Everything Sucks! - Recensione

Ancora serie TV, ancora Netflix, ancora uno sguardo al passato. Lontani dal Sottosopra e dagli Anni ’80 di Stranger Things, Everything Sucks!, nuova serie TV originale Netflix, fa un passo in avanti, concentrandosi su uno spaccato adolescenziale degli anni ’90, il 1996, per essere precisi. Scuole superiori, dunque, e storie di matricole sfigate che cercano di inserirsi in un contesto forse troppo grande per loro. Ne seguiranno, come da copione, problemi dentro e fuori le mura scolastiche, incomprensioni tra genitori e figli, e gli inevitabili primi amori, ricambiati e non.

Dieci puntate (di circa venti minuti ciascuna) garantiscono una fruizione ottimale per una serie TV che, nonostante il grande potenziale e una partenza magnifica, si perde inesorabilmente tra cliché e facili soluzioni, che nel 2018 uno spettatore esperto non può più perdonare. Il setting base, tuttavia, è magnifico: la cultura pop comincia a diventare parte fondamentale dell’adolescenza, finalmente si può essere nerd senza paura di venire derisi (almeno in parte), mentre l’audiovisivo è la nuova forma di comunicazione in mancanza di espressione. Vediamo, in questo caso, la tacita nascita di quella MTV generation che, tra cinema e musica, esprimeva il proprio essere rifugiandosi in una canzone, piangendo o fantasticando sui suoi contenuti, oppure girando un film amatoriale con i propri compagni di classe per poi mostrarlo a tutta la scuola con orgoglio, magari per far colpo su una ragazza… per poi scoprire che il proprio interesse romantico ha interessi diversi!Everything Sucks! immagine Netflix 01Ottima cornice e fedele fotografia dei tempi, dunque. E poi? Praticamente il nulla. Già dalla prima puntata scopriamo che la ragazza desiderata dal nostro protagonista, sta affrontando e accettando il fatto di essere gay: l’elemento è interessante per costruire diverse sfumature narrative, e infatti – almeno fino al terzo episodio – l’attenzione è ai massimi livelli.

Everything Sucks!, nonostante il grande potenziale e una partenza magnifica, si perde tra cliché e facili soluzioni

Subito dopo, però, qualcosa si rompe: gli anni ’90 e la giusta contestualizzazione muoiono per far spazio alla solita storia di formazione e accettazione della realtà, sia sessuale che sociale. Anche la parentesi omosessuale procede su binari già prestabiliti e, alcune volte, addirittura improbabili. La narrazione altalenante prosegue negli episodi successivi, e di conseguenza l’attenzione cala drasticamente per ridestarsi solo in corrispondenza di un piccolo sussulto nel finale, quando ormai è troppo tardi.Everything Sucks! immagine Netflix 02

sul mero aspetto nostalgico la serie è promossa

Non mi sento di penalizzare Everything Sucks! con una stroncatura piena, in virtù di alcune scene perfettamente idealizzate che toccano dolcemente qualche corda del cuore e che faranno tornare alla mente vecchi ricordi (sul mero aspetto nostalgico, dunque, la serie è promossa), ma gli elementi con cui si cerca di arrivare fino all’ultima puntata sono ridondanti, quasi con una narrazione esterna a quella presentata e che sposta l’attenzione troppe volte su situazioni inutili o peggio; inoltre, vi è un focus eccessivo su personaggi insopportabili o sterili che lo stesso show improvvisamente taglia fuori dalla storia con motivazioni spesso futili.

Il futuro della serie è ancora oscuro, con Netflix non si può mai star sicuri, certo è che il materiale deve passare in mani più sapienti e consapevoli in fase di scrittura, perché i margini di miglioramento ci sono.

VOTO 6.5

Everything Sucks! immagine Netflix locandinaGenere: commedia, drammatica
Publisher: Netflix
Regia: Michael Mohan, Ry Russo-Young
Colonna Sonora: Hrishikesh Hirway
Intepreti: Jahi Di’Allo Winston, Peyton Kennedy, Patch Darragh, Claudine Mboligikpelani Nako, Quinn Liebling
Durata: 10 episodi

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