Fabio Di Felice

Avete presente quelle persone che sembrano un po’ ciula, ma poi non lo sono affatto? Ecco… non è il caso di Fabio, battezzato in tanti di quei modi da fare il giro (scegliete voi tra De Luigi, Stefano Accorsi o Stanis). Per lo meno ci mette l’anima, nonostante proprio non gli riesca di pronunciare “pala eolica” come a tutti i comuni mortali.

È giusto parlare di etica nei videogiochi?

La mia tesi di laurea era totalmente incentrata sulla figura dell’androide e sull’evoluzione delle Intelligenze Artificiali. Essendo un mezzo filosofo, un mezzo letterato e pure un mezzo “che ne so”, gli aspetti analizzati non erano tanto quelli tecnici relativi alla possibilità di dar vita a una macchina semi-umana, quanto quelli teorici. Uno degli argomenti più interessanti era legato al concett...[Continua]

Che motivo c'è di odiare i walking simulator?

Mi capita sempre più spesso di ritrovare nelle recensioni e nelle opinioni di amici e conoscenti le parole walking simulator come aggettivo denigratorio nella descrizione di un videogioco. Come a dire: è solo un walking simulator. Una definizione nata già con un pizzico di sdegno (perché – con tutta la buona volontà – chiamare un videogioco “simulatore di passeggiate” è tutto tranne che lusinghier...[Continua]

8

Più che buono

Reigns: Her Majesty - Recensione

Quando ho scoperto il primo Reigns ero a Colonia, con l’allegra banda di TGM. Di ritorno da una delle distruttive giornate su e giù per la fiera, steso sul divano in fin di vita, ho scaricato questo nuovo giochino di cui tutti parlavano. Ho passato tutta la serata azzeccato sui tarocchi digitali, cercando di superare il record di Davide e degli altri amici. Una droga: non solo il sistema era spass...[Continua]

Fanservice, sì o no?

Parliamo un attimo di cose serie, io e voi. Parliamo del fanservice. Ultimamente mi sono trovato a discutere animatamente con un bel po’ di amici: la pietra dello scandalo è stata Xenoblade Chronicles 2 e, soprattutto, la quantità di fanservice che – a loro dire – rendeva il gioco fastidioso. GIacché voglio sapere il vostro parere, lanciando questo super sondaggione universale, vi racconto cos’è s...[Continua]

Devilman Crybaby - Recensione

Go Nagai è uno dei nomi più importanti nell’ambito dei fumetti giapponesi e Devilman, insieme a Mazinga, è probabilmente la sua opera più conosciuta e amata. Nonostante abbia visto la luce quasi 50 anni fa, il capolavoro del maestro mantiene ancora oggi la sua carica eversiva e resta attuale in tutta la sua crudezza e nella profonda sfiducia verso il genere umano. Quando Netflix ha commissionato u...[Continua]

Come tornare adolescente grazie ai JRPG

Come ogni trentenne passato attraverso l’epoca PSX, sono cresciuto insieme ai protagonisti dei miei giochi di ruolo giapponesi preferiti. Sulla console Sony ne divoravo uno dopo l’altro: dai più conosciuti, come i Final Fantasy, ai meno noti come Legend of Legaia, Guardian’s Crusade, Wild Arms, Suikoden e The Legend of Dragoon. Ne ero assolutamente dipendente: se un videogioco non aveva un s...[Continua]

La mia storia con Animal Crossing: da quando mio papà ha fuso il GameCube alle microtransazioni di Pocket Camp

Il primo Animal Crossing è stata la ragione per cui ho comprato un Nintendo GameCube. All’epoca, l’idea del gioco basato sull’orologio interno della console per stabilire il ciclo vitale dei personaggi mi sembrava una rivoluzione. Altro che Tamagotchi: questi festeggiavano il Natale, Halloween e perfino il mio compleanno! Andavano a dormire a una certa ora, si svegliavano, la domenica facevano il ...[Continua]

Il Sol Levante è la patria dei videogiochi mobile

Sono tornato appena da qualche giorno dal mio primo viaggio in terra giapponese. È stata la prima esperienza in un posto che ho sempre sentito mio, come inevitabile conseguenza di una vita passata in compagnia di icone nate lì, tra videogiochi, anime e fumetti. Una volta a Tokyo, quindi, non ho potuto fare a meno di studiare i comportamenti del popolo giapponese nei confronti dei videogiochi, e ne...[Continua]

Perché non ho mai tempo per ricominciare i miei videogiochi preferiti?

È il dramma che il giocatore moderno affronta giornalmente: alcuni lo chiamano backlog (anche se come vi ho raccontato una volta, secondo me, il backlog non esiste), altri – come me – lo considerano alla stregua di quella pila di libri sul comodino che leggeranno un giorno lontanissimo. Peccato che nel frattempo si continui a comprare (giochi e libri) e la pila cresca e non si smaltisca mai abbast...[Continua]

7

Buono

The Solus Project - Recensione

Esattamente un anno fa sono andato in vacanza sulle morbide colline di Gliese-6143-C: località graziosa, bel mare, spiagge pulite, poco turismo, forse un po’ monotona. Si tratta dell’ambientazione di The Solus Project, survival esplorativo spaziale “atterrato” da 12 mesi su Steam dove ha riscosso un certo successo tra gli appassionati di sci-fi. Io l’ho apprezzato e recensito con grande piacere. A...[Continua]

L’Italia nel mondo dei videogiochi è ancora uno stereotipo

Abbiamo imparato a conoscere Tokyo come le nostre tasche grazie alle migliaia di giochi giapponesi ambientati nella capitale del Sol Levante. Ve ne parlavo un editoriale fa: sto preparando un viaggio verso la capitale giapponese e mi rendo conto di conoscere molte delle strade e delle attrazioni in città esclusivamente grazie alla mia passione per i videogiochi. Allo stesso modo, tutti abbiamo bat...[Continua]

Kingsman: il Cerchio d’Oro - Recensione

Kingsman: Secret Service è stato come uno di quegli amori che crescono d’intensità nel tempo: nascono come un blando interesse, continuano con un focoso corteggiamento e, infine, sbocciano grazie a uno o due momenti chiave che cambiano faccia al rapporto. Le due scene che mi hanno conquistato sono il massacro all’interno di una chiesa americana in cui dei bigottoni vengono trucidati a ritmo di “Fr...[Continua]

  • 1
  • 2
  • 9

Password dimenticata