Tre manifesti a Ebbing, Missouri - Recensione

La commedia nera è un genere difficile da affrontare: la pellicola risultante può essere rovina o tesoro. I Fratelli Coen hanno saputo trarne il meglio, risultando i migliori sulla piazza, ed è proprio a questo tipo di cinema che si rifà Martin McDonagh, regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, film che ha fatto incetta di premi durante la recente cerimonia dei Golden Globe.

Mildred è una donna che non si dà pace per la perdita della giovane figlia, violentata e brutalmente uccisa. Ancora non c’è un colpevole; i mesi passano vuoti, in uno stato catatonico pressoché totale, finché la scorza non si rompe per far fuoriuscire una rabbia anarchica e incontrollata, insieme alla necessità di smuovere le acque. Mildred comprerà dunque tre grandi spazi pubblicitari alle porte della città su cui farà affiggere tre messaggi distinti, tutti indirizzati alle forze di polizia locali, accusandole di negligenza nei confronti dell’assassinio della figlia. Questa azione darà una scossa all’intera comunità cittadina, mostrandone il meglio così come il peggio.Tre manifesti a Ebbing Missouri immagine Cinema 02Martin McDonagh firma un’opera assai complessa e raffinata: non c’è pietà nella storia, soltanto un labile confine che l’anarchia della protagonista sembra scavalcare più volte per raccontarci una vicenda costruita sui paradossi e i difetti umani, che mettono in luce contraddizioni e bugie, tanto dei protagonisti quanto della cittadina. I tre cartelloni pubblicitari, quindi, sono lo specchio con cui chiunque entri o esca dal paese deve confrontarsi, una superficie riflettente dove rimirarsi e soffermarsi a meditare, perché la polizia protegge una comunità pacifica, che nondimeno ha tra i suoi abitanti un mostro omicida: tacere o far passare il tempo non riempirà certo il vuoto della famiglia di Mildred.

I tre cartelloni pubblicitari sono lo specchio con cui chiunque entri o esca dal paese deve confrontarsi

Il lavoro oculato su cui si regge il film è quello svolto con perizia su ogni singolo protagonista. Sono loro a tenere alta la concentrazione su tutta l’opera, battuta dopo battuta, atta a decostruire usi e costumi tipici degli americani, a rileggere il concetto di razzismo, di polizia violenta e al contempo pigra, e ad accusare l’omertà, che è sempre lì, radicata in ogni uomo, anche nel più sincero.Tre manifesti a Ebbing Missouri immagine Cinema 03La ricerca di giustizia da parte di Mildred muta quindi in una vendetta silenziosa. Sorprende la grande varietà di eventi che si susseguono dopo l’installazione dei tre manifesti, veri e propri McGuffin che porteranno twist di trama sconvolgenti per la pacifica cittadina. Sarebbero da analizzare nel dettaglio e citare molti degli eventi che riempiono gli ultimi minuti del film, per così meglio apprezzare la raffinatissima sceneggiatura, ma sarebbe entrare in terra di spoiler, quindi evito.

gli eventi che si susseguono dopo l’installazione dei tre manifesti sono veri e propri McGuffin che porteranno twist di trama sconvolgenti

Per concludere, evidenzio il grande tema racchiuso nella parentesi del film: il mutamento; mutare, evolvere, liberarsi di un fardello (emotivo), razionalizzare il domani grazie al passato (che sia la perdita di un caro, o l’amore provato nei suoi confronti), tramite un manifesto o una lettera. L’invisibile equilibrio inscenato nel film viene conseguito soppesando in giusta dose l’amore e la morte, con l’ago della bilancia che rappresenta l’anarchia con cui si somatizzano i due estremi; un’anarchia massima e che mostra sempre il lato ironico di tutte le situazioni, che celano spesso una verità taciuta dietro una maschera. L’importante, per apprezzare al meglio Tre manifesti a Ebbing, Missouri, è non fermarsi alle apparenze e scavare a fondo: sotto il film c’è un tesoro inestimabile che – come può e con le dovute sfumature – parla di noi.

VOTO 8.5

Tre manifesti a Ebbing Missouri immagine Cinema locandinaGenere: drammatico, commedia
Publisher: 20th Century Fox
Regia: Martin McDonagh
Colonna Sonora: Carter Burwell
Interpreti: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage, John Hawkes
Durata: 115 minuti

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