Freaks Out - Recensione

Lo abbiamo atteso tanto, è stato rimandato di un anno a causa della pandemia mondiale che ha rallentato le emozioni attorno a molti dei nostri prodotti preferiti, ma ogni tipo di sacrificio è stato ripagato con una visione estasiante e immaginifica. Sì, perché Freaks Out di Gabriele Mainetti, dopo le lodi a Lo Chiamavano Jeeg Robot, ha confezionato un nuovo film sublime, tecnicamente inattaccabile, una piena prova di maturità. Se non fosse bastato il predecessore, ora abbiamo la totale consapevolezza di avere tra le mani qualcuno che può fare davvero la differenza e portare una piccola rivoluzione all’interno del panorama cinematografico italiano sul fronte del genere fantastico.





È quasi assurdo pensare che il più grande prodotto fantastico italiano abbia Giorgio Tirabassi nel cast. Un’affermazione che è solo una lode nascosta all’attore, di cui mi sono perdutamente innamorato ne L’odore della Notte del compianto Caligari e, in qualche modo, ritroviamo la voglia di cinema di genere, di raccontare e mettere in scena con perizia di particolari senza lasciare nulla al caso anche nell’occhio di Gabriele Mainetti.

Di quel Lo Chiamavano Jeeg Robot (una delle mie primissime recensioni su questi lidi) negli anni si sono protratti gli echi degli applausi, che sono arrivati anche oltreoceano. Prima di dedicarsi completamente alla realizzazione di Freaks Out, Mainetti venne contattato dalla Sony per dirigere Venom, ciclopica opportunità che rifiutò perché non si trovava in sintonia con la sceneggiatura – giustamente, aggiungo io.
Chiusa quella porta, la libertà e il tempo per dedicarsi alla sua nuova creatura era a portata di mano.

freaks out è la perfetta continuazione qualitativa e narrativa del cinema di mainetti, sempre più consapevole delle proprie capacità al servizio dello spettatore

Nella Roma del 1943, in piena occupazione nazista, ci sono quattro circensi che possiedono abilità paranormali: Fulvio è ricoperto di peli, ma ha un’agilità e una forza sovrumana, Mario è un nano che possiede l’abilità di manipolare gli oggetti metallici, Cencio è albino e può controllare ogni tipo di insetto, mentre Matilde, la più giovane, può fulminare chiunque solo toccandolo. I quattro assieme a Israel, organizzatore di spettacoli teatrali, vivono e sopravvivono in spettacoli assolutamente fuori dal comune che il pubblico paga profumatamente.

freaks out recensione

Il circo è la loro casa e Israel è per loro come un padre, ma il suo essere ebreo lo rende obiettivo facile dei rastrellamenti, finché un giorno non scompare, evento che porta i quattro a cercarlo tra le macerie e i bombardamenti fino a incontrare Franz, un soldato tedesco dotato anche lui di abilità soprannaturali. Vede il futuro, è a conoscenza della caduta del Terzo Reich e della disfatta di Hitler. Per aver affermato queste visioni è stato allontanato da Berlino e recluso a Roma, laddove le sue facoltà gli permettono di sapere dell’esistenza di quattro persone speciali come lui, le uniche che nei ranghi nazisti potrebbero cambiare il futuro. Mentre Franz cerca i quattro freaks, gli stessi capiteranno per caso nel suo circo.

Un film, quello di Gabriele Mainetti, che altro non è che un’estensione qualitativa e narrativa de Lo Chiamavano Jeeg Robot. Tutto è più grande, però, dura molto di più, gode di un budget consistente e un parco attori ancora più ampio e versatile, caratteristiche che permettono anche di calare le vicende in una cornice e contestualizzazione storica ottima, così da veicolare una storia che non è solo un parco giochi da mostrare, bensì il racconto di un’avventura con dei forti valori.

freaks out è un film che punta alla grandezza: più grande, divertente ed emozionante, uno spettacolo visivo da preservare nel futuro. un gioiello che difficilmente troverà emuli

Dal fronte nazista ai nostri eroi, da un gruppo di partigiani accomunati da diverse menomazioni o amputazioni a tanto altro ancora, Freaks Out è un grande racconto di inclusione e appartenenza, una venatura parallela a quella che poteva essere la classica storia del “mostro” che vive nella società senza essere capito – o appunto, divenire il classico fenomeno da baraccone.
Franz vorrebbe servire Hitler, ma viene allontanato per le sue strambe affermazioni; i quattro freak senza Israel si sentono persi in un mondo troppo grande e il gruppo di suddetti partigiani si staccano dai movimenti di ribellione per proseguire una battaglia del tutto personale. Tutti sono pedine che si muovono fuori dalla scacchiera, toccando tonalità di grigio su cui sviluppare storie inedite.

freaks out recensione

La cornice storica è perfetta per una guerra che ha condannato senza motivo sia il mondo che le diversità. Freaks Out non incornicia la morale attorno la disperazione dei suoi personaggi, giacché tutti sono consapevoli delle loro diversità, il dolore è alle spalle e, nel caos mondiale, è giusto sfruttare le meraviglie che possono compiere per il vil denaro.
Il film continua a inspessire la dose narrativa minuto dopo minuto, sotto lo strato di stranezza c’è un potere da scoprire – in particolare quello di Matilde, che ha paura di ciò che riesce a fare in quanto consapevole di un potere quasi divino.

Ci sono humor, azione e una storia di separazione e ricerca, tutto inserito in un’efficace cornice storica. Mainetti conferma un’innata abilità – sembra un regista all’ennesimo film riuscito, invece è solo al secondo – nell’amalgamare tutti i generi di cui ha bisogno: c’è lo spaghetti western e la voglia pulp di Tarantino, senza tralasciare la drammaticità degli eventi storici e i fucili puntati contro ogni essere umano, tra nazisti e partigiani (Max Mazzotta è così feroce e caricaturale come capo della squadra partigiana che sembra uscito direttamente da Paz!).

freaks out recensione

Freaks Out è un gioiello, un puro godimento visivo e narrativo, che forse mostra il fianco a qualche appunto nella parte centrale, quando si perde in vicende narrative di poco conto distogliendo l’attenzione dal suo focus, ma il risultato finale è ammaliante, qualcosa da rivedere e rivedere. Produzioni di questo calibro sono da lodare, preservare e incoraggiare, perché è anche possibile non capiti mai più di fare film del genere.

VOTO 8.5

freaks out recensioneGenere: fantastico, avventura
Publisher: 01 Distribution
Regia: Gabriele Mainetti
Colonna sonora: Gabriele Mainetti, Michele Braga
Interpreti: Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta
Durata: 141 minuti

Articolo precedente

Cowboy Bepop: ecco il trailer ufficiale della serie di Netflix

Articolo successivo
Lightyear

Lightyear – La vera storia di Buzz: ecco il teaser trailer del film Pixar

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata