12 Soldiers – Recensione

All’indomani degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, l’esercito americano nel giro di pochissime ore si mobilita per mandare in Afghanistan un gruppo di 12 soldati, pronti a una veloce controffensiva guidata dal capitano Mitch Nelson (Chris Hemsworth) per danneggiare il dominio di Al-Qaeda, supportando il guerrigliero uzbeko Dostum (Navid Negahban) e ricostruendo l’Alleanza del Nord in vista di un conflitto contro i talebani.

I film di propaganda statunitensi che abbracciano la sfumatura bellica sono prodotti che noi europei mal digeriamo, a fronte del solito e stucchevole patriottismo che emerge dalle gesta dei protagonisti. Tali pellicole non vengono venerate nemmeno in patria, ma sono quasi nell’ordine quotidiano delle cose, al pari di un nostrano cinepanettone. La fede patriottica americana in gran parte viene alimentata proprio da prodotti del genere, che servono a narrare le gesta eroiche – in questa caso con l’ennesima “storia vera” – dei primi soldati che nel giro di un paio di settimane riuscirono a portare a casa un risultato invidiabile in terra nemica.

12 soldiersGlobalmente, il film firmato dal regista danese Nicolai Fuglsig assume tutti i connotati da blockbuster movie tipico del suo produttore, Jerry Bruckheimer, lo stesso che ha firmato, tra i tanti, i capitoli de Pirati dei Caraibi . Questo vuol dire un grosso budget da usare nella spettacolarizzazione delle scene proposte., sacrificando ogni tipo di veridicità degli eventi con soldati sempre infallibili, nel posto giusto al momento giusto e dal destino sempre troppo favorevole nelle azioni intraprese.

12 soldiers è un film povero nei contenuti, ma ricco per ritmo e regia

Lo stesso abbozzo delle diverse psicologie dei personaggi rimane tale, puntellato al minimo indispensabile e mai concreto. Il trauma della guerra, così come quello dell’attentato alle Torri Gemelle quasi viene annullato; al contrario, lo stesso film festeggia l’impresa in territorio nemico omettendo la storia futura: se dovessimo prendere gli eventi narrati come verità assoluta,  quello delle forze americane in Afghanistan fu un impiego di appena un paio di settimane, e vengono volutamente tralasciate tutte le conseguenze che il primo attacco e la prima vittoria per gli Stati Uniti portarono nei delicati equilibri del Medio Oriente e, così, nei successivi conflitti.

12 soldiersC’è anche la voglia di fare filosofia spicciola sul ruolo di un soldato sul campo da guerra, sulla differenza tra un soldato e un combattente.
Chris Hemsworth indica il cuore, sale a cavallo con il fucile e carica l’assalto contro le forze talebane, scena degna del miglior John Wayne e, anche per questo, totalmente anacronistica; 12 Soldiers è un film che cerca la celebrazione didascalica – quasi semplicisticamente didattica, a volte – invece della ricostruzione dei fatti. Lo stesso Dostum, che nel 2014 diverrà vice Presidente dell’Afghanistan, unico personaggio interessante in quanto portatore di radici e pensieri di un paese in guerra, meritava più spazio e una scrittura più raffinata. D’altronde. risulta sempre difficile chiedere di più a prodotti del genere, appena capaci di viaggiare su binari specifici e già testati, senza mai sentire il bisogno di esporsi maggiormente.

VOTO: 6

12 soldiers posterGenere: azione, guerra
Publisher: Leone Group/01 Distribution
Regia: Nicolai Fuglsig
Colonna Sonora: Lorne Balfe
Interpreti: Chris Hemsworth, Michael Shannon, Michael Pena, Navid Negahban, Trevante Rhodes
Durata: 130 minuti

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