Independence Day Rigenerazione – Recensione

Durante i primi mesi del 2016, confidavo ad un amico quanto non mi fosse piaciuto Star Wars – Il risveglio della Forza: da grande fan, il nuovo film di Guerre Stellari è stato come una pugnalata al cuore. Non posso farci nulla, Star Wars e altri film mi hanno avvicinato al Cinema e mi hanno influenzato tanto da decidere di dedicare ad essi tutto il mio percorso di studi universitario. Mi sono sentito rispondere, riguardo al mio disagio verso Episodio VII: “Voi critici – che brutta parola “critico”, ti fa sentire vecchio – non vi godete i film”.

Ragiono su queste “piccolezze”, mi arricchiscono e, dopo molti mesi, devo dare credito a questa argomentazione: no, non sono riuscito a divertirmi con Independence Day Rigenerazione, perché è un film così forzato e tanto “sciocco” da meritarsi un’inevitabile stroncatura. Scrivo questo mentre piango di dolore sulla tastiera.

Independence Day – Rigenerazione immagine Cinema 02

Gli umani hanno usato la tecnologia aliena per potenziare le proprie armi e installare basi militari sulla Luna

Tutti abbiamo amato il primo capitolo datato 1996: così leggero, frivolo, divertente e caotico da trasformarsi in un successo planetario. Independence Day Rigenerazione è decisamente l’opposto di quanto visto ormai 20 anni fa. Spostandoci, appunto, di vent’anni rispetto agli eventi narrati nella pellicola originale, scopriamo che gli umani hanno usato la tecnologia aliena per potenziare le proprie armi e installare basi militari sulla Luna e su altri pianeti, così da mantenere la pace intergalattica. Nel frattempo, anche gli alieni si sono potenziati e, guidati dalla loro Regina, sono tornati a reclamare vendetta.

Già dopo i primi minuti, qualcosa non torna. Sappiamo che l’intera razza aliena si sposta di pianeta in pianeta: distrutta 20 anni fa, non dovrebbe esistere. Ora spuntano una Regina e due decadi di alieni partoriti, così, dal nulla. Il dottor Okun, lo scienziato dell’Area 51, era stato dichiarato morto dopo il controllo telepatico forzato dall’alieno. Adesso questo dato di fatto viene smentito, ci viene detto che era in coma e pronto a risvegilarsi proprio ora, con il secondo arrivo degli alieni. Insomma, da queste basi si può già intuire la natura forzata del progetto che, oltretutto, Emmerich gestisce malissimo.

Independence Day – Rigenerazione immagine CinemaTornano i vecchi eroi del ‘96 ma sono imbalsamati nei loro ruoli e non spiccano assolutamente, così come non si distinguono le nuove leve, rivelandosi macchiette senza spina dorsale. Manca inoltre il punto di vista, fondamentale, dei civili.

manca il punto di vista, fondamentale, dei civili

Se il primo film aveva una connotazione narrativa molto realistica, decisamente interessante nei suoi snodi, come per esempio la trovata di caricare un malware nei sistemi operativi alieni (assurdo, ma geniale e divertente), qui tutto si perde in un tripudio di disastri, esplosioni e stupidaggini. La reale sensazione di “pressione” e disperazione che permeava il primo capitolo viene qui sostituita da un’esperienza che ha i connotati di un parco giochi: “altro giro, altro regalo”. Non si percepiscono i milioni di vite strappate per mano degli attacchi delle navicelle aliene, tutto risulta troppo veloce e montato male, e le azioni frenetiche mancano di dettagli.

Independence Day – Rigenerazione diventa così un film meccanico e senza emozioni; è sicuramente più grande, in tutti i sensi, ma sembra che Emmerich abbia portato a compimento il lavoro con stanchezza. La magia non si è ripetuta e il finale aperto al terzo capitolo, già annunciato insieme a Rigenerazione, lascia più dubbi che certezze. Forse qualcuno che si divertirà a vederlo ci sarà pure. Io, con molta amarezza nel cuore, davvero non ci sono riuscito.

VOTO 5

Independence Day – Rigenerazione immagine Cinema locandinaGenere: fantascienza, azione
Publisher: 20th Century Fox
Regia: Roland Emmerich
Colonna Sonora: Harald Kloser
Intepreti: Jeff Goldblum, Bill Pullman, Liam Hemsworth, Jessie Usher, Maika Monroe
Durata: 120 minuti

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