Baywatch - Recensione

Amo Dwayne “The Rock” Johnson. L’ex wrestler rappresenta il perfetto archetipo di americano che piace agli americani: ottimo padre e marito, sorrisone sempre pronto ad essere mostrato e – messa da parte la sua carriera sportiva – attore a tutto tondo che assicura sempre grandi incassi al box office. I suoi successi sono molteplici, in altrettante saghe cinematografiche di intrattenimento. In un prossimo film targato DC Comics dedicato a Shazam, il granitico attore interpreterà Black Adam usando – come sempre – la sua arma migliore: la capacità di non prendersi mai sul serio.

Fatta la debita premessa, capita a tutti di sbagliare, e Baywatch rappresenta forse il più grande errore mai fatto non solo da The Rock, ma dall’industria cinematografica tutta. Partiamo dalle basi: la trama non è pervenuta. Il setting, chiaramente, è ben noto, dato che il film è tratto dall’omonima serie TV culto trasmessa negli anni ’90, che vedeva tra i protagonisti David Hasselhoff e Pamela Anderson (presenti nel film con piccoli ruoli). Il testimone viene qui raccolto da The Rock, Zac Efron e Alexandra Daddario, guardaspiaggia che invece di fare il loro lavoro – i bagnini, appunto – decidono di sventare i piani malvagi di una baronessa della droga che uccide e spaccia senza pietà. Tutto questo, chiaramente, con una direzione narrativa tra il comico e il demenziale.

Baywatch immagine Cinema 02Questo ci porta al secondo problema: certo nessuno si sarebbe aspettato una cieca fedeltà alla serie originale (che si fa ricordare come un action drama, talvolta impegnato nei temi affrontati), ma questa controparte cinematografica è una sgangheratissima commedia demenziale e volgare della peggior qualità, una di quelle pellicole insulse senza capo né coda che si realizzavano durante i primi anni 2000. Un esempio pratico? Immaginate il gruppo dei protagonisti di American Pie, con annessa mamma di Stifler, impegnati fare i bagnini e a sventare piani criminali. Se una sensazione di disagio vi assale al petto… è normale.

Baywatch non condivide praticamente nulla con la serie di riferimento, salvo gli iconici costumi da bagno rossi

In una contestualizzazione dove il sesso regna sovrano, l’aspetto più disarmante di Baywatch è il modo in cui la carica erotica più volte ricercata nelle curve delle protagoniste femminili viene quasi esorcizzata e uccisa – volontariamente – in situazioni dove uomini toccano altri uomini (mostrati rigorosamente a torso nudo) arrivando, in casi estremi, a palpeggiare membri. Questa versione così palesemente volgare di Baywatch sembra quasi voler bacchettare il pubblico maschile che ha vissuto la saga originale con il poster di Pamela Anderson in costume rosso attaccato vicino al letto e gioito alla pubblicazione nel sottobosco di internet del sextape della “bagnina” per antonomasia con Tommy Lee.

Sorvolo sulla realizzazione tecnica, talmente pigra che pur di non girare scene in mare ha sovente fatto ricorso a green screen e fuoco in computer grafica (la morte del cinema!). Con Baywatch si ride, certo, ma di battute pervertite ne abbiamo sentite a iosa negli anni ‘90 e 2000. The Rock cerca di salvare la baracca come può, ma i miracoli non sempre avvengono. In definitiva, Baywatch non condivide praticamente nulla con la serie di riferimento, salvo gli iconici costumi da bagno rossi.

VOTO 4

Baywatch immagine Cinema locandinaGenere: azione, commedia
Publisher: Universal Pictures
Regia: Seth Gordon
Colonna Sonora: Christopher Lennertz
Intepreti: Dwayne Johnson, Zac Efron, Alexandra Daddario, Kelly Rohrbach
Durata: 119 minuti

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