Licantropus – Recensione

Confessione iniziale: non ho avuto particolare interesse per questo progetto, nondimeno ho notato nelle mie diverse bolle social un’attenzione spasmodica per Licantropus. Dopo aver avuto la possibilità di visionarlo in anteprima, mi spiace rovinare la sorpresa a tutti quelli che si sono creati un’aspettativa enorme per quello che, in modo cristallino da parte di Disney e Marvel, è stato comunicato e presentato come uno speciale di Halloween, e a tutti gli effetti, lo è. Senza aggiungere o togliere nulla al già vasto Marvel Cinematic Universe. Uno sfizio, una parentesi aperta e chiusa nel giro di 50 minuti scarsi .




In qualche modo, questo mediometraggio one-shot risponde a una tacita domanda che lo stesso marketing ha involontariamente messo sulle labbra di tutti: nel MCU ci sono titani pazzi, elfi, robot, pseudo divinità, alieni, insomma tutto, ma i mostri? I classici mostri che abbiamo imparato a conoscere tanto dalla letteratura classica come nel cinema? Esistono in questo universo? E se sì, perché non li abbiamo mai visti?

Molto semplice, dato che nel nostro mondo c’è una legione di cacciatori di mostri che combattono segretamente l’oscurità, mantenendo l’equilibrio e annientando ogni raccapricciante anomalia.

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Tra loro c’è la famiglia Bloodstone, in possesso di un oggetto magico nonché composta dai i migliori cacciatori di mostri sul pianeta; al momento della morte di Ulysses Bloodstone, però, l’oggetto magico deve andare in mano a un altro cacciatore e per decidere chi sia degno di tale onore. Viene organizza una notte speciale tra i migliori cacciatori, gettati in un labirinto a fronteggiare una fortissima aberrazione (Man-Thing). Chi lo sconfiggerà, otterrà l’oggetto e tra i papabili candidati c’è anche un uomo che dice di chiamarsi Jack Russell, e di essere un cacciatore. Ma sarà davvero così?

Non è semplice fare una recensione di un prodotto che non raggiunge neanche l’ora di durata. I contenuti presenti sono tanti, ma nessuno di questi merita un’attenzione così attenta da parte di fan o pubblico, anzi, tutto il progetto audiovisivo si divide in due grandi momenti, la caccia al mostro e il momento finale in cui si svela l’identità di Jack Russell e il legame con il mostro.

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Ecco dunque il perché dell’introduzione così particolare: Licantropus non è altro che una piacevole deviazione, ricca di particolari estetici e di messinscena, che non rompe nessun equilibrio nel MCU, anzi ne sottolinea la necessità di poter creare qualcosa e distaccarsi totalmente dal filone principale. La cosa ossessione ogni tipo di fan che, naturalmente, si chiede come riuscirà a incastrarsi nei futuri film questo o quell’altro personaggio.

Licantropus omaggia senza filtri tutta quella letteratura e cinema classico dedicato a mostri storici del panorama

Licantropus, invece, è una piacevole parentesi, quasi una barzelletta per i toni scanzonati che mantiene costantemente, non impegnandosi mai a mettere paura, bensì prediligendo una narrazione da racconti della cripta, dove tutto è un po’ sinistro, un po’ macabro, c’è sangue una volta ogni tanto e lo show si basa su regole salde per cui, alla fine, è tutto talmente così folle e coerente che è impossibile affrontarlo con dubbi o domande.

Al netto del comparto narrativo, sempre in bilico tra ironia e tensione sinistra, va lodato il lavoro del compositore Michael Giacchino, qui in veste di regista, che ha voluto  realizzare un omaggio ai film dei classici mostri della Universal, sia nell’audio filtrato che in un bianco e nero non nativo, ma comunque affascinante. Nella resa estetica con effetti visivi non eccessivi e una CGI non sempre brillante, ci si lascia coccolare da una visione che va affrontata senza pregiudizi o attese, per godersela al meglio, senza il rischio di rimanere delusi per via di mancanza di collegamenti con l’ormai onnipresente MCU.

VOTO 7

licantropus recensioneGenere: fantastico, horror
Publisher: Disney+
Regia: Michael Giacchino
Colonna Sonora: Michael Giacchino
Interpreti: Gael Garcia Bernal, Laura Donnelly, Harriet Sansom Harris, Eugenie Bondurant
Durata: 52 minuti

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