The Park 02

The Park

PC

The Park – Provato

Tutti i genitori conoscono bene la paura che sopraggiunge quando uno dei figli sparisce dalla vista e non si riesce più a trovarlo. Anche solo per qualche secondo, il tempo di girarsi dall’altra parte e ritrovarlo a fissare il nuovo gioco che tanto desidera che gli compriate, o di alzare lo sguardo e vedere che dallo scivolo del parco giochi si è fiondato sull’altalena. Sul filo di questa paura atavica si fonda The Park, il nuovo horror di Funcom, la software house norvegese già autrice dell’ottimo The Longest Journey e dello sfortunato MMO The Secret World. The Park è definito dagli stessi sviluppatori “narrative game”, ovvero un prodotto che poggia tutte le basi sulla trama e sul coinvolgimento del giocatore, a cui si richiede un’altissima concentrazione per le due ore necessarie ad arrivare a leggere i titoli di coda. So che state storcendo il naso perché siamo nettamente al di sotto degli standard per quanto riguarda la durata, ma va detto che The Park incentra l’attenzione sul racconto e sulle emozioni, in modo da non perdersi in quei ridondanti passaggi che molti sviluppatori sono soliti inserire giusto per aumentare il counter delle ore. Qualche tempo fa abbiamo incontrato su Twitch, durante una sessione di gameplay privata, Joel Bylos, direttore creativo del progetto, con il quale abbiamo anche amorevolmente conversato.

CUORE CHE BATTE

The Park ci fa vestire i panni di Lorraine, giovane mamma il cui figlio (che non è Marty McFly) scompare dentro l’Atlantic Island Park, il parco divertimenti che ha chiuso i battenti negli anni ’80, che poi è il medesimo periodo temporale nel quale si svolgono gli eventi di gioco. Il luna park, peraltro, è una delle ambientazioni del già citato The Secret World, costruito dal misterioso Nathaniel Winter, uno dei suoi personaggi secondari. The Park è di base un’avventura in prima persona caratterizzata da interfaccia e interazioni praticamente nulle, in modo da lasciare che tutti i riflettori puntino agli avvenimenti e alle emozioni, senza distrazioni di sorta. Con il tasto sinistro del mouse è possibile prendere in esame oggetti, ruotarli, e cercare indizi; con quello destro, invece, Lorraine lancia urla e chiama suo figlio, sperando che le risponda.

Le urla della madre sono l’espressione empirica di uno stato mentale alterato e del terrore che la assale lentamente ma inesorabilmente nel corso del gioco. Quando i due arrivano al luna park e il bambino si allontana, Lorraine lo richiama inizialmente con apparente tranquillità; col crescere della preoccupazione la voce si fa più alterata e il tono si alza, diventando quasi un urlo stridulo di dolore. Un dettaglio, questo, che potrebbe passare inosservato, non fosse che contribuisce ad alimentare una crescente aurea di suspance e di empatia con la protagonista. L’effetto sul giocatore quando succede qualcosa di strano o di spaventoso è amplificato dal fatto che lo schermo comincia a pulsare seguendo il ritmo del cuore di Lorraine e la musica va in lento ma inesorabile crescendo.
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TRA PAURA E ANSIE CALCOLATE

The Park dunque è un titolo horror, ma la paura che viene indotta non è quella che ci fa saltare sulla sedia, come succede in titoli come Outlast o Soma, giusto per citare due dei più celebri prodotti del genere degli ultimi tempi. Ovviamente, ci sono momenti in cui si sussulta – e come potrebbero non esserci! – ma non rappresentano i punti chiave del gameplay, che invece si basa su ansia, smarrimento, sgomento e terrore, quattro sentimenti che tirano la corda da un lato, mentre dall’altro interviene la verità che viene a galla poco alla volta.

Da questo punto di vista, l’ambientazione del parco divertimenti decrepito calza a pennello: gli sviluppatori di Funcom hanno messo in piedi una baracconata (nel vero senso della parola) decadente, sfasciata, con pupazzi pieni di gioiose lampadine colorate, ma che al buio e nella solitudine di una madre alla ricerca del figlio perduto fanno un altro effetto. La statua di Chad The Chipmunk che si vedrà spesso nel gioco, è la dimostrazione più evidente: una mascotte innocua e con un bel sorriso stampato sulla faccia, ma che in mezzo agli alberi e illuminata dalla luna palesa una ghignata inquietante.
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UN GIRO DI GIOSTRA?

Tutte le giostre del parco sono utilizzabili. È possibile salirci sopra e farci un giro, mentre si colgono i pezzi di storia che ognuna porta in seno; a ben guardare, si potrebbe persino scorgere una figura misteriosa dentro alla cabina di controllo che le aziona. Anche il parco è liberamente esplorabile, tanto che esiste una mappa per orientarsi: detto questo, come ci ricorda Joel, la storia segue una linea ben precisa che impone una sola strada, ovvero quella intrapresa dal figlio di Lorraine prima di noi e di cui dobbiamo seguire le orme. Nulla, ovviamente, toglie la possibilità di andare altrove: il mondo di The Park è ricco di dettagli che, se assemblati, inscenano un secondo livello di narrazione che si sovrappone al principale, nel quale si uniscono i pezzi degli avvenimenti di Atlantic Island Park. Allo stesso modo, non mancano inevitabili richiami e allusioni a The Secret World, anche se potranno essere colti solo da coloro che hanno speso parecchio tempo tra le sue lande.

L’idea di The Park, ci racconta Joel, inizia 6 mesi fa, con un ristretto gruppo di sviluppatori che si diverte con l’Unreal Engine 4 e che realizza le prime location quasi per gioco. Da quel momento il progetto prende corpo, il telaio della storia si delinea sempre più chiaramente e le persone coinvolte aumentano, fino ad arrivare al team odierno. The Park sarà disponibile su Steam il 26 ottobre a € 9,90, un prezzo adeguato alla durata e a una proposta ludica che di certo non stimola un eventuale secondo giro di giostra, salvo per i completisti che hanno lasciato indietro qualche oggetto. The Park, almeno inizialmente, sarà disponibile solo in inglese: Funcom promette di tradurre almeno i sottotitoli, ma tutto dipende da come andranno le vendite, e comunque la cosa accadrà solo in un secondo momento. Joel, al termine del nostro incontro, ci anticipa che se tutto dovesse andare per il meglio, come loro sperano, potrebbero pensare a una serie di videogiochi sul genere: dopotutto, The Secret World possiede tantissime location e possibilità da sondare.

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