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Nioh

PS4

Nioh - Provato

Sin dal momento dell’annuncio Nioh ha avuto la mia completa attenzione. E anzi, è stato subito amore a prima vista, un po’ per il fascino del Giappone feudale e un po’ per il gameplay fortemente ispirato al genere dei soulslike, caratterizzato da un combat system profondamente action, ma al tempo stesso estremamente elaborato. Potete quindi immaginare la mia somma felicità quando mi è stato detto che sarei andato a provare una demo inedita nei nuovi uffici di Sony a Roma, e soprattutto che avrei avuto l’opportunità di scambiare due parole con Yosuke Hayashi, capoccia a tutto tondo di Team Ninja (Dead or Alive, Ninja Gaiden).

PAESAGGI MONTANI E SPIACEVOLI INCONTRI

Ci è stato detto che la demo su cui ho avuto modo di mettere le mani era collocata in una situazione abbastanza avanzata del gioco, ambientata all’interno di uno scenario del tutto nuovo, ovvero un paesaggio montano che intervallava tetre caverne a ripidi pendii e a fitte foreste di bambù: uno stage, quindi, decisamente suggestivo, che ho potuto esplorare con un personaggio armato e “buildato” per l’occasione. Di primo acchito sono andato abbastanza spedito, falciando samurai con le mie fidate doppie lame o colpendoli da lontano grazie all’alternanza di arco e fucile; durante il percorso ho incontrato anche dei feroci yokai armati di ascia, nemici più temibili alla vista che altro, giacché in realtà non ho fatto troppa fatica a interpretarne il pattern. Pregno di orgoglio, ho proseguito lungo la strada fino a incontrare un demone inedito, presentato proprio in occasione del preview event, ovvero una sorta di uomo uccello in grado di sferrare mazzate devastanti, attacchi in volo e, di tanto in tanto, ondate di energia dalla distanza. Smanioso di affrontare il temibile avversario, e carico come una molla grazie alla splendida prestazione che fino a quel momento aveva caratterizzato la mia prova, mi sono gettato su di lui con ferocia… perdendo malamente. Numerosi sono stati i tentativi di abbattere l’infame demone, ma nulla… l’iracondo pennuto non aveva proprio voglia di cadere.

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Nioh è caratterizzato da un combat system profondamente action, ma al tempo stesso estremamente elaborato

In un modo o nell’altro, sono alla fine riuscito ad aggirare l’ostacolo, ma la strada di li a poco si è fatta sempre più ostica. La demo di Nioh si è conclusa con un boss decisamente grosso ed arrabbiato, che pochi dei giornalisti presenti sono riusciti quantomeno a incontrare alla fine della loro run; se vi state chiedendo se io rientri in questa categoria, beh… la mia risposta è purtroppo negativa (licenziato! ndKikko). A mia parziale difesa ci tengo a chiarire che l’area esplorabile era davvero ampia e il tempo è davvero volato; tuttavia, ammetto che le molteplici morti subite per mano del demone di cui sopra hanno influito sulla cosa. A ogni modo, quei pochi eletti che lo hanno affrontato hanno raccontato di un samurai demoniaco dotato di spadone, con un pattern d’attacco davvero sfiancante. Durante la prova ho anche avuto modo di impugnare un’arma inedita, il Kusari-gama; si tratta di un antico oggetto d’offesa nipponico, composto da una lama e da una catena che permette attacchi a media-corta distanza, e che si è rivelato ottimo per i giocatori che – come me – preferiscono un approccio meno spavaldo e più tattico.

DUE CHIACCHIERE CON HAYASHI-SAN

Nioh – ormai è chiaro anche ai sassi – ha un combat system dalla natura fortemente action e che si distacca almeno in parte da quello più “statico” della serie Dark Souls. Scambiando due parole con Hayashi-san, il producer ha riferito che il team si è effettivamente ispirato ai lavori di From Software, ma anche che le basi del combattimento in Nioh sono profondamente influenzate dalla serie Ninja Gaiden: d’altronde – ci ha spiegato Hayashi – le persone al lavoro su Nioh sono proprio le stesse che hanno contribuito alla fama dell’action griffato Koei Tecmo, e quindi non avrebbe potuto essere altrimenti. Ho poi interrogato Hayashi riguardo l’evoluzione del progetto nel corso degli scorsi anni: il producer ha riferito che il concept alla base di Nioh è rimasto pressoché immutato sin dalla sua nascita, risalente a sette anni fa; il Team Ninja ha infuso poi in esso la sua esperienza negli action game, portando il gioco a diventare quell’ibrido che conosciamo adesso. Prima di chiudere l’intervista ho anche punzecchiato Hayashi su una piccola curiosità che, probabilmente, è anche la vostra: cosa significa esattamente la parola Nioh? A quanto pare, il nome fa riferimento ad alcune antiche statue poste a guardia di alcuni templi giapponesi, che incarnano lo spirito combattivo che arde nei samurai.

Le basi del combattimento in Nioh sono profondamente influenzate dalla serie Ninja Gaiden

Durante l’evento Hayashi ha specificato che Nioh verrà aggiornato post-lancio con un update gratuito che aggiungerà il PvP per concedere al gioco una componente online competitiva, oltre alla possibilità di invocare altri giocatori in-game (come da copione per ogni soulslike che si rispetti); inoltre, è previsto un Season Pass comprensivo di tre DLC, la cui natura tuttavia è ancora sconosciuta.

QUINDI?

Direi che oramai, dopo aver spolpato le demo sul PSN nei mesi scorsi e dopo aver messo le mani sulla build oggetto di questa prova, ho un’idea abbastanza concreta di cosa aspettarmi da Nioh, un soulslike con una forte personalità, un cuore dannatamente action e un setting davvero affascinante. Certo, la difficoltà è spiazzante e aver giocato i vari Souls non aiuta poi molto, ma è proprio questa natura “nuova” che mi ha colpito maggiormente e che differenzia profondamente Nioh da Dark Souls. Speriamo bene.

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