Sing – Recensione

Vi avevo parlato di Pets in occasione del festival di Venezia; ora Illumination, la divisione d’animazione di Universal, torna con questo nuovo lavoro a distanza di pochi mesi, portando prepotentemente sullo schermo la loro celebre formula: creare film con furbizia e bravura, cercando un’idea facile da realizzare e da vendere, ma confezionata e presentata nella sua forma migliore.

Se Pets viveva di una trama un po’ “rosicchiata” e derivativa, puntando tutto sull’intrattenimento, Sing è veramente il canto corale di Illumination, un canto che non si sentiva dai tempi di Cattivissimo Me. La furbizia, in questo caso, consiste non tanto nell’attingere da altre pellicole, bensì dall’attualità satura di talent show che, continuamente, propongono astri nascenti della musica o del canto. Similmente gli animali antropomorfi della Illumination partecipano a una gara di canto per ristabilire il prestigio del teatro cittadino, ormai abbandonato. Un premio in denaro è in palio e, come da tradizione, le personalità – sfumate da una vita troppo stretta se rapportata alle aspettative – spiccheranno, regalando momenti di vera musica e divertimento.

Sing immagine Cinema 03Più che un musical, però, Sing è una playlist di canzoni interpretate e atte a scandire ogni personaggio presentato, da chi si ritrova perennemente chiuso in casa, affogato dalle faccende domestiche, a chi sente il bisogno di riscattarsi da una delusione d’amore o usa la musica per rompere la barriera della timidezza.

La furbizia di Sing consiste non tanto nell’attingere da altre pellicole, bensì dall’attualità satura di talent show

Mostrando più cuore, sentimento e una scrittura sicuramente più curata di quanto mi sarei aspettato, Sing è una piccola sorpresa in termini di qualità: minuto dopo minuto, il film stupisce sempre più, sia nella caratterizzazione dei personaggi che nella trama, che sicuramente viaggia su binari già sfruttati, ma che, come già accennato, punta buona parte delle sue fiches sui tanti e variegati personaggi.

Il film si prende anche diverse libertà creative e musicali, in special modo durante la sequenza dello spettacolo finale, piena di musica, sentimento e colori. A dispetto del cast accattivante – su tutti l’esuberante maiale Gunter e l’istrice ribelle Ash in crisi sentimentale – il vero protagonista di tutta l’orchestra risulta il koala Buster Moon, un personaggio particolarmente umano che fa del sacrificio, dei sogni e dell’insistenza le sue armi migliori. Sono rimasto affascinato dalla sua caratterizzazione che sembra quasi rispecchiare la quotidiana lotta contro il sistema, con il suo sacrificio che viene ripagato magari non subito, ma in grado di regalare emozioni che neanche tutto il denaro del mondo può compensare. Una lacrimuccia di emozione può scappare nelle fasi finali, siete avvertiti.

VOTO 8

Sing immagine Cinema locandinaGenere: musicale, animazione
Publisher: Universal Pictures
Regia: Garth Jennings
Colonna Sonora: Joby Talbot
Intepreti (doppiatori nella versione originale): Matthew McConaughey, Scarlett Johansson, Reese Witherspoon, Seth MacFarlane, Taron Egerton
Durata: 108 minuti

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