2Night - Recensione

Roma. Un ragazzo e una ragazza, trentenni, si incontrano in un locale trendy; si piacciono e decidono di passare insieme una notte da “una botta e via”, ma le strade della Urbe sono affollate e trovare parcheggio non è facile. Perdersi e girare per ore in una città vasta sarà motivo per celare insicurezze, paure, fantasie sessuali e problemi di entrambi.

Film proiettato lo scorso anno alla Festa del Cinema di Roma, 2Night arriva solo ora nelle sale. Le produzioni del Bel Paese sono sempre motivo di interesse per il sottoscritto, a differenza di tanti altri giornalisti. Tuttavia, al netto di film che vengono sempre etichettati come “rinascita del cinema italiano”, come il recente I Peggiori, mi sento di affermare che il cinema nostrano – salvo qualche sporadico esempio – è in stato catatonico. Questo, però, non vieta a cineasti giovani e non di sperimentare e imporsi con le proprie pellicole, che non devono necessariamente riconoscersi nel cinema italiano come genere in particolare.

2Night immagine Cinema 022Night parte da una buona idea, ma getta tutto alle ortiche dopo appena quindici minuti. Nella sua sfera metaforica, il film arriva ben chiaro, così come è nitida l’impostazione dei personaggi, due ragazzi del Nord che – per diversi motivi – si trovano nella Capitale. Due estranei in una città sconosciuta, che si incontrano in macchina a parlare della loro generazione. È qui che il film crolla inesorabilmente, perché non c’è alcun dialogo che smuova un minimo di interesse nello spettatore.

La cornice di 2Night è perfetta per narrare di insicurezze e di una generazione allo sbando, ma il film si perde

La cornice è perfetta per narrare di insicurezze e di una generazione un po’ allo sbando. I due protagonisti paiono ospitati dal cielo romano come altrettante stelle senza una costellazione di appartenenza; viaggiano sospinti dalla curiosità e dalla vita, ma molte volte la destinazione non coincide con i loro reali obiettivi. 2Night si perde proprio su questa piccolezza, alimentando l’economia narrativa del film con aneddoti praticamente irrilevanti. Cosa ci importa di sapere che lui memorizza cartelli stradali? Sono forse interessanti i discorsi sui film porno? O le fantasie di masturbazione? I dialoghi sono un susseguirsi di scambi di battute, cui fanno capo continui cambi d’umore, passando da un discorso ilare a crisi esistenziali con pianti annessi.

Ciò che manca a tutto il film è dunque una cornice narrativa ben definita. Pescando da un “piccolo” progetto israeliano, Ivan Silvestrini, con il suo 2Night, si rifà tantissimo a Prima dell’Alba di Richard Linklater, ma siamo lontani da un simile lavoro di sceneggiatura raffinata. 2Night gira attorno a un problema senza mai affrontarlo di petto: quando si avvicina a farlo, ai protagonisti mancano i vocaboli giusti per esprimersi.

VOTO 5.5

2Night immagine Cinema locandinaGenere: drammatico
Publisher: Bolero Film
Regia: Ivan Silvestrini
Colonna Sonora: Drink to Me/Saverio Martucci
Intepreti: Matilde Gioli, Matteo Martari, Giulio Beranek
Durata: 74 minuti

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