Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea – Recensione

PS Vita

Se chiedete a un fan della serie Atelier quale sia il suo capitolo preferito, probabilmente nominerà Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea. Capitolo finale della saga ambientata nell’universo di Dusk dopo Atelier Ayesha e Atelier Escha & Logy, Atelier Shallie ha saputo colpire gli appassionati con un character design squisito ad opera dell’artista noto come Hidari e ad un’adorabile coppia di protagoniste. Chiedete alla stessa persona qual sia stata la sua più grande delusione nella saga firmata Gust, e quasi sicuramente nominerà lo stesso gioco. Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea doveva essere la conclusione della trilogia, ma lasciava in sospeso diversi quesiti legati a personaggi del passato che – presumibilmente – si sarebbero dovuti presentare sul palcoscenico in una spettacolare reunion e svelare i segreti dell’universo di Dusk. Domande senza risposta unite a un filo narrativo non particolarmente grintoso, invece, hanno lasciato un sapore agrodolce agli alchimisti di Dusk, desiderosi di un finale degno dei loro sforzi.

ALCHEMISTS ASSEMBLE!

Quanto sopra, almeno, fino alla qui presente versione Plus, pubblicata in Giappone sulla stessa PS3 che aveva ospitato il capitolo “vanilla”, e giunta nel vecchio continente sugli schermi della bistrattata PS Vita. In questa versione Plus rivisitata, del titolo pubblicato originariamente nel 1994, Gust ha inserito alcuni interessanti extra che potrebbero valere un ennesimo viaggio nelle lande di Dusk, a seconda del vostro attaccamento al gioco.

Atelier Shallie Plus Alchemists of the Dusk Sea immagine PS Vita 01L’aggiunta più importante è sicuramente la presenza di Ayesha (da Atelier Ayesha: The Alchemist of Dusk) e Logy (proveniente invece da Atelier Escha & Logy). Si tratta di una coppia di personaggi amatissima, integrata nella narrativa di Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea grazie a nuove sequenze ed eventi dedicati mirati a fare luce su diverse questioni rimaste irrisolte, e che – ovviamente – potrete includere nel party quando arriverà il momento di menare le mani.

Nel codice della versione plus sono incorporate tutte le patch e, come extra, potrete utilizzare immediatamente tutti i DLC disponibili tra boss e costumi

Nel codice sono incorporate tutte le patch pubblicate per scongiurare i fastidiosi rimandi alla dashboard che avvenivano principalmente durante l’alchimia e, come extra, potrete utilizzare immediatamente tutti i DLC disponibili tra boss e costumi, questi indossabili già in partenza nell’apposito camerino. Quindi, volendo, potrete vivere da subito un’epica avventura nell’universo di Dusk con un gruppo di avventuriere in bikini… perché sì. Detto questo, vale la pena investire ancora decine di ore in un gioco di ruolo non più attualissimo? Affermativo, anche se la versione portatile non si presenta in gran spolvero, a onor del vero: i modelli poligonali dei protagonisti (impreziositi da splendide texture all’acquerello) spiccano come non mai sull’eccellente schermo OLED di PS Vita, ma il frame rate è qualcosa di tremendo. La prima volta che ruoterete la telecamera all’interno della cittadina di Stellard, infatti, la fiaba narrata dalla splendida introduzione si trasformerà in un brutale ritorno alla realtà, esacerbato dalla resa dei fondali generalmente spogli e privi della cura stilistica che invece contraddistingue i personaggi. Va un po’ meglio visitando le altre locazioni in giro per il mondo, caratterizzate da una fluidità più accettabile, ma resta il dubbio che un’ottimizzazione più scrupolosa sarebbe stata tranquillamente alla portata della piccola console Sony.

ATELIER, COSA?

Qualora siate novellini al primo, timido esordio con la storica serie di Gust, niente paura: Atelier Shallie Plus: Alchemists of the Dusk Sea ha qualcosa anche per voi. La storia si presenta infatti sufficientemente abbordabile e godibile anche per chi non ha mai toccato un Atelier in vita sua; certo, perderete richiami e citazioni sparsi qua e là, tuttavia è davvero difficili trovarsi spaesati, grazie anche al capitolo introduttivo che svolge un egregio lavoro nel presentare la minaccia che incombe sul mondo e le due eroine.

Atelier Shallie Plus Alchemists of the Dusk Sea immagine PS Vita 06

Inizialmente complessa, la creazione diventerà mano a mano più semplice

Shallistera e Shallotte, è vero, condividono il soprannome Shallie, ma non potrebbero essere più diverse: la prima è la figlia del capo villaggio di Lugion, in viaggio per scoprire il motivo della siccità che affligge il suo paese, mentre l’altra è alla ricerca della grande occasione, intrappolata suo malgrado nella routine giornaliera che la vede intenta a raccattare rifiuti senza particolari sbocchi professionali. Inizialmente, sarà possibile scegliere chi impersonare, una decisione che decreterà parte del cast di comprimari, tuttavia non c’è da aver paura, dato che le due pulzelle incroceranno le strade formando un’adorabile amicizia.

