Roberto Turrini

Il fatto che la moglie abbia accettato di avere un marito con dei seri problemi di dipendenza da giochini elettronici, la dice lunga sui compromessi ai quali è dovuto scendere pur di evitare che la sua collezione di cartucce finisse misteriosamente nel bidone della spazzatura. Il suo sogno è quello di arricchirsi facendo un lavoro appagante, anche se chi lo conosce sostiene che sarebbe disposto a diventare semplicemente ricco. Nel mentre, trascorre la domenica mattina facendo le pulizie di casa, ipotizzando cosa accadrebbe se alla sua porta bussassero Elena Fisher e Liara T'Soni, insieme.

Indie Breaking Bad

Quando nel 2012 Robert Kirkman ritirò dalle mani di Zoe Saldana il premio per il gioco dell’anno agli Spike Video Game Awards, Telltale Games era uno studio con un organico inferiore alle 100 persone. Sul palco salirono anche i cofondatori – ex dev di LucasArts – Kevin Bruner e Dan Connors, seguiti dai game designer Sean Vanaman e Jake Rodkin, responsabili del gioco. L’emozione provata in qu...[Continua]

Life is Strange 2 - Episodio 1: Roads - Recensione

Il codice review del primo episodio di Life is Strange 2 è arrivato accompagnato da un documento di ventidue pagine scritto dal team di sviluppo per introdurre l’ambientazione della seconda stagione di una serie che tanto aveva scaldato i nostri cuori nel 2015. Viene spiegato perché si sono allontanati da Max e Chloe e che l’intento è quello di portare la narrazione interattiva a un livello superi...[Continua]

6

Sufficiente

We Happy Few – Recensione

Che We Happy Few avrebbe dovuto essere qualcosa di diverso lo sanno tutti. Un po’ survival, un po’ Dishonored, un po’ Bioshock: a conti fatti non serve dilungarsi troppo nel raccontare la sua genesi dato che con i “se” non si fa la storia e i 60 euro chiesti al day one sono tanti “oggi”. Basterà dire che appartiene al genere degli immersive sim, ossia esperienze ambientate in mondi più o meno cred...[Continua]

8.2

Più che buono

The Spectrum Retreat – Recensione

The Spectrum Retreat è stato sviluppato sul prototipo che valse a Daniel Smith, allora diciottenne, il Game Making Award ai BAFTA 2016 per la categoria Young Game Designer 15/18. Stiamo parlando di un concept non dissimile da quello già visto in Portal o The Talos Principle, per quanto alle spalle delle IP appena citate ci fossero team del calibro di Valve e Croteam, mentre Dan è stato supportato ...[Continua]

8.5

Più che buono

Unravel Two – Recensione

Quando nel 2015 Martin Sahlin presentò Unravel sul palco di EA in occasione dell’E3, tutta la stampa rientrò a casa portandosi nel cuore quella sincera emozione che, quasi empaticamente, il Creative Director di Coldwood Interactive era riuscito a trasmettere. Si accalcarono news piene di amore per quel piccolo Yarny di lana che, livello dopo livello, andava a raccontare una storia toccante e poeti...[Continua]

7.5

Buono

Inked – Recensione

Per farla semplice, Inked è un puzzle platform che sfrutta il collocamento arbitrario di figure geometriche solide per risolvere enigmi ambientali. Al suo arco, però, ha due frecce che in parte mitigano un sistema di controllo farraginoso che gli è costato più di una recensione negativa. In versione vanilla, senza sconti o promozioni da Humble Bundle, il titolo di Somnius Games viaggia sui 17 euro...[Continua]

Informatica fai da te

Ho in mano un cacciavite a stella da 3 millimetri con cui sto svitando l’ultimo tassello del pannello posteriore del mio vecchio portatile da gioco: un Intel Core i5 450M dual core da 2.4 GHz, con tanto di ATI Mobility Radeon HD 5650 e 2 GB di RAM DDR3. Fa sorridere pensarlo oggi alle prese con un Far Cry 5, ma nel 2010 faceva girare Call of Duty: Modern Warfare 2 senza battere ciglio. Mentre racc...[Continua]

L’ambigua sorte dei miei endless game

La mia libreria su PlayStation 4 elenca, in ordine di avvio, No Man’s Sky e The Long Dark. Non credo ci sia bisogno di presentarli, specie a voi che siete hardcore gamer incalliti e di sicuro li avete – o li avrete – spolpati fino all’ultimo byte. Ciò che li accomuna è il fatto di essere giochi senza titoli di coda, qui intesi nella loro concezione più stretta, laddove il gameplay punta tutto su e...[Continua]

6.8

Sufficiente

Extinction - Recensione

Tagliamo la testa al toro e immaginiamoci fin da subito Extinction come fosse la trasposizione videoludica non ufficiale del manga L’Attacco dei Giganti, farcita di scontri a terra in stile God of War, un parkour ispirato ad Assassin’s Creed ed enormi avversari da scalare sulla falsariga di Shadow of the Colossus. Intrigante sulla carta, ma da giocare un po’ meno: vediamo il perché. ARCADE L...[Continua]

Quella scintilla che porta nuovo hardware

Vi scrivo mentre la PS4 è in pausa, con la schermata del menù di World of Warriors che mi guarda ansioso di essere recensito (potete leggerla qui). Mi sono incantato guardando il monitor, arrivato sabato mattina nuovo di pacca e installato mentre il resto della famiglia pranzava. «Papà, tu non mangi?», «Dopo, forse, ma anche no!». Questo il tono della discussione tra chi era in cucina e mi guardav...[Continua]

8

Più che buono

World of Warriors - Recensione

World of Warriors è un gioco tanto semplice da sintetizzare quanto complesso da descrivere nei particolari. Di base si tratta di un time consuming fatto di guerrieri caricaturali che se le danno di santa ragione in piccole arene a suon di combo all’arma bianca e poteri speciali. Il contesto narrativo è minuscolo e fine a se stesso, addirittura accennato solo dal filmato introduttivo che spiega com...[Continua]

Da Burnout Paradise al marketing emozionale

Negli anni ‘90 lo psicologo Bernd H. Schmitt, che ai tempi lavorava come professore alla Business School della Columbia University, teorizzò quello che grandi colossi come Coca Cola e Marlboro stavano già facendo da decenni, ossia vendere alle persone un’esperienza, non un prodotto. Lo chiamò marketing emozionale, specificando che le leve più efficaci su cui agire per orientare un cliente all’acqu...[Continua]

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