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ZERO Sievert

PC

ZERO Sievert – Provato

Se c’è un genere che va forte è sicuramente quello degli extraction game. Giochi impegnativi, tosti, dalle meccaniche oscure, intenzionati a renderci la vita impossibile ma non per questo avari nel ricompensare gli sforzi di chi persevera nonostante le difficoltà.

Sviluppatore / Publisher: CABO Studio / Modern Wolf Prezzo: 19,99 euro Localizzazione: Assente Multiplayer: Locale PEGI: 16 Disponibile su: PC (Steam) Data di Lancio: 15 novembre 2022




Tra i tanti figli di Tarkov ce n’è uno da monitorare con attenzione: ZERO Sievert. Sviluppato dall’italiano Luca Carbonera e disponibile in Accesso Anticipato su Steam, questo top down shooter single player fa tutto ciò che deve con una semplicità quasi ipnotica, segno che la rotta è giusta.

SOPRAVVIVENZA ALLA FINE DEL MONDO

Traendo spunto un po’ da Stalker e un po’ da Escape from Tarkov, ZERO Sievert ci scaraventa in un’Europa dell’est post-apocalittica che tanto piacerebbe al nostro Mario.

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A differenza di altri esponenti del genere, i quali generalmente puntano su uno stile grafico il più realistico possibile e sulla prima/terza persona, ZERO Sievert affida alla visuale dall’alto e alla pixel art il compito di dare vita a degli scenari generati proceduralmente intrisi di tensione e desolazione, luoghi maledetti e brutali esattamente come chi o cosa li popola in cui vige la legge del più forte ma dove anche il più scaltro può togliersi le sue belle soddisfazioni.

ZERO Sievert affida alla visuale dall’alto e alla pixel art il compito di dare vita a degli scenari intrisi di tensione e desolazione

La sopravvivenza non è soltanto questione di forza bruta, là fuori. Tra animali selvatici, mutazioni e banditi, esplorare i cinque biomi disponibili correndo e sparando a ogni minaccia è il modo più veloce per tornare alla terra. Molto meglio osservare e ascoltare cosa ci circonda appena il treno ci abbandona in mezzo all’ignoto, capire dove si trovano i punti d’estrazione scrutando la mappa, muoversi producendo poco rumore e, almeno inizialmente, limitarsi a lottare per recuperare le risorse necessarie a completare i primi incarichi.

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Attenzione a correre e fare rumore, i pericoli sono in agguato anche se non si vedono.

Farsi prendere dalla smania di loot è controproducente, un peso eccessivo può prosciugare troppo rapidamente la barra della stamina e, se la situazione precipita, impedire di esibirsi nella nobile arte della fuga.

un peso eccessivo può ostacolare la nobile arte della fuga

Tornarsene a casa vivi e possibilmente con lo zaino gonfio è tutto ciò che conta quando ogni passo può essere l’ultimo, quando ciascuna mappa non è uguale all’altra e quando un disastro nucleare causato da una misteriosa multinazionale ha lasciato dietro di sé solo radioattività, devastazione e morte. Casa che in ZERO Sievert equivale al bunker, l’unica safe zone in un mondo al capolinea la cui storia ci viene svelata un amaro boccone alla volta.

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La morte può saltare fuori all’improvviso, state sempre sul chi va là fuori dal bunker.

Qui si può interagire con gli NPC per commerciare o accettare delle missioni, ma soprattutto ci si può dedicare al proprio equipaggiamento nonché ad arredare il proprio angolo di paradiso all’inferno.

IL PICCOLO GRANDE SOGNO DI ZERO SIEVERT

Che sia costruire dei moduli che forniscono accesso a item aggiuntive e garantiscono bonus passivi – la camera da letto consente di curare le ferite mentre si dorme e di velocizzare il miglioramento delle skill, ad esempio – oppure intervenire sulle armi al banco da lavoro apposito, il crafting è una delle dinamiche che più invogliano a rischiare il tutto per tutto nelle lande contaminate.

Ecco un esempio di modulo, in questo caso specifico proprio la stanza da letto.

La possibilità di modificare le proprie bocche da fuoco attraverso un elevato numero di innesti è la ciliegina sulla torta che non t’aspetti dato il combat system 2D, eppure dalla torcia al laser passando per la canna, il calcio, il mirino e l’impugnatura, ogni strumento di morte è plasmabile a tal punto da poterlo adattare facilmente ai diversi stili di gioco. Il gunplay è un aspetto su cui non s’è lesinata cura per il dettaglio, lo dimostrano la necessità di mantenere il cursore-mirino su un nemico per migliorare la precisione dei colpi e diminuire il rinculo o il fatto che i nemici vengono mostrati soltanto se c’è una linea di tiro.

La possibilità di modificare le proprie bocche da fuoco attraverso un elevato numero di innesti è la ciliegina sulla torta che non t’aspetti

A dare ulteriore profondità al gameplay ci pensa il sistema di progressione legato all’esperienza accumulata e le testé menzionate skill. Più si compiono determinate azioni, più aumentano Fitness, Style, Shooting e Charisma, inoltre una volta raggiunto il cap in una di esse si può scegliere una specializzazione; la competenza in Medicine, Gunsmith e Cooking invece si può aumentare leggendo dei libri specifici.

So che è dura, ma bisogna resistere alla tentazione di saccheggiare a destra e a manca.

Ciò significa che, run dopo run, ci si tempra finché non si perfeziona sia l’approccio sia l’equipaggiamento, un processo il cui culmine è rappresentato dal cominciare a ragionare da predatore e smettere di sentirsi costantemente preda ricordandosi sempre due cosette: che non c’è pietà per gli avventati là fuori e che, perlomeno quando si è equipaggiati di speranze e poco altro, bastano due colpi andati a segno per morire e lasciare i nostri averi agli sciacalli.

al top di perfezionamento di approccio ed equipaggiamento, inizieremo a ragionare da predatore

Ci sono anche delle fazioni, ma la dinamica dei rapporti al momento è in sviluppo. Anche se la build è già solida e divertente, non bisogna dimenticarsi che il gioco è appena uscito in Accesso Anticipato sicché è destinato a evolversi e arricchirsi con la traduzione in italiano, altri binomi e molto altro.

Ogni scontro a fuoco può essere fatale, imparare a capire chi affrontare e chi no è importante.

Le premesse sono più che buone e di conseguenza lo sono anche le aspettative, non è solo una questione d’orgoglio italiano perché, a prescindere da chi c’è dietro, ZERO Sievert è un extraction game 2D che ha ben chiaro in testa cosa vuole fare da grande e come raggiungere il suo ambizioso obiettivo.

ZERO Sievert è un extraction game 2D che ha ben chiaro in testa cosa vuole fare da grande

Che non è essere accomodante, accogliente e perciò adatto a qualsiasi tipologia di gamer, tutt’altro: è ergersi a punto d’accesso per gli extraction game, è diventare la rampa di lancio in pixel art verso mondi oscuri inenarrabilmente inospitali, opprimenti e saturi di tensione ben oltre la misura ma, anche per questo, così mortalmente affascinanti.

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