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RUINER

PC

RUINER - Provato

Il gioco di Reikon Games. mi ha attirato come un implacabile magnete digitale, con il suo cyberpunk un po’ malato che vedevo campeggiare sulle pareti degli spazi Devolver Digital alla gamescom di Colonia, raffigurante il volto di un misterioso personaggio coperto da una maschera nera, con stringate frasi in caratteri computerizzati che passavano sul suo criptico volto, schizzi di sngue su pezzi di tecnologia di ogni tipo. Chi mi conosce sa che queste cose, per quanto non rassicuranti sul mio stato mentale, mi mandano sempre in brodo di giuggiole. Giuggiole di silicio, come nutrimento per la mia fame di fantascienza e cattivissimi gameplay d’azione.

TIME TO WAKE UP

L’hype personale non è per nulla calato dopo la prova: essenzialmente si tratta di un brutale e serratissimo action con visuale dall’alto, il cui fascino narrativo arriva al cervello in forma quasi subliminale, senza fronzoli o vere spiegazioni. Al misterioso protagonista viene ordinato di “uccidere il boss”, facendosi largo per una metropoli del futuro dall’aspetto oscuro e psichedelico; da alcuni dettagli si può percepire che qualcuno o qualcosa sta incasinando il cervello del nostro (anti?)eroe, ma niente altro viene comunicato se non, appunto, la necessità quasi compulsiva di procedere verso l’obiettivo.

il fascino narrativo di RUINER arriva al cervello in forma quasi subliminale

Lo schema di gioco è semplice, ma non per questo facile da affrontare: a fronte di un vastissimo sistema di abilità attive, come lo scudo d’energia e i velocissimi movimenti di dash concatenabili, dovremo procedere tra i punti di ricarica dell’energia e della salute, nonché tra le continue orde di scagnozzi e potenti mercenari corporativi, raccogliendo continuamente oggetti d’offesa fino all’esaurimento delle munizioni, o al ritrovamento di un’arma melee più efficace (katane come se piovessero, se ve lo state chiedendo).

Velocità dell’azione e stile costantemente sopra alle righe riportano un pochetto a Hotline Miami e SUPERHOT, ma non per il significato del gameplay: la difficoltà è sempre molto alta, e anche il citato utilizzo “mordi e fuggi” delle armi richiama i lavori di Dennaton Games e SUPERHOT Team (così come, nel primo caso, la galvanizzante musica elettronica sparata nelle orecchie); non sono presenti, tuttavia, sfumature acton-puzzle che possano rendere davvero sensato il paragone, se non per il fatto che si muore un sacco di volte e che, alla fine di ogni missione, si viene giudicati con la classica lettera “prestazionale” ampliando, sull’onda della sfida, la longevità dell’esperienza. La durata del gioco dipende anche da questo: in modalità facile dovrebbe assestarsi sulle sei ore, ma già in quella normale l’impegno richiesto viene duplicato e potrebbe diventare folle al più alto livello di difficoltà, secondo lo sviluppatore completabile in una ventina di ore.

RUINER è il nuovo sparatutto cyberpunk di Devolver Digital

alla fine di ogni missione si viene giudicati con la classica lettera “prestazionale”

Avrei voluto consegnare a RUINER la nominee di TGM per il miglior gioco di gamescom, ma lo stato quasi onirico dell’ultimo giorno di fiera mi ha fatto dimenticate il proposito (nel giro di minuti, impegnati a far complimenti allo sviluppatore). Ciò non toglie che nella mia testa sia così, e che non veda l’ora di provare il lavoro completo, peraltro senza aspettare molto: l’uscita di RUINER su PC, Xbox One e PS4 è prevista per il prossimo 26 settembre.

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