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FIFA 18

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FIFA 18 - Provato

Come è noto (qui la recensione, nel caso), rientro nel novero di coloro che hanno trovato FIFA 17 un ottimo titolo se giocato offline (escludendo il problema della CPU un po’ troppo infallibile ai livelli di difficoltà alti) o assieme ad amici amanti del “bel giuoco”, ma con l’eccessiva propensione a favorire i dribblomani al momento di calcare i difficili terreni del multiplayer online. Ci ho provato per tutto l’anno, di tanto in tanto, a tornare sui server per verificare se col tempo la situazione fosse cambiata, ma non c’è stato niente da fare: è una vera impresa trovare utenti che cerchino di giocare a pallone e non si lascino attrarre dalle sirene del calciatore veloce e tecnico cui dare la palla e fargli puntare la porta a botte di zigo-zago, e la cosa non mi piace neanche un po’. Mi fa imbestialire, a dirla tutta. È stato quindi con sommo piacere che ho accettato l’invito di Electronic Arts a partecipare al consueto Producer Tour pre-E3, così da mettere le mani su una versione preliminare di FIFA 18 e farmi una prima, sommaria idea dei cambiamenti che troveremo nella versione finale, prevista al solito durante il mese di settembre.

REATTIVO A DIR POCO

Vi dico subito che non posso sciogliere alcun dubbio a proposito di quanto scritto poco sopra: le partite che ho portato a termine si sono svolte in un clima più che amichevole, con gli altri giornalisti che hanno assecondato la mia atavica voglia di costruire l’azione, anziché forzarla sfruttando le proprietà “ludiche” del simulatore calcistico griffato EA Sports. Per avere certezze, in tal senso, ho il sospetto toccherà attendere un codice review e l’apertura del server, al netto del fatto che – come accade tutti gli anni – mi aspetto che la versione finale di FIFA 18 sia comunque assai diversa da quella messa a disposizione dal team di sviluppo durante il Producer Tour. D’altronde, molto spesso capita che perfino la demo pubblicata un paio di settimane prima del lancio si comporti in maniera diversa dal prodotto definitivo!

Prima di sciorinare nomi e novità, voglio subito darvi qualche sensazione “pad in mano”, su una demo che prevedeva la presenza di ben otto squadre: Real Madrid, Juventus, Atletico Madrid, Chelsea, Toronto, LA Galaxy, PSG e le due compagini di Manchester. La prima cosa da dire è che, nel mio essere abituato a giocare su Xbox One, ho trovato quantomeno strano affrontare le partite impugnando un DualShock. Le postazioni erano tutte arrangiate con PlayStation 4 Pro: questo fatto, unito alla presenza del logo della console Sony in ogni dove e all’annuncio che tutte le Leggende di FIFA Ultimate Team non saranno più un’esclusiva Microsoft (ma vedranno invero la luce su tutte le piattaforme), sottolinea ulteriormente come Electronic Arts abbia voltato pagina dal punto di vista degli accordi commerciali, con buona pace della casa di Redmond e per la gioia di tutti i giocatori che popolano la serie su piattaforme diverse da Xbox One.

Cristiano Ronaldo è la cover star di FIFA 18

FIFA 18 mi è parso clamorosamente più votato alla reattività rispetto al precedente episodio

La seconda cosa da sottolineare è che FIFA 18 mi è parso clamorosamente più votato alla reattività rispetto al precedente episodio. Quando questo sia un bene o un male (soprattutto nell’ottica di quanto vi ho esposto a inizio articolo) lo scopriremo solo vivendo, ma è evidente l’intenzione degli sviluppatori di metterci in mano un prodotto che non ci costringa più a ragionare continuamente sui tempi di reazione. Per tradurre tutto in termini più tecnici, il Motion Technology System di FIFA 18 si occuperà di interpretare in nostri comandi “frame by frame” e non più “step by step”, come invece succedeva in FIFA 17. In questo scenario, anche solo muovere il giocatore con lo stick analogico sinistro permetterà di operare finezze e piccoli spostamenti istantanei prima impossibili, sia offensivamente, sia difensivamente. A integrazione di questo importante cambiamento ci è stato mostrato come gli atleti avranno movenze diverse a seconda dell’altezza, oltre che in relazione ai soliti parametri distintivi. Questo aspetto, assieme a quanto detto poco fa a proposito del Motion Technology System, è apparso un game changer importante anche solo con qualche amichevole sulle spalle, proprio come il nuovo sistema di gestione dell’Intelligenza Artificiale dei compagni, basato certo sulle solide fondamenta di quello dello scorso anno, ma qui impreziosito da alcune finezze; in particolare, ho trovato davvero clamorosa la routine di occupazione degli spazi a centrocampo, dove i nostri compagni seguono l’azione e, all’occorrenza, arretrano o bloccano la corsa anziché avanzare, così da aprire una linea di passaggio più comoda.