Pur restando generalmente leggera e zuccherosa, la narrazione ha il vantaggio di essere retta dalle azzeccate relazioni tra i vari personaggi, motivo per cui si può chiudere un occhio su uno schema di gioco piuttosto ripetitivo che gira sostanzialmente attorno a due aspetti. Il primo, naturalmente, è l’alchimia, processo attraverso cui le protagoniste saranno in grado di creare davvero di tutto e che rappresenta il tratto distintivo del marchio Gust. Inizialmente complessa, nonostante le buone intenzioni dei frequenti tutorial, la creazione diventerà mano a mano più semplice e avvincente grazie ai talenti e ai tratti che le due Shallie conquisteranno avanzando di livello. La stragrande maggioranza del tempo la si passa quindi visitando le varie locazioni che compongono la mappa del mondo a caccia di reagenti, da procacciare negli appositi punti di raccolta. E questo, giocoforza, porta alla seconda colonna sulla quale il titolo appoggia, ovvero il combattimento.

NE UCCIDE PIÙ LA RAMAZZA CHE LA SPADA

Nonostante non ci si trovi mai davanti ad ostacoli insormontabili, la dinamica è resa comunque interessante dalla barra del burst, una condizione che si innesca riempiendo un apposito indicatore mentre si infiggono danni al nemico, e che permette al party di attaccare con maggiore potenza.

Atelier Shallie Plus Alchemists of the Dusk Sea immagine PS Vita 03

Per la prima volta nella storia della serie, il gioco abolisce l’amato/odiato calendario

Il bello arriva quando ci saranno almeno quattro membri nel gruppo, che costringeranno a disporre le unità su due diverse fila; mentre il fronte attacca regolarmente, i personaggi nelle retrovie rigenerano i punti mana, caricando progressivamente la barra dell’assist. Quando piena, la pressione del triangolo permette di parare i colpi destinati ai tre “titolari” in prima linea, oppure estendere i loro attacchi con tecniche extra. Considerato che durante il burst la barra dell’assist si riempie molto più rapidamente, la sinergia tra le due meccaniche permette di scatenare soddisfacenti danze di morte, con i vari lottatori che alternano continuamente la loro posizione causando danni altissimi e nullificando gli attacchi più feroci, alla faccia anche del più ripido dei tre livelli di difficoltà selezionabili.

È una fortuna che “combattere” e “creare” siano aspetti così riusciti, perché, come già detto, sono il perno dell’esperienza, con le due Shallie oberate in men che non si dica da tantissime richieste che solitamente ruotano attorno alla creazione di un determinato numero di prodotti o allo sterminio di questo o quel mostriciattolo. La buona notizia è che tutto può essere svolto con calma, perché, per la prima volta nella storia della serie, il gioco abolisce l’amato/odiato calendario. Non è più necessario correre a perdifiato per completare le varie missioni, e ognuno dei dieci capitoli può ora essere affrontato con calma. Sebbene questo stravolgimento possa essere inizialmente visto quasi come una blasfemia dai fan duri e puri, ammetto di essermi beatamente goduto il ritmo più rilassato, andando a caccia di reagenti per migliorare le mie doti alchemiche senza scappare da una parte all’altra con il sale sulla coda in una corsa contro il cronometro. Gli obiettivi a tempo sono quindi stati sostituiti dalle “daily task”, missioni principali che devono essere portate a termine per guadagnare l’accesso al capitolo successivo.

Sul fronte sonoro il livello è soddisfacente, con appropriati doppiaggi in inglese e giapponese, incorniciati dalle note di una colonna sonora in perfetto equilibrio fra tracce originali e storiche, queste ultime sapientemente remixate per l’occasione.

Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea è un buon gioco di ruolo, sebbene questa incarnazione portatile possa inizialmente far storcere la bocca a causa di un frame rate vergognoso. Non è particolarmente impegnativo, ma svolge bene il suo lavoro, presentando l’alchimia e il sistema di combattimento migliori della serie, rivelandosi un ottimo punto d’ingresso per i neofiti. Se avete perso il treno su PS3, e non avete paura di togliere la polvere dalla vostra PS Vita, prendetelo tranquillamente in considerazione, altrimenti valutate l’acquisto solo se siete davvero convinti di avere ancora conti in sospeso con il gioco. Non sono sicuro che Ayesha e Logy, da soli, possano bilanciare la mancata fluidità!

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Pro

  • Combattimento e alchimia solidi e interessanti.
  • Aggiunte destinate a chiarire diversi interrogativi lasciati aperti nel gioco originale.
  • Character design e audio azzeccati.

Contro

  • Frame rate deludente, e fondali generalmente poco particolareggiati.
  • Facile, anche al livello di difficoltà maggiore.
  • Ripetitivo nelle meccaniche.
  • Narrazione leggera e priva di carattere, nonostante le integrazioni.
6.8

Sufficiente

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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