Mario + Rabbids Kingdom Battle e3 2017 apertura anteprima

Mario + Rabbids: Kingdom Battle

Switch

Mario + Rabbids: Kingdom Battle - Provato

Signori e signori, quest’anno il gioco più figo dell’E3 viene dall’Italia! Ubisoft Milan ha celebrato al meglio 25 anni di collaborazione tra l’azienda francese e Nintendo tirando fuori dal cilindro una roba davvero fuori di testa. Come dare torto a Shigeru Miyamoto quando ha pubblicamente fatto i complimenti a Mario + Rabbids: Kingdom Battle? Davide Soliani e il team milanese, ancora stordito per quanto accaduto durante la conferenza, sono stati investiti dall’entusiasmo di ogni giornalista passato a provare la demo, e a ben vedere. Siamo davanti non solo a un divertentissimo e folle mash-up tra il mondo di Super Mario e quello dei Rabbids, ma anche a un gioco che riesce a declinare, senza prendersi troppo sul serio, un tattico a là XCOM, pur non rinunciando alla profondità e alla complessità dell’esperienza.

A CACCIA DI CONIGLI IMPAZZITI

Come ampiamente appurato durante la conferenza, Mario + Rabbids: Kingdom Battle parte da un presupposto tanto semplice quanto folle: con la loro lavatrice spazio-temporale i Rabbids hanno aperto un varco nel tessuto dimensionale e hanno invaso il mondo Fungo, creando ovviamente scompiglio come il loro solito e portandosi dietro oggetti strani come water giganti (true story). Come se non bastasse, alcuni coniglietti sono impazziti e mettono a repentaglio la tranquillità del regno, minacciando i suoi abitanti. Super Mario, con la classe e la pazienza da campione che lo contraddistinguono, decide di sistemare tutto, partendo per un viaggio accompagnato da volenterosi conigli, per l’occasione vestiti da amici di sempre come Peach e Luigi (poi nel corso dell’avventura arrivano anche quelli “veri”, eh!).

Mario + Rabbids: Kingdom Battle non è solo battaglie, benché ovviamente queste rappresentino il fulcro del’esperienza

A comandare il party, in realtà, sarà sempre il giocatore tramite Beep-O, un coniglietto robot che funge da cursore e che durante le fasi di esplorazione traina i personaggi, mentre in combattimento si comporta da puntatore per selezionare la casella dove spostare ogni membro del gruppo. Se durante la conferenza la fase esplorativa mi aveva lasciato un po’ freddino, giocandoci in realtà acquista tantissimo senso, intanto perché i livelli sono curatissimi in termini di design e degli extra puramente narrativi e opzionali che nascondono, ma perché sono anche pieni di passaggi segreti, sfide ed enigmi da risolvere. In quello provato da me c’era un labirinto che nascondeva monete da collezionare per ottenere un forziere, ma anche un sistema di tubature che mi ha dato accesso a una sfida a tempo per nulla banale e, infine, una zona a piattaforme rotanti dove perdersi qualche extra è fin troppo facile. I mondi sono ben 10 e siccome il gioco è pieno zeppo di cose da sbloccare sarà possibile tornare anche sui propri passi per conquistare tutti i collezionabili e le monete. Insomma, Mario + Rabbids: Kingdom Battle non è solo battaglie, benché ovviamente queste rappresentino il fulcro del’esperienza.

XCOM: MARIETTO

Tutte le battaglie saranno affrontate da una squadra di tre personaggi, ognuno dotato di abilità personali (alcune uniche di default e altre sbloccabili tramite uno skill tree ancora non svelato) e un’arma principale, che può essere acquistata ed equipaggiata in ogni momento tramite uno shop interno al menu, dove spendere le monete collezionate. Le armi, ovviamente, non sono esattamente standard, ma possono offrire bonus quali danni elementali, esplosioni in grado di spostare fisicamente i nemici sulla mappa ed effetti collaterali come una valanga di miele che impiastriccia i mostri e li rende immobili.

Il character design è davvero sublime e si esprime soprattutto con piccole animazioni di reazione agli avvenimenti sullo schermo

Una volta scesi sul campo di battaglia ci troviamo in arene spesso mutlivello, pensate per essere sfruttate al meglio tramite il dominio dell’altezza (si ha un bonus per i colpi inferti dall’alto) e soprattutto un uso intelligente delle coperture, mezze o piene che siano. Non mancano elementi bonus come coperture infiammabili, esplosive o respingenti; ogni mossa va pianificata al meglio per portare il massimo risultato a casa e la pellaccia in salvo. Ogni turno è composto da due fasi intercambiabili come ordine di esecuzione: movimento e attacco, ed è la prima a riservare sorprese maggiori. Come novelli gemelli Derrick, infatti, possiamo sfruttare la catapulta infernale della propulsione delle gambe (o zampe) di un personaggio per saltare e allungare di molto il range di movimento, oppure possiamo decidere di colpire un nemico con uno scatto prorompente prima di nasconderci dietro una copertura. Se a questo aggiungiamo lo sfruttamento dei tubi come passaggi segreti e una varietà di nemici in grado di sfruttare l’ambiente in maniera più o mento brillante, è chiaro che Mario + Rabbids: Kingdom Battle, per quanto accessibile, si rivela ben più complesso di quanto non faccia pensare il suo essere estremamente colorato e divertente. Chiaro, in futuro ci sarà da capire quanto rappresenterà una sfida soprattutto per chi mastica strategici tattici, ma questo non erode l’incredibile originalità e bellezza del sistema studiato dal team italiano, che ha curato davvero ogni dettagli nel corso di tre anni di sviluppo.

A sottolineare la maniacale dedizione del team c’è anche un comparto tecnico di tutto rispetto, con il motore grafico Snowdrop (quello di The Division) che si è rivelato un incredibile strumento per regalare al gioco una look estremamente morbido e colorato, talmente pulito da far impallidire anche Mario Odyssey (chiaramente, qui non ci sono i 60 fps e generalmente è tutto più semplice) in quanto a vividezza dello scenario. Buono anche il lavoro svolto sull’interfaccia, sempre informativa sugli effetti delle nostre azioni, e sulla mappa, che può essere studiata tramite due visuali diverse. Una nota, infine, sul character design davvero sublime, che si esprime soprattutto con piccole animazioni di reazione agli avvenimenti sullo schermo, con una Peach Rabbid a dominare incontrastata su tutti, che con la sua strafottenza e superficialità si scatta selfie per immortalare le vittorie sui nemici. Applausi. Inutile dire che l’hype per il 29 agosto è già alle stelle.

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