheranno i soliti furbetti che pensano di poter cecchinare chiunque nascondendosi in punti strategici, infatti nel multiplayer di Vanguard ho riscontrato mappe ben più ostiche e claustrofobiche. L’azione, specialmente nelle modalità di conquista delle zone dove normalmente lo spazio attorno alle bandiere dovrebbe essere di dimensione generose, si sviluppa invece tra un tavolo e un bancone di un bar; spazi stretti, poche colonne dove nascondersi e sparare attraverso muri oppure creare cortine di fumo per distrarre gli avversari si rivelano azioni non più illogiche, ma necessarie per mantenere la posizione, fare punti, distrarre o uccidere nemici.

OBIETTIVI IN MOVIMENTO

Proprio perché la regola fondamentale negli scontri online è quella di non fermarsi mai, la nuova modalità Patrol l’ho trovata tanto interessante quanto sbilanciata. Nel dettaglio, si tratta di una modalità a squadre dove l’obiettivo è conquistare un punto preciso. La novità riguarda il fatto che questo punto, che ha le fattezze di un cerchio, si muoverà senza sosta, a passo d’uomo, sulla mappa. Questo ci porta a restare all’interno del cerchio e muoverci, fare spalla contro spalla con i nostri compagni e rimanere nell’area designata più tempo possibile fino al raggiungimento dei punti necessari a vincere.

L’esaltazione per questa particolarissima modalità, sicuramente avvincente e che richiede grande comunicazione e cooperazione con i compagni, incontra diverse sbavature sul lato del bilanciamento perché la vittoria sembra data più dalla fortuna che dalla relativa bravura dei giocatori. Capiterà facilmente di voler rimanere a coprire la zona mentre si muove per tutta la mappa, ma intanto saremo costantemente preda di cecchini che si divertiranno a farci cadere senza ritegno. Inoltre con lo spawn casuale, capiterà spesso di rientrare in partita in una zona fin troppo vicina all’area contesa.

alcuni aggiustamenti non sarebbero certo male accetti, ma già così il multiplayer di Call of Duty: Vanguard promette di essere incredibilmente esaltante

Insomma, una calibrazione sarebbe più che accetta per quella che comunque risulta una interessante diversificazione della classica formula di controllo delle zone. Il gunplay si è dimostrato funzionante, con animazioni di carica e ricarica delle armi appaganti. Sono piccolezze che comunque riescono a regalare quella sfumatura immersiva data dalla contestualizzazione storica di Call of Duty: Vanguard. Feticci che veicolano emozioni dentro e fuori la singola campagna, toccando anche le modalità multiplayer, che dopo averla provata con mano si preannuncia ancora una volta incredibilmente esaltante per tutti gli appassionanti del franchise.

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