Solo il tempo ci dirà se queste novità ci restituiranno un videogioco calcistico più spinto verso la simulazione o, al contrario, aumenteranno le possibilità ludiche a discapito del realismo: quel che è certo è che il team di sviluppo ha sicuramente ritoccato in modo importante il modello fisico, anche perché hanno avuto sicuramente più tempo per prendere confidenza con il Frostbyte, che in FIFA 17 ha fatto il suo esordio nella serie ma che solo in FIFA 18 sembrerebbe esprimersi finalmente al massimo delle potenzialità.

NON SOLO CRISTIANO

Come ormai sanno anche quei sassi che placidi stanziano in fondo alla Fossa delle Marianne, il testimonial di quest’anno di FIFA 18 è Cristiano Ronaldo, fresco vincitore della Champions League col Real Madrid e candidato accreditato alla vittoria dell’ennesimo Pallone d’Oro della carriera. L’asso portoghese è stato oggetto di un’intensa sessione di motion capturing, evidentissima sul campo in quanto alle inconfondibili posture da fermo e in corsa. Più in generale, tutto FIFA 18, dal punto di vista grafico, dona l’impressione che gli sviluppatori abbiano finalmente padroneggiato il Frostbite, anche se nel fantastico giochino dei paragoni va segnalato come la demo su cui ho messo le mani girasse su PlayStation 4 Pro, laddove ancora non è chiaro come (e se) il gioco ne sfrutterà la potenza aggiuntiva.

Cristiano Ronaldo è la cover star di FIFA 18

Il team di sviluppo ha sicuramente ritoccato in modo importante il modello fisico

A ogni modo, la visione d’insieme è clamorosa. Il pubblico è assai più vivo che in passato, con molti meno spettatori copia/incollati e, soprattutto, più capaci di reagire alle situazioni in campo. Un esempio? Segnate un gol e provate a festeggiare a ridosso delle balaustre della curva, e vedrete gente correre giù dalle gradinate per accalcarsi nei pressi del vostro marcatore. Anche il sistema di illuminazione è stato rivisto in modo importante, un fatto percepibile soprattutto nei match di giorno, dove il passaggio dalle zone di sole a quelle in ombra avviene in maniera naturale e “morbida”, senza che l’occhio ne rimanga offeso. Un gran lavoro, poi, è stato fatto sulla resa dei volti, almeno dei calciatori più noti: nulla che infici il gameplay, s’intende, ma di certo chi ama perdere qualche minuto nei replay troverà grandi motivi di soddisfazione.

Due paroline conclusive su The Journey, la seconda parte della storia di Alex Hunter che abbiamo iniziato (e brutalmente interrotto) in FIFA 17 e che in FIFA 18 vedrà la bellezza di sei atti, ognuno con obiettivi ben precisi da portare a termine. Stando alle parole degli sviluppatori, i nostri comportamenti modificheranno in modo importante l’andazzo; inoltre, le “ospitate” di calciatori famosi dovrebbero essere aumentate di numero, a cominciare dallo stesso Ronaldo; infine, ci sarà data la possibilità di personalizzare il look di Alex, cambiandogli i vestiti, modificandone la pettinatura o anche ricoprendolo di tatuaggi (Icardi e Nainggolan, siete avvisati!).

FIFA 18 sarà disponibile su PC, Xbox One e PS4 a partire dal prossimo 29 settembre. Chi avrà prenotato il gioco potrà metterci le mani sopra a partire dal 26 settembre, mentre se avete attivo un abbonamento EA Access la data del calcio d’inizio è fissata per il 21 settembre.

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