Guardiani della Galassia Vol. 2 - Recensione

Il mio attrito coi cinefumetti è cominciato con l’arrivo di Marvel Studios nel panorama cinematografico e con il suo imporre un regime discutibile di banalizzazione, quando solo pochi anni prima abbiamo assistito a vere e proprie rappresentazioni di come – con la giusta cura e raffinatezza nel teorizzare l’uomo dietro la maschera – il cinefumetto poteva essere un ottimo mezzo per veicolare il buon cinema: gli X-Men di Bryan Singer, lo Spider-Man di Sam Raimi e (parallelamente all’arrivo di Marvel) il Batman di Christopher Nolan, per dire, sono esempi che hanno avuto la capacità di mettere d’accordo pubblico e critica. La serializzazione ha innegabilmente portato a un graduale calo qualitativo, che m ha spinto a seguire ogni produzione – che sia Marvel, Warner Bros/DC o Fox – con aspettative sempre più basse, non certo per via di una vena spocchiosa, ma a causa della consapevolezza che il genere fosse ormai saturo. Qualche eccezione di certo si è palesata nella sale, come l’ultimo clamoroso Logan o, per rimanere in tema con questa recensione, il primo Guardiani della Galassia: entrambi si sono dimostrati ottimi prodotti proprio perché diversi dalla massa, con tanto potenziale e con una chiara voglia di calcare una strada ancora vergine.

Guardiani della Galassia Vol. 2 ritrova i suoi eroi proprio dove li avevamo lasciati: i nostri eroi vagano per la galassia in cerca di lavoretti di varia natura, finché non vengono contattati da Ego (Kurt Russell) che si presenta come il padre mai conosciuto di Star-Lord. Questi porterà il gruppo sul suo pianeta e racconterà le sue origini, come quelle di suo figlio. Inutile dire che, nel giro di poco, farà la sua apparizione una minaccia mortale e i Guardiani dovranno salvare l’universo per la seconda volta.

guardiani della galassia vol. 2

Il film riprende esattamente lo stesso filo comico-nostalgico del diretto predecessore

Con ancora James Gunn alla regia e alla sceneggiatura, Guardiani della Galassia Vol. 2 riprende esattamente lo stesso filo comico-nostalgico del diretto predecessore, grazie a palesi riferimenti agli anni ’80, una colonna sonora azzeccata, tanti colori e tanto divertimento. Lo spirito libertino e pop che aveva decretato il successo del primo capitolo è riproposto in grande spolvero, laddove la scrittura poggia su uno schema molto teatrale. Il gruppo si divide in più occasioni e si sviluppano rapporti di diversa natura, grazie ai quali si approfondiscono gli aspetti più intimi dei nostri “eroi per caso”, tanto che ogni azione intrapresa dai membri ha origine proprio da questi.

Una visione inedita e che alcuni apprezzeranno sicuramente, ma che apre un buco nero di dubbi a riguardo: esattamente, chi ha chiesto un approccio del genere in un film come Guardiani della Galassia? In Captain America – Civil War, ad esempio, esplode finalmente il dramma umano di Tony Stark, un uomo in perenne contrasto coi genitori defunti: un fatto che era atteso dallo spettatore perché costruito poco alla volta nei film che hanno avuto Iron Man come protagonista. Guardiani della Galassia, invece, non aveva seminato nulla per giustificare la seduta psichiatrica che coinvolge tutto il gruppo nel secondo film. James Gunn, pur di arricchire psicologicamente gli eroi, ha svuotato la sua creatura di due elementi fondamentali: la storia e il nemico.

guardiani della galassia vol. 2

James Gunn, pur di arricchire psicologicamente gli eroi, ha svuotato la sua creatura di due elementi fondamentali: la storia e il nemico

Guardiani della Galassia Vol.2 è praticamente privo di una storia, o almeno il suo scorrere non giustifica adeguatamente tutti gli eventi cui assistiamo; la minaccia di turno è poi debolissima, quanto scontatissima già dopo i primi minuti. Pur di arricchire l’analisi della sfera privata e costruire delle solide basi sulla psicologia dei personaggi, narrazione e nemesi sono state trascurate all’inverosimile. Pur riconoscendo a Guardiani della Galassia Vol. 2 una qualità diversa dai soliti cinefumetti, le due mancanze gravano pesantemente su tutto l’operato. Il finale – va detto – è molto emozionante e contribuisce, assieme alle new entry, a rendere Guardiani della Galassia Vol.2 un film comunque piacevole. La strada percorsa è fortunatamente ancora lontana da quella a tratti discutibile che ha percorso Marvel con gli Avengers; tuttavia, i difetti sopracitati pesano purtroppo su tutto il film, che quindi non riesce a replicare la “freschezza” del capitolo che lo ha preceduto. Col terzo episodio già confermato, c’è da sperare che James Gunn riesca a recuperare un po’ dello smalto perso cammin facendo.

VOTO 7

guardiani della galassia vol. 2Genere: fantascienza, azione
Publisher: Disney
Regia: James Gunn
Colonna Sonora: Tyler Bates
Intepreti: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Michael Rooker, Karen Gillian, Kurt Russell, Sylvester Stallone
Durata: 137 minuti

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