last day of june ovosonico anteprima

Last Day of June

PC PS4

Last Day of June - Provato

Massimo Guarini ha indubbiamente giocato sporco. No non fraintendete le mie parole, nessun gesto negativo da parte di uno dei fondatori di Ovosonico, anzi. Ho semplicemente constatato come, dopo oltre due ore passate in compagnia di The Last Day of June (edito da 505 Games), il game designer mi abbia mandato a casa con un fortissima sensazione di malinconia, ma allo stesso tempo di enorme orgoglio verso un mercato, come quello italiano, che dimostra di avere sempre più carattere e talento.

FRAMMENTI DI UNA MORTE

In The Last Day of June vivremo la storia di Carl e June, una coppia che – senza timore di smentita – ci ha ricordato molto quella di UP, notissimo film di mamma Pixar. Tuttavia, sebbene l’impatto iniziale possa ricordare abbastanza facilmente il lungometraggio animato, l’opera di Guarini si ispira (in parte) a un video del musicista Steven Wilson che, dopo un lungo tira e molla, ha deciso di prendere parte al progetto a livello musicale.

La storia, invece, pesca tantissimo da quelle situazioni in cui una persona è “costretta” a rivivere sempre lo stesso giorno per tentare di modificarlo. In questo caso specifico Carl si troverà costretto a ripercorrere il giorno in cui, dopo un romantica giornata sul molo di un lago, la sua June è morta in un incidente in macchina e lui è rimasto paralizzato e costretto su una sedia a rotelle. Vi assicuro che vorrei fermarmi qui e lasciare a voi il piacere di scoprire una storia che mi ha dimostrato, e sicuramente vi dimostrerà, un tatto incredibile. Un racconto in cui nessuno dei personaggi parla, e tutto viene demandato alla inestimabile e incredibile potenza dei gesti, delle immagini e della musica.

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Il concept alla base dell’esperienza mi ha ricordato tantissimo il film Ricomincio da Capo

Ovviamente, la maturità di un prodotto si misura anche nel modo in cui un determinato gameplay viene inserito all’interno di un contesto narrativo ed emozionale così forte; dopo le due ore di prova, sotto questo aspetto il videogioco di Ovosonico ne esce sicuramente con l’immagine di un lavoro solido. Di fatto ci troviamo davanti a un titolo che, sfruttando una visuale in terza persona, ci chiede di esplorare un determinato ambiente e interagire con gli elementi dello spazio e del tempo attraverso una serie di puzzle. Vi parlo di tempo perché il concept alla base dell’esperienza mi ha ricordato tantissimo il film Ricomincio da Capo con un giovane Bill Murray. In pratica, il giocatore sarà costretto a rivivere più volte lo stesso giorno (quello dell’incidente) da differenti punti di vista e per farlo si servirà di quadri che raffigurano alcuni dei personaggi che popolano il paesino in cui vivono Carl e June. Cosa unisce questi personaggi lascio a voi il piacere di scoprirlo: ciò che vi posso dire è che il gameplay obbliga a passare da un ricordo all’altro, in modo da modificare dei piccoli dettagli che trasformano la giornata di un altro soggetto. The Last Day of June è quindi un gioco di “matrioske” incastonate l’una nell’altra per mezzo di un unico denominatore comune: evitare quel dannato incidente. La mia prova si è conclusa con un plot twist davvero singolare, che mi ha messo addosso l’incredibile curiosità di scoprire dove andrà a parare il plot narrativo nelle sue battute finali.

STILE E MISTERI

Sparse per l’area di gioco troveremo alcune bolle contenenti le facce dei personaggi che, come logica vuole, potranno essere raccolte solamente dai protagonisti diretti. Le bolle saranno cinque per ciascun abitante: una volta raccolte tutte, ci verranno forniti ulteriori dettagli sul background dello stesso. Anche in questo caso non voglio davvero anticiparvi nulla, lasciando a voi il piacere di scoprire quali sono i segreti che si nascondono nel paesino di Carl e June. Ovviamente, anche la coppia nasconde molte cose: queste verranno esplicitate attraverso immagini ospitate all’interno di una sorta di limbo che farà da hub per il passaggio da un quadro di un personaggio ad un altro.

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The Last Day of June è caratterizzato da una serie di scelte stilistiche molto particolari

The Last Day of June è caratterizzato da una serie di scelte stilistiche molto particolari, evidenti già dopo una prima occhiata ai trailer pubblicati sinora. Il comparto grafico è assolutamente piacevole, con uno stile che ricorda molto quello dell’acquarello e che aggiunge al tutto un tocco poetico, aumentando ulteriormente la percezione narrativa. La versione provata era purtroppo in lingua inglese, ma essendo The Last Day of June un titolo che basa tutto sulla musica e sui gesti dei personaggi, non ho sentito assolutamente la necessità di una localizzazione. Detto questo, nella versione finale tutti i menù e le scritte a schermo verranno, probabilmente, tradotte in italiano.

The Last Day of June ha fatto centro, colpendo dritto al mio cuore. Lo stile e la narrativa sono davvero intriganti, così come mi hanno sfiziato alcune scelte operate dal team di sviluppo, di cui preferisco non raccontarvi nulla per non rovinarvi la sorpresa. L’appuntamento è fissato al prossimo 31 agosto su PC e PS4.

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