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The Elder Scrolls Online

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The Elder Scrolls Online: Morrowind - Anteprima

Non é facile sopravvivere nell’affollato mondo dei MMORPG, ma The Elder Scrolls Online è riuscito prima a ritagliarsi uno spazio tra gli appassionati e poi a vedere crescere la propria base di utenza grazie a miglioramenti e contenuti aggiuntivi. Il presidente di Zenimax Online, Matt Firor, forte della community che ha alle spalle, ci ha presentato Morrowind (in uscita il 6 giugno in contemporanea per PC, Xbox One e PS4 ) durante un evento in quel di Londra. Va detto subito che non si tratterà di un semplice DLC, bensì di un nuovo capitolo, cioè un prodotto stand alone che non richiederà il gioco base, ma che al tempo stesso darà accesso a tutti i contenuti sviluppati fino ad ora per il MMORPG genitore. I concetti che Matt Firor ha tenuto a sottolineare fin dall’inizio sono essenzialmente due: da una parte Morrowind è pensato per i nostalgici dell’originale uscito nel 2002, dall’altro vuole essere a tutti gli effetti un MMORPG moderno per PC, ma anche per console.

UN PO’ DI STORIA

The Elder Scrolls Online uscì per PC nel 2014 e suscitò impressioni discordanti nella critica e nel pubblico. Al tempo differiva per una serie di elementi dalla versione attuale: ad esempio, era richiesto un abbonamento mensile a tutti i giocatori e non esisteva alcuna moneta in-game. L’anno successivo tutto ciò cambiò in occasione del lancio su console, che segnò il punto di svolta verso un’utenza molto più ampia ed effettivamente in grande crescita.


Altrettanto importante fu, all’inizio del 2016, l’introduzione di un sistema di auto bilanciamento che oggi consente di giocare in qualsiasi zona e con chiunque, visto che il livello dei mob controllati dall’Intelligenza Artificiale si adatta al nostro. Di fatto, questa variazione ha reso The Elder Scrolls Online decisamente più accessibile e di più facile fruizione per il “grande pubblico”, che da allora può farsi una partita rapida in qualsiasi momento senza necessariamente scavare in profondità in cerca di dinamiche più complesse e MMO-oriented, comunque presenti per chi ha più tempo e voglia di immergersi nel ricco universo online plasmato da Zenimax Online Studios.

GIORNI DI UN PASSATO FUTURO

Morrowind è figlio dell’evoluzione di The Elder Scrolls Online e dei punti di forza che gli sviluppatori di Zenimax vedono in esso, ma nella sua essenza è anche evidente un profondo richiamo al titolo uscito 15 anni fa. L’area che potremo esplorare è infatti la medesima, l’isola di Vvardenfell (circa il 40% più estesa di Cyrodiil), anche se i fan di lungo corso noteranno alcune differenze: non bisogna dimenticare che ci ritroviamo temporalmente a circa 700 anni nel passato rispetto agli accadimenti della saga originale, ergo l’ambientazione è meno deturpata dalle eruzioni del vulcano Monte Rosso e presenta più varietà, con paesaggi verdi e lussureggianti che si accompagnano a zone più aride. È stato quindi ripreso l’aspetto di flora e fauna più alieno e distante da quanto siamo stati abituati in Oblivion e Skyrim, e ritroveremo mostri di ispirazione insettoide e vegetazione fungoide, dai colori lividi che creano un senso di estraneazione.

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Morrowind è figlio dell’evoluzione di The Elder Scrolls Online

Similmente, la popolazione autoctona sarà tutt’altro che amichevole nei nostri confronti: gli elfi oscuri che abitano questi luoghi, i Dunmer, hanno i tratti fortemente isolazionistici delle culture isolane che non vivono di commercio, e che tendono quindi a chiudersi agli stranieri. Inoltre, i Dunmer sono estremamente legati all’appartenenza a clan specifici, le relazioni tra i quali si possono definire quantomeno delicate, a tal punto che per mantenere la pace esiste una setta di assassini (i Morag Tong), la quale elimina le teste calde che potrebbero spezzare definitivamente i delicati equilibri politici.

Questi aspetti saranno approfonditi nel corso della storia che ci vedrà prendere parte a pericolosi complotti insieme a un personaggio noto ai giocatori di The Elder Scrolls Online, l’elfa oscura Naryu Virian, come già svelato dal trailer di lancio di fine gennaio. Un’altra componente che rivestirà un ruolo primario è quella religiosa: la quest principale ci vedrà correre in aiuto di uno dei tre dei mortali, Vivec, la cui grave malattia pare irreversibile, con serie conseguenze per l’isola intera, che potrebbe finire distrutta in caso della sua morte.

IL NUOVO CHE AVANZA

Abbiamo visto la nuova ambientazione che sarà protagonista tanto quanto la storia che vi avrà luogo, ma Zenimax ha in serbo qualche sorpresa anche sulle meccaniche di gioco. In quest’ottica saranno introdotti i “battleground”, mappe PvP in cui si sfideranno tre squadre da quattro giocatori ciascuna, in opzioni più che conosciute a chi abbia mai giocato al multiplayer di un FPS qualsiasi: Capture the Flag, Dominiation e Team Deathmatch. Le arene che abbiamo visto sembrano piuttosto variegate, tanto da favorire approcci tattici diversi, anche se Zenimax ha voluto giocare sul sicuro con le tre modalità disponibili: in sostanza, è chiaro come come gli sviluppatori cerchino un immediato consenso, senza mirare a creare alcunché di innovativo; confidiamo nella promessa che, nei mesi a venire, questa lacuna sarà colmata da una maggiore varietà di mappe e opzioni.

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I battleground si collocheranno a metà strada tra i duelli uno contro uno e le Alliance War

A ogni modo, i battleground si collocheranno a metà strada tra i duelli uno contro uno e le Alliance War, tanto che proporranno partite rapide con un limite di 15 minuti, senza limitazioni alle squadre avversarie in base alle alleanze di appartenenza. Ogni giocatore potrà invitare gli altri tre compagni tra i propri amici, mentre non sarà permesso organizzare sfide in cui tutti e dodici i partecipanti confluiscano dalla medesima friend list. Punteggio e loot dipenderanno non solo dalle uccisioni, ma anche dalle azioni utili a conseguire gli obiettivi delle modalità, e verranno assegnati al termine di ogni sfida, lasciando quindi a bocca asciutta chi è uso alla poco nobile arte del ragequit.

L’altra grande novità portata da Morrowind è la prima classe introdotta dall’uscita di The Elder Scrolls Online. Si tratta del Warden, un personaggio di supporto simile a un druido, che dalla sua avrà alcuni incantesimi elementali basati principalmente su acqua e ghiaccio, i quali potranno essere usati difensivamente come scudi, ma non solo. Un’altra linea di specializzazione è quella di curatore, con spell che cureranno gli alleati e causeranno al tempo stesso danno ai nemici; infine, è degna di nota la Ultimate, che porterà in campo un orso bruno il quale, senza andare tanto per il sottile, baderà a distribuire zampate a destra e manca, decimando la compagine avversaria. Non avendo avuto la possibilità di mettere le mani su Morrowind (l’evento, purtroppo, non era un hands-on… mannaggia!) non è stato possibile valutare con cognizione di causa pregi e difetti di questa classe, che sulla carta dovrebbe portare in seno talenti adatti a pressoché qualsiasi situazione. Tra l’altro, l’utilizzo del Warden non è limitato a Vvanderfell ma sarà permesso su tutte le lande di Tamriel, quindi si prevede nel mese di giugno una proliferazione di grossi Yoghi arrabbiati su tutti i server di The Elder Scrolls Online.

Tornando invece ai contenuti specifici di Morrowind, sarà presente un nuovo raid (“Trial” nella nomenclatura specifica di questo MMORPG) ambientato nella Clockwork City, che potrà essere affrontato da un party di 12 eroi. A detta degli sviluppatori, quello di Morrowind sarà il Trial più arduo da affrontare tra tutti quelli presenti nel mondo di The Elder Scrolls Online, ma l’elevato livello di sfida verrà ripagato da un loot di notevole pregio; in ogni caso, a riprova di quanto si diceva a inizio anteprima, sarà prevista la possibilità di un approccio più casual, abbassando il livello di difficoltà. Non mancheranno anche due dungeon inediti e numerose quest secondarie, che dovrebbero tenere impegnati fino ai prossimi DLC (ne sono previsti altri due, nel corso del 2017).

In sostanza The Elder Scrolls Online si dimostra un prodotto in salute, che nel giro di tre anni è sostanzialmente riuscito a risolvere i problemi principali, grazie al continuo lavoro dei ragazzi di Zenimax, i quali hanno trovato il giusto equilibrio nel rendere accessibile un MMORPG all’utenza di massa senza privare i fan più hardcore della profondità e del lore della serie. Senza aver potuto testare Morrowind non è stato possibile capire se le novità introdotte si caleranno nell’universo esistente con senso o meno, ergo non tocca altro da fare che attendere con ansia il 6 di giugno, data di lancio del gioco sulle tre piattaforme di riferimento. Speriamo bene.

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