marauders anteprima

Marauders

PC

Marauders – Provato

Fresco di recente uscita o entrata che dir si voglia in Accesso Anticipato su Steam, dal Regno Unito ecco farsi avanti Marauders, un parente lontano ma non troppo di Escape from Tarkov.

Sviluppatore / Publisher: Small Impact Games / Team17 Prezzo: 29,99 euro Localizzazione: Testi Multiplayer: Online Competitivo PEGI: 18 Disponibile su: PC

Sviluppato dallo studio Small Impact Games, SIG per gli amici, Marauders è un extraction FPS che, a una prima occhiata, può sembrare una sorta di Tarkov con le astronavi. Chiariamo subito: la definizione non è così distante dalla realtà, tuttavia ci sono dei distinguo da fare.

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Effettivamente il gameplay loot – kill – scappa pare preso di peso dallo shooter russo, è inutile girarci intorno: fra gestione del personaggio e tese fasi in soggettiva le somiglianze non sono poche. Basta però andare oltre le apparenze per notare che l’inventario è meno complicato e lo stesso vale per le cure, due aspetti semplificati rispetto all’opera di Battlestate Games.

MARAUDERS: MORS TUA VITA MEA

Un’altra peculiarità di Marauders è il contesto space-distopico: siamo negli anni ’90, la Grande Guerra non è mai terminata e la Terra è stata industrializzata al punto da spingere molti a trovare rifugio tra le stelle.

L’obiettivo è attrezzarsi per navigare nei meandri ostili della galassia

Nei panni di mercenari spaziali chiamati Marauders, l’obiettivo è attrezzarsi per navigare con le proprie astronavi nei meandri ostili della galassia, cercare di recuperare più risorse possibile e sopravvivere a tutti i costi in un’ambientazione diesel-punk. Di per sé lo spazio è un luogo in cui sopravvivere è un’impresa, ma quello messo in piedi da SIG rassomiglia a una brutale giungla traboccante di predatori ove l’unica legge è mors tua vita mea.

Ce la farà il nostro eroe a fuggire col bottino? Vi rovino la sorpresa: no.

Come spesso accade negli Extraction shooter, quando si comincia si sta come le uova di tartaruga appena schiuse sul bagnasciuga, sotto lo sguardo dei rapaci con l’acquolina in bocca. Qualche spiegazione c’è, ma è meglio scordarsi i dolci declivi-tutorial cui ormai siamo viepiù assuefatti: qui i pirati cosmici con più tempo di gioco ed equipaggiamento migliore hanno vita facile nel lasciare in metaforiche mutande i neo mercenari.

NON C’È PACE NELLO SPAZIO

Le occasioni per finire preda dei predoni spaziali sono diverse perché Marauders è dotato di più anime. Prima di lanciarsi in un Raid è necessario equipaggiarsi di tutto punto, ben consapevoli che perdere ogni bene è un attimo. Fatto ciò ci si può affidare al matchmaking da soli o insieme ad altri tre banditi e ritrovarsi a fluttuare in una ristretta porzione di cosmo a bordo della navicella spaziale scelta per l’occasione (ce ne sono varie, si possono personalizzare).

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Prima di lanciarsi nei Raid ci si deve equipaggiare ricordandosi che perdere tutto fa parte del dannato gioco.

Le sessioni di volo avvengono in terza persona e i combattimenti sono all’ordine del giorno tant’è vero che in ogni partita ho dovuto vedermela con qualcuno. Ci sono un paio di postazioni (pilota e torretta) da usare per destreggiarsi se si ingaggia un nemico, ma anche se ci si sente sicuri delle proprie capacità di pilota e/o cecchino non si deve mai prendere sottogamba uno scontro fra i meteoriti perché gli altri hanno la possibilità di assaltare la nostra navicella e venirci a prendere per il bavero.

è possibile abbandonare la nave grazie a delle capsule di salvataggio pilotabili

Sì, esatto: ci si può ritrovare i nemici fin dentro la navicella… e viceversa! Un inciso: è possibile abbandonare la nave grazie a delle capsule di salvataggio pilotabili. Quando si riesce ad attraccare alle strutture orbitanti adibite allo scopo generalmente poste al centro della mappa (basta avvicinarsi agli ingressi illuminati da un bagliore), dopo essere passati da una camera stagna – il collegamento fra la navicella e l’area esplorabile a piedi – si può accedere alla location al chiuso e cominciare la razzia.

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Una delle strutture orbitanti in cui si può entrare alla ricerca di bottino.

Questi momenti in prima persona sono i più “caldi” di un’esperienza perennemente ad alta tensione; l’atmosfera pesante è palpabile quando, intenti a cercare risorse utili, bottino e oggetti da rivendere ai Commercianti o riciclare per il Crafting (le ricette si sbloccano tramite un sistema di progressione classico), ci si aggira con l’arma pronta a pizzicare un nemico mosso dall’IA o un avversario umano. Ad aumentare l’adrenalina ci si mette anche un timer che indica quanto ossigeno rimane a disposizione, ergo nemmeno il tempo è un amico in Marauders.

UN DIAMANTE GREZZO

Pur affidandosi a delle dinamiche tutto sommato basilari, il gameplay è funzionale al tipo di esperienza parimenti all’esplorazione delle ambientazioni stilisticamente azzeccate, alla gestione del loot (ci vuole qualche secondo per rovistare, proprio come in… avete capito) e a un gunplay soddisfacente. Se si riesce a tornare sulla propria navicella vivi e in tempo, allora si può tentare di completare il Raid attraversando una specie di portale intergalattico posto generalmente al limitare della porzione di cosmo esplorabile, ma attenzione: gli altri giocatori possono tendervi imboscate in qualunque momento e rovinarvi un Raid a pochi passi dal traguardo.

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L’esplorazione è intrigante, la commistione di temi e stili artistici è eccitante.

Ecco cosa aspettarsi da un extraction shooter ideologicamente fermo a metà del guado fra gli FPS arcade e quelli tattici. Prendendo caratteristiche da ambo le parti, Marauders dà l’impressione di volersi rivolgere a chi è incuriosito da questo singolare sottogenere di FPS ma non vuole ritrovarsi incastrato in un sottobosco di meccaniche complicate. L’intento è nobile, sperimentare con i generi è sempre affascinante perché può significare la nascita di nuove categorie, peccato che attualmente l’Accesso Anticipato è funestato dai cheaters.

Marauders si rivolge a chi è incuriosito dagli extraction shooter ma non vuole ritrovarsi in meccaniche complicate

A ciò s’aggiunge l’assenza di qualsivoglia safe zone/palestra per chi ha l’ardire di muovere i primi passi in mezzo ai lupi, una mancanza che, sommata a una struttura di gioco in cui vige la legge del più forte, rende l’approccio iniziale molto più problematico del necessario. Dopo essere stato sia preda che predone allo stesso tempo, la chiuderei così: Marauders ha un potenziale niente male, ma ci vorranno tempo – si dice dai 12 ai 18 mesi di EA – e olio di gomito prima che questo diamante grezzo pubblicato da Team17 si trasformi in qualcosa di ben più prezioso.

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