The Crown - Quarta Stagione - Recensione

Che The Crown sia uno dei prodotti di punta del catalogo originals di Netflix, è cosa già assodata, ma è incredibile come, a ogni nuova stagione, lo show sulle vicende della Corona inglese riesca a tirar fuori un tripudio di qualità lucide e coerenti, sempre consapevole del proprio potenziale, capace di esprimerlo senza filtri.

La formula con cui  vengono  articolati gli episodi alla fine risulta sempre la medesima: si prende un concetto o un evento e ci si costruisce tutta la morale, plasmando attorno a quel minutaggio un messaggio chiaro attraverso cui la Regina Elisabetta riesce a specchiare pregi e difetti della Corona. concretizzandosi nel continuo entrare e uscire dalla sua stanza di membri reali, la sua famiglia, tra parenti stretti e figli discendenti al trono. Con questa quarta stagione saluteremo gli anni ’70 per vivere tutta la decade degli ’80, cruciale per Corona e famiglia reale: da una parte l’ascesa della Lady di ferro, Margareth Thatcher, dall’altra un importante matrimonio reale, quello tra Carlo e Diana, complicato, organizzato e tradito da entrambe le parti, mentre il mondo si affeziona al viso e al sorriso di Lady D.

the crown 4 recensione

The Crown ha questo potere intrinseco di girare al largo delle storie da raccontare e raccordarsi sempre intelligentemente con il “ponte” principale, ovvero l’unica e vera protagonista, che anche nella vita reale ha visto mutare e cambiare il proprio paese, come i propri cari: la Regina Elisabetta. Come principale London Bridge della serie – questo il suo nome in codice – è un potente raccordo per tutto ciò che avviene, anno dopo anno, decade dopo decade. I suoi occhi sono taciti testimoni delle ere che cambiano, delle persone che si alternano alla guida del Paese e delle donne, uomini, consorti e non che passano per le sue stanze.

Ci innamoriamo subito di Diana, complice anche il triste destino che tutti conosciamo. La sua parentesi di dolore e abbandono è peculiare, mai giudicata o estremizzata al vittimismo, bensì costruita su pochi gesti, sguardi rubati, tic nervosi che la spogliano del delicato abito da sposa, per farle indossare una camicia di forza, una reclusione forzata che seguirà ai vari tradimenti, suoi come del marito.

The Crown, stagione dopo stagione, conferma il suo status di punta di diamante delle produzioni Netflix con una qualità impressionante e inarrivabile

Ma il punto nevralgico più raffinato sarà il peculiare rapporto tra la Regina Elisabetta e Margaret Thatcher. Da un lato la sovrana, figura conservatrice per eccellenza, donna che ha sempre vissuto nel lusso e nel vantaggi, dall’altro la Thatcher che invece si è formata dal nulla, bramando la rivoluzione alle spese del Paese stesso, riuscendo ad essere la prima donna a diventare Primo Ministro e a detenere ancora oggi il primato temporale del ruolo, più di undici anni di mandato. Due donne, due poteri che si scontrano tanto sul piano verbale quanto su quello esecutivo, due facce della stessa medaglia che mostrano rispetto nascondendo il coltello dietro la schiena.

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In questo scontro ideale, se Olivia Colman ha già dimostrato di essere un’ottima Regina Elisabetta in età adulta, è l’interpretazione di Gillian Anderson nei panni della Thatcher a mostrare colossale bravura , bel oltre la celebre Dana Scully di X-Files. La postura, il trucco e le crisi quando, infine, vedrà il suo Governo cadere per colpa dei privilegiati che ha sempre odiato. Ogni ruga sul volto del Primo Ministro è una storia che grida vendetta e vuole essere raccontata. Tutta l’ultima puntata è un inno di bellezza e recitazione, qualcosa che difficilmente si riesce a trovare in altre serie e nemmeno in film sul grande schermo (quando potremo finalmente tornare in sala).

Nessun prodotto televisivo ha a cuore il fattore casting come The Crown. Tutti gli interpreti si muovono eleganti e diligenti nell’interpretazione dei loro ruoli, desiderosi di essere capiti o amati. Anche in questo ciclo di episodi The Crown resta fedele al progetto che abbiamo già imparato a conoscere e apprezzare, con dieci episodi precisi e chirurgici, dove nulla è dato al caso e la sofisticatezza nel tessuto narrativo non risulta mai inarrivabile, bensì stuzzica l’interesse per scovare tutte le metafore e le chiavi di volta per decifrarne i messaggi sopiti. The Crown è, ancora una volta, una totale delizia audiovisiva.

VOTO 8.5

the crown 4 recensioneGenere: storico, drammatico
Publisher: Netflix
Regia: Benjamin Caron
Colonna Sonora: Rupert Gregson-Williams
Intepreti: Olivia Colman, Tobias Menzies, Helena Bonhan Carter, Emma Corrin, Gillian Anderson
Durata: 10 episodi

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