Shazam! - Recensione

Che piaccia o meno, l’insediamento di Walter Hamada per la gestione di tutto l’universo DC ha dato il via a una pesante rifondazione: Aquaman, primo film sotto il “nuovo corso”, è stato apprezzato da critica e pubblico e ha subito propiziato la conferma di un sequel, a fronte del miliardo di dollari incassati al boxoffice; il secondo progetto in arrivo è proprio Shazam!, pellicola inedita per il pantheon di eroi della DC che dovrebbe confermare quanto di buono fatto dal produttore e capire, dunque, se la strada intrapresa sia quella giusta oppure no.
La DC sembra aver accolto il forte feedback che i fan da tempo chiedevano: Batman e Superman sono pilastri fondamentali della casa editrice, ma ci sono tanti altri eroi che da molti, troppi anni (o addirittura mai, come in questo caso) non ricevevamo una trasposizione cinematografica, ampliando quello che, assieme al MCU, può essere ricondotto a un universo condiviso dalle molteplici storie.

Shazam! si inserisce perfettamente in questa linea di pensiero, tramutandosi in una vera e propria boccata d’aria fresca per il genere dei cinecomics, un po’ come Guardiani della Galassia riuscì a portare quell’aspetto inedito pop che lo ha reso uno dei titoli preferiti dai fan.

shazam! recensioneBilly Batson è un quindicenne che cerca la sua famiglia, scappando continuamente da diversi genitori affidatari. La sua vita cambia drasticamente una volta scelto da un potente mago, con la conseguente acquisizione di tutti i suoi poteri magici al suono di una parola – “Shazam”, per l’appunto – che funziona anche da interruttore per la diretta trasformazione nella sua forma adulta.

Partendo da questo piccolissimo incipit, il film tesse le trame passando da tanti punti diversi: la riluttanza di Billy ad accettare la sua natura quasi da orfano, la creazione di una nemesi – il dottor Sivana che cede agli oscuri poteri dei sette vizi capitali, così da cercare di ottenere anche quelli di Billy – e la consapevolezza di un quindicenne di essere un supereroe. Niente gesti eroici o cattivoni da sconfiggere, bensì selfie a pagamento e acquisto di birra come primo e immaturo modus operandi; quando, però, i suoi amici e la sua nuova famiglia verranno presi di mira, il classico cammino dell’eroe prenderà il sopravvento mettendo in atto la piena maturazione del paladino, capace di volare, o almeno di provarci, tra i palazzi di Philadelphia.

shazam! recensione

Shazam! è una vera e propria boccata d’aria fresca per il genere

Shazam!  è stato una scommessa vinta fin dai trailer. Pur indirizzandosi ad un pubblico giovane, il film rispecchia tutti gli archetipi narrativi dei film di origini; si ride, ci si diverte quasi si stesse vedendo un film di “piccole canaglie combina guai”, ma la presenza del nemico cambierà inevitabilmente le priorità del protagonista. Proprio i momenti dedicati al dottor Sivana sono i migliori per messinscena e crudezza delle sue azioni (non a caso, il regista David F. Sandberg viene dal genere horror), giustificando ampiamente la trasformazione e maturazione di Billy; davanti a un problema così serio, l’eroe decide di non scappare più, contrariamente a ciò che ha sempre fatto nella vita, e anzi di mettere radici, difendere i suoi amici e affrontare di petto tutti i suoi problemi.

Nella sceneggiatura, in particolare, ha luogo una vera e propria decostruzione dell’eroe, basandosi principalmente sull’aspetto infantile che coinvolge fin da subito le emozioni del pubblico. Questo è uno dei punti forti del film, e lo stesso regista lascia consapevolmente tanto spazio a momenti intimi tra Billy, i suoi amici e la nuova famiglia affidataria. La vera struttura emotiva della storia, poco più avanti, inizierà a ricomporsi dopo un’accurata operazione, spogliando Billy di tutti i suoi sentimenti e ricostruendolo, più forte, nelle fattezze del suo alter ego adulto.

Il ritmo del film è incalzante e, abilmente nascosti dal marketing, troviamo almeno due momenti di plot twist capaci di riempire di gioia il cuore degli spettatori, intrisi di grande cinema. Peccato solo che, per arrivare a questi  passaggi, già dopo 90 minuti si percepisce un senso di stanchezza, arrivando a fatica a un minutaggio consistente – ben 130 minuti –  quasi come se la storia si fosse esaurita a metà film. I meccanismo della pellicola arrancano, insomma, pur di mantenere sempre lo stesso ritmo.

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Un difetto che non mina la riuscita globale del film, che fa della leggerezza e spensieratezza i suoi punti forte. Tra le altre cose,  nelle odierne produzioni di cinecomics risulta atipico il concept di un bambino che diventa supereroe e adulto, e anche questo riesce a restituire un prodotto fresco e divertente, condito da tanti e divertentissimi momenti di “equivoci” tra il mondo adulto e quello dei più piccoli, atti sempre a scandire il senso di responsabilità che accompagna gran parte dei teenager, ancor di più se destinati a salvare la propria città.

Su tutti spiccano i giovani protagonisti, sempre convincenti e divertentissimi nel gestirei tempi comici, anche se Zachary Levi è il mattatore assoluto, con il viso perfetto a coniugare l’eroe strambo con i suoi incredibili poteri, mancando totalmente di esperienza nella gestione degli stessi. Un eroe goffo ma dal buon cuore. Come spesso accade, vi invito a rimanere in sala per assistere alle classiche scene post credit, in questo caso addirittura due; una in particolare fa il paio con uno dei plot twist del film, destinati a segnare futuri sequel.

VOTO 7.5

shazam! recensioneGenere: azione, supereroi
Publisher: Warner Bros Italia
Regia: David F. Sandberg
Colonna Sonora: Benjamin Wallfisch
Interpreti: Zachary Levi, Mark Strong, Asher Angel, Jack Dylan Grazer, Djimon Hounsou
Durata: 132 minuti

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