La Scoperta – Recensione

Uno scienziato riesce a dimostrare, con prove tangibili, l’esistenza dell’aldilà. Dopo la dichiarazione pubblica della scoperta, nel giro di pochi mesi si suicideranno più di quattro milioni di persone, spinte dalla certezza di un ulteriore piano di esistenza, probabilmente migliore della vita infelice che faticano a percorrere giorno dopo giorno. Il figlio dello scienziato, alquanto scettico, cercherà di indagare sulla misteriosa macchina inventata dal padre.

Produzione indipendente Netflix, presentata al Sundance Film Festival e ora in streaming sulla piattaforma dal 31 marzo, La Scoperta sembra essere la quintessenza della fantascienza anni ’60, ovvero storie raccontate su piani narrativi diversi dal reale per affrontare temi strettamente intimi ed esistenziali. Basti pensare a titoli importanti dell’arte cinematografica, quali 2001: Odissea nello Spazio o Solaris: tutti indagano sui risvolti negativi causati dal progresso indiscriminato di tecnologia e scienza, trattando di morte e rinascita dell’individuo.

La Scoperta immagine Serie TV 02Ne La Scoperta si parla di morte e rinascita, appunto, ma ancor di più di suicidio. Con una resa puramente minimalista e una fotografia atipica per lo standard (nella fantascienza i colori principali sono verde e blu), viene esaltata la dominante grigia, a rappresentare un pianeta abitato da sempre meno persone, considerata la mole di suicidi.

La Scoperta sembra essere la quintessenza della fantascienza anni ’60

La storia segue diverse vicende, dalla donna aspirante suicida di cui si innamora il protagonista, alle indagini per scoprire se davvero ci sia qualcosa oltre la morte. Da un incipit assolutamente intrigante, tuttavia, scaturisce un film che perde parte del suo fascino nelle battute finali: il regista Charlie McDowell (figlio di Malcom McDowell, protagonista di Arancia Meccanica) si aggrappa troppo ai cliché del cinema indipendente, presentando un twist narrativo che ci fa vedere tutto il film da una prospettiva diversa. Tutto torna, ma la necessità di spiegare cose che – per loro natura – affascinano l’uomo proprio per l’intrinseca mancanza di risposte certe fa quasi perdere interesse. Vita, morte, aldilà e religione sono tematiche che andrebbero presentate per immagini capaci di far ragionare lo spettatore, lasciando a questi l’onere di trarre una eventuale considerazione finale (vedasi il sopraccitato 2001).

Va lodata, nonostante tutto, la voglia di prendere una posizione, sicuramente originale, che ci porta ad affrontare la questione aldilà da un punto di vista inedito. Parlando di morte, è inevitabile interrogarsi sull’esistenza del destino, se siamo artefici del nostro domani e quanto i nostri rimpianti influenzino le decisioni che prendiamo giorno dopo giorno. La Scoperta non è un film magnifico, nondimeno stimola lo spettatore; una pellicola come non se ne vedevano da anni nel panorama cinematografico, nonostante i difetti.

VOTO 7

La Scoperta immagine Serie TV locandinaGenere: drammatico, fantascienza
Publisher: Netflix
Regia: Charlie McDowell
Colonna Sonora: Danny Bensi
Intepreti: Jason Segel, Robert Redford, Rooney Mara, Jesse Plemons
Durata: 102 minuti

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