Noi - Recensione

“Perciò, così parla l’Eterno: ecco, io faccio venir su loro una calamità, alla quale non potranno sfuggire. Essi grideranno a me, ma io non li ascolterò” – Geremia 11:11

Nonostante siamo solo al suo secondo film, è necessario prepararsi in un certo modo quando ci si appresta a vedere un’opera firmata da Jordan Peele.
Scappa – Get Out prima e Noi adesso, oltre a confermare l’incredibile talento di questo giovane autore, necessitano sempre di un ulteriore piano di lettura per capire la grande metafora con cui Peele muove le fila dei suoi film. Questo, tuttavia, non è mai davvero necessario: se non ci si vuole addentrare con passione in squisite analisi della mitologia esistente nel film, un prodotto come Noi sa anche mostrare tutta la sua fruibilità al grande pubblico, calandosi perfettamente nella forma di un immediato horror distopico, uno dei migliori di questi ultimi anni.

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Nel film ci troviamo davanti una famiglia afroamericana che si comporta come quella classica americana, bianca, vista in tantissimi altri film di stampo statunitense. Tutto procede nella solita routine finché il nucleo non farà lo spiacevole incontro di un’altra famiglia, identica a loro nelle sembianze, ma estremamente violenti e quasi posseduti da un istinto di sopravvivenza primitivo, esprimendosi con grugniti, gesti e tic disturbanti.
Le copie dei nostri protagonisti si presentano come “americani” e già qui il titolo originale dei film, Us, acquisisce ulteriore valore per leggere l’opera sotto un’ottica differente: gli Us del titolo non sono altro che gli United States, metaforizzati in una forma oscura e primitiva di tutto ciò che gli esseri umani tendono a nascondere nel proprio subconscio, la loro parte animale, la manifestazione tangibile e concreta della paura secondo cui, alla fine, i nostri peggiori incubi coincidono con noi stessi.

Costruendo e decostruendo entrambe le realtà, dove da una parte c’è la necessità di capire chi o cosa siano queste copie, dall’altra la scrittura sopraffina che sfocia in momenti di puro e glorioso metacinema, Peele mette subito in chiaro pregi e difetti dei nostri protagonisti, mostrandoli come specchio di una società costruita su sistemi politici che molte volte fanno leva sulla rabbia dei singoli cittadini, così da richiamare l’attenzione e veicolare la rabbia in progetti di altra natura.

se non si vuol leggere la metafora su cui si muove il film, Noi diviene facilmente un incredibile horror distopico

Noi riesce a ritagliarsi una fetta di critica politica, pur tenendosene prontamente alla larga: non sembra lontana una contestualizzazione come quella degli USA di Trump, ma potrebbe tranquillamente adattarsi a qualunque altro paese del mondo. Qui si evince l’incredibile potenza narrativa del film, che riusce ad ottenere più e più volte diversi piani di consapevolezza con cui narrare le sue storie.

Siamo dalle parti del miglior periodo di Kevin Williamson e della sua creatura più famosa, Scream, con un film che punta all’horror, non volendo mai esserlo nella sua interezza. I jump scare sono volutamente spenti e telefonati e in moltissime occasioni si riderà di gusto per come gli stessi protagonisti analizzano, fuori dagli schemi prestabiliti, la loro ambigua e paradossale situazione.

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La consacrazione definitiva trova spazio nelle battute finali, quando anche non fagocitando voracemente tutta la grande metafora messa in piedi dal regista e guardando al film come semplice esponente di genere, Noi diviene una pellicola forte, coraggiosa, che riesce a tratteggiare il ritmo con una narrativa impreziosita da momenti dove è lo spettatore a fare suo il film – l’idea delle infinite gallerie abbandonate che si allargano in tutti gli Stati Uniti, l’origine dei sosia non propriamente chiara o la semplicistica azione di addentrarsi in una stanza piena di specchi, ricolma di tantissime immagini riflesse per trovare sé stessi. In un momento di pieno sbando e crisi, l’unica fonte di salvezza sarà proprio ciò che abbiamo ucciso, represso e negato per anni e anni.

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Chi ha pensato a un caso isolato per il successo di Scappa – Get Out dovrà ricredersi fortemente davanti Noi, opera più matura, consapevole del proprio potenziale  con lo stesso Peele lanciato non più come cineasta di gran mano tecnica e carisma, ma come vero e proprio Autore della settima arte. Piccola nota a margine: se potete, guardate il film in lingua originale, per poter assaporare l’incredibile doppia recitazione di Lupita Nyong’o.

VOTO 8.5

noi recensioneGenere: horror, thriller
Publisher: Universal
Regia: Jordan Peele
Colonna Sonora: Michael Abels
Interpreti: Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Yahya Abdul-Mateen II, Anna Diop
Durata: 116 minuti

